đ Recensione â Era svedese di Silvana Meloni
Mi capita raramente di non indovinare chi sia lâassassino entro la metĂ del libro. Stavolta, invece, niente da fare: Silvana Meloni mi ha spiazzata. Era svedese è un giallo coinvolgente, scritto con intelligenza e ritmo, capace di tenerti incollato fino allâultima pagina senza mai svelare troppo.
Solo dopo averlo terminato ho scoperto che è il sequel di un altro romanzo. Poco male: recupererò presto anche quello!
Lâindagine ruota attorno allâaggressione brutale subita da Viola Larsson, una ragazza svedese che vive in Ogliastra, nel 2026. Il caso viene affidato al commissario Salvatore Mudu e allâispettrice Virginia Pistis del commissariato di Lanusei. Ed è proprio Virginia, insieme ai coprotagonisti, a colpirmi di piĂš: personaggi umani, credibili, profondamente leali. Il loro senso del dovere e il cameratismo che li unisce donano spessore alla trama, rendendola ancora piĂš avvincente.
Lâinchiesta si muove su binari complessi: tradizione e innovazione si scontrano, e sullo sfondo emergono temi attualissimi come il riciclaggio di denaro, le scommesse online, lâestorsione. Ma quello che piĂš sorprende è il movente: inatteso, ancestrale, perfettamente coerente con lâanima della storia.
Non voglio spoilerare, quindi mi fermo qui.
Solo una cosa: consigliatissimo!
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Rita Pinna, nata a Cagliari, abbraccia la sua indipendenza alla maggiore etĂ . Scrive romanzi di avventura ambientati nella sua Sardegna, dipingendo quadri vividi della societĂ e delle meraviglie locali. Consapevole dei problemi sociali, Rita abbraccia il cambiamento radicale, spostando la sua penna verso il genere thriller. I suoi romanzi affrontano con coraggio le storie di donne maltrattate e abusate, contribuendo a dare voce a chi spesso resta in silenzio.


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