Chiudere le frontiere non è razzismo ma protezionismo.
Chiudere le frontiere non è razzismo ma protezionismo. ( Jaku P.)
Alcune persone si sono sentite indignate alla mia richiesta di rispedire a casa loro questi pseudo immigrati, ne sono felice. Ho passato molti anni della mia vita tra Africa e Medioriente cercando di avere una visione della situazione politica di questi luoghi.
Mi lascia perplesso una cosa:
i rispedire a casa questi Clandestini conoscono realmente il problema? Quanti sono stati in Africa e hanno toccato con mano la situazione?
La risposta è una: Nessuno ha mai toccato con mano il problema e tutti parlano per sentito dire o per imposizioni di partito, se il proprio rappresentante politico dice è uno scandalo, tutti in coro urlano allo scandalo.
I veri disperati vi assicuro che sono nei loro paesi e non hanno nulla, perché alla comunità internazionale non interessa nulla di loro, non hanno i soldi e non riescono neppure a raccogliere i soldi per pagarsi il viaggio se non in rari casi che possono raggiungere al massimo il 10% del totale di immigrati clandestini che attraversano il mare.
Se leggete i verbali degli interrogatori vedrete che sono tutte storie uguali, come se imparate a memoria, con qualche variante ma uguali. Il vero problema è che molti di quelli che arrivano appartengono a movimenti ribelli in guerra tra loro, sono ragazzi forti ed in salute, ben addestrati alla guerriglia, che scappano dopo aver commesso omicidi nel loro paese, stupri ed altro ed hanno il terrore di rientrare in patria in quanto verrebbero giustiziati, questi non sono disperati ma delinquenti.
Un altro 25% circa appartiene a movimenti estremisti islamici, che hanno capito e studiato bene il metodo di oltrepassare i confini delle nazioni in maniera da instaurare cellule dormienti da usare nella giusta occasione, questi sono i più pericolosi, perché sono quelli che riescono ad infiltrarsi meglio, ad essere più credibili come clandestini, sono addestrati a presentarsi come vero disperato, vengono portati nei campi di addestramento, e lasciati senza cibo ed acqua per lungo tempo, in maniera che fisicamente sembrino proprio dei poveracci, molti sono di nazionalità mista. Il fenomeno immigrazione è molto più serio di quanto si pensa, ma a qualcuno fa comodo che sia così questo è il nuovo business. E’ una bomba ad orologeria, ma i nostri buonisti pensano che siano solo dei perseguitati.
Ricordo ancora quando facevo le rotte per l’west Africa, ogni viaggio sbucavano fuori i clandestini, sino all’arrivo in Italia erano tranquilli, non appena la nave entrava in porto, si denudavano, si ferivano a vicenda e all’arrivo delle autorità dichiaravano i maltrattamenti subiti dall’equipaggio e subito la rappresentante dell’organizzazione per i diritti umani gridava allo scandalo. Durante gli interrogatori dichiaravano apertamente di appartenere a gruppi ribelli che combattevano contro i tiranni locali e avevano paura di rientrare in patria perché sarebbero stati uccisi, allora scattava l’asilo politico. Mentre molti veri disperati venivano rimpatriati. Quando Approdavamo nei loro porti dovevamo mettere sotto sigillo tutto ciò che era sacro per noi, crocifissi immaginate etc. Altrimenti rischiavamo multe e fermo nave.
Il massimo era nei paesi mediorientali come Arabia Saudita dove per poter scendere a terra dovevi inviare richiesta 7 giorni prima, allegare 2 foto e quando scendevi, al varco venivi fatto spogliare nudo ed in fila indiana ti ispezionavano a fondo, deridendoti e facendoti sentire un animale.
Arrivati in West africa vi erano sempre attacchi di pirati, altro capitolo di cui non vorrei parlare, perché non basterebbero due semplici paginette.
Aprite bene gli occhi perché chi sta entrando, non è il povero diavolo in fuga, ma sarà quello che farà scappare noi da casa nostra, questa è la realtà dei fatti e non la storiella per i gossip giornalistici, per il piacere di coloro che con la loro immensa solidarietà voglio salvare il mondo da dietro una tastiera.
Ma ne riparleremo a breve e vedrete se ho ragione o se sono un razzista che non ama il prossimo, chiudere le frontiere non è razzismo, è protezionismo.
(Jaku Pisu)


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