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Ricordi di una Villacidro di 50 anni fa!

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{jcomments on}I miei ricordi da bambino ogni tanto appaiono, e oggi alle prime luci dell’alba con i profumi umidi del monte ” su saneu” che ho alle spalle, il “Carmine” sono ancora più vividi.

La domenica io e i miei fratelli andavamo a messa sotto l’occhio vigile di nostra madre, e un piccolo sputo per sistemarci i capelli. Noi monelli scappavamo e andavamo in giro per la pineta di Mont’e Omu a cercare ciclamini e qualche ramoscello per costruire un arco o imitare un personaggio della nostra infanzia. Ma prima o poi si doveva tornare e passavamo prima dalla chiesa a chiedere a qualche donnina chi aveva detto messa e se si ricordava qualche parola della “predica” domenicale di Don Murgia. Perchè mamma ci chiedeva chi era il prete che celebrava la messa per sapere se veramente eravamo la.

Giocavamo per tutta la mattina aspettando il pranzo, ai bordi della fluminera scivolando con dei pezzi di cartone per imitare lo slittino e sbucciandoci le ginocchia senza sentire il minimo dolore. Erano pochi i passanti che si incrociavano ma quei pochi ci conoscevano e scuotevano la testa come per dire “attenti, è peircoloso”. E ricordo ancora l’odore acre di nafta  de “su postalli” o “sa Tosi” dove gli autisti divertiti ci portavano a fare un giro.

Giochi da bambino e ricordi autentici dove il paese era un grembo materno dove nulla ci poteva succedere, nemmeno in “su muntronaxiu” dove andavo a raccogliere pezzi di qualsiasi genere per costruirmi dei giocatoli.

Ricordi di una domenica mattina che sfumano nel caos quotidiano del traffico sotto casa.


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