Nei dintorni di Villacidro
Una giornata nei dintorni di Villacidro
Questa mattina ho sentito il bisogno di staccare, di lasciarmi alle spalle il rumore e le incombenze quotidiane. Ho infilato un paio di scarpe comode, preso la macchina fotografica e sono uscita. Il bello di vivere a Villacidro è che basta davvero poco per ritrovarsi immersi nella natura, in un paesaggio che cambia ad ogni curva e ti sorprende anche quando pensi di conoscerlo.
Ho iniziato la mia giornata a piedi, con una passeggiata verso Sa Spendula. Ogni volta che arrivo lì, la cascata riesce a sorprendermi. L’acqua scende con energia, rimbalza sulle rocce e poi si raccoglie in una piccola conca, creando un suono che ti entra dentro e ti calma. Mi sono fermata un po’ a guardarla, seduta su un masso ancora tiepido di sole, ascoltando soltanto il fruscio dell’acqua e il canto degli uccelli.
Dopo un po’, sono tornata indietro e ho preso l’auto per dirigermi verso Villascema. La strada è tranquilla, fiancheggiata da alberi e pietre antiche, e in pochi minuti ci si ritrova in un luogo che ha il sapore dell’autenticità. Villascema ha qualcosa di sospeso, come se il tempo lì avesse rallentato. Ho parcheggiato vicino alla chiesetta e ho fatto due passi tra le vecchie case in pietra, poi mi sono incamminata verso la sorgente. Lì l’acqua sgorga fredda e pura, e non ho resistito: ho bevuto con le mani, come si faceva da bambini. E ricordando alcune leggende che mi hanno raccontato, ho ripreso il cammino
Poco lontano da lì, sempre in auto, ho proseguito fino al lago Leni. Appena arrivata, ho avuto l’impressione di essere entrata in un altro mondo. Il lago era calmo, silenzioso, un grande specchio incorniciato dal verde. C’era solo qualche increspatura leggera, portata da una brezza delicata. Mi sono seduta sulla riva, ho tolto le scarpe e ho immerso i piedi nell’acqua. È un luogo che invita a restare in silenzio, a respirare profondamente, a fare pace con sé stessi. Una pausa perfetta, che mi ha riempita di gratitudine. Poi, come ogni volta, sono andata fino alla chiesetta campestre di San Sisinnio. Intorno, ulivi secolari e pietre che raccontano storie antiche. Mi sono seduta sul muretto e ho lasciato andare i pensieri, ascoltando solo i suoni della campagna.
Nel pomeriggio sono rientrata verso Villacidro e ho deciso di fare un piccolo tour delle chiese. Ho iniziato da Santa Barbara, che mi accoglie sempre con la sua facciata semplice e rassicurante. Poi, come ogni volta, sono salita fino alla chiesetta del Carmine, dove il panorama toglie il fiato.
Prima di concludere la mia giornata, ho voluto spingermi fino a Coxinas. Là il paesaggio diventa quasi selvaggio, con le pareti granitiche che si ergono come giganti silenziosi. È un luogo che ha una forza primitiva, quasi sacra. Ho camminato piano, tra arbusti profumati e rocce calde di sole, e mi sono sentita piccola e felice.
Mentre rientravo, con il cielo che si tingeva di rosa e arancio, ho pensato a quanto sia prezioso tutto questo. A volte basta solo decidere di uscire, fare pochi chilometri e lasciarsi accogliere da una terra che sa sempre come sorprenderti.
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Rita Pinna, nata a Cagliari, abbraccia la sua indipendenza alla maggiore età. Scrive romanzi di avventura ambientati nella sua Sardegna, dipingendo quadri vividi della società e delle meraviglie locali. Consapevole dei problemi sociali, Rita abbraccia il cambiamento radicale, spostando la sua penna verso il genere thriller. I suoi romanzi affrontano con coraggio le storie di donne maltrattate e abusate, contribuendo a dare voce a chi spesso resta in silenzio.
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Anna Rita Murtas
Mi sono immersa velocemente e profondamente nel suo scritto che precede le immagini.. colgo nella sua Arte : Immensità . Mi è apparso tutto limpido e suggestivo come se fossi io a osservare e a scrivere.
Le porgo vivamente i miei complimenti da semplice lettrice, che oggi inizia a conoscerla 😊🙏🏻
admin
Grazie Anna Rita, gentilissima



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