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“Gruppo Folkloristico Citta di Villacidro. Cultura eTradizione”

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Prefazione a “Gruppo Folkloristico Citta di Villacidro. Cultura eTradizione”

 

Questo lavoro  non vuole essere un “libro”, ma semplicemente il resoconto di 25 anni di attività del Gruppo Folkloristico “Città di Villacidro”.

I letterati mi perdoneranno se qualche espressione non avrà i crismi che ,

beati loro, usano, ma la mia deviazione professionale non mi consente di essere un bravo scrittore, semmai un buon conoscitore di numeri, visto che a questi ho lavorato per oltre trent’anni in un’azienda, la Ditta Gennaro Murgia, produttrice del liquore “Villacidro Giallo”, una tradizione per il paese e per tutta la Sardegna.

Ecco, io vi parlerò delle nostre tradizioni, abbandonate, forse perché considerate roba di poco conto, per qualcuno persino roba di cui vergognarsi, cose che non danno né fama né successo e quindi snobbate.

Con questo non voglio innescare alcuna polemica, anzi sono e siamo contenti che ci abbiano lasciato lavorare, ma un dubbio l’ho sempre avuto:sarà rispetto o menefreghismo?

Questo resoconto è indirizzato a tutti i Villacidresi perché finalmente possano conoscere la nostra attività ed in particolare a quelle persone che hanno contribuito a far crescere ed a far diventare “grande” il nostro Gruppo.

Vi parlerò della sua nascita, della ricerca del modo di vestire dei nostri antenati, dei passi che eseguivano durante i balli in piazza o nelle case private, delle persone, uomini, donne, ragazzi, ragazze e bambini che ne hanno fatto parte o che ancora ne fanno parte.

Vi illustrerò le coreografie, i passi e l’esecuzione dei balli che il Gruppo presenta;vi parlerò delle sfilate, delle esibizioni, dei suonatori e dei loro strumenti, dei dirigenti che hanno guidato il Gruppo, di coloro che hanno partecipato alle sfilate senza essere componenti del Gruppo,degli accompagnatori, dei componenti che, conosciutisi all’interno del Gruppo si sono fidanzati e poi sposati, di coloro che ci hanno aiutato in particolari situazioni, di episodi curiosi che ci sono capitati, e, anche se con molta delicatezza, delle beneficenze effettuate; infine  della situazione attuale.

Con questo  voglio semplicemente raggiungere lo scopo di far conoscere la vita del Gruppo e, cosa più importante, far  apprezzare agli altri le nostre tradizioni       e cercare di far comprendere che il loro valore è immenso,inestimabile.

Antonio Saba

 


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