Boes, Merdules e Is Cerbus
I Cerbus sono mascherati con pelli e corna di cervo, e procedono imitando i versi e l’incedere degli animali di cui vestono le pelli. Fuggono dai Is Canaxus (i cacciatori) che durante la battuta di caccia, con urla e schiamazzi, cercano di raccoglierli in un unico punto. Vengono aiutati da Is Canis (i cani), figuranti vestiti con sacchi di iuta a cui vengono legati gli angoli per simulare le orecchie. La rappresentazione de Is Cerbus (i cervi) è uno degli eventi in Sardegna che vanta le origini più antiche. I rituali propiziatori che vengono svolti durante il carnevale rappresentano principalmente l’attività della caccia, prima fonte di sostentamento nelle civiltà arcaiche. http://www.sardegnaturismo.it/
Quello di Ottana, uno dei più noti, autentici e affascinati carnevali della Sardegna, ha tre protagonisti principali: sos Boes, i buoi, ricoperti di campanacci e pelli di pecora e tenuti dalle redini da sos Merdùles, uomini col viso coperto da atroci maschere nere, e infine Sa Filonzana (o “Sa ilonzana”), una spaventosa e misteriosa vecchia che fila la lana. Il “Carrasegare de Otzana”, come gli altri carnevali sardi, affonda le sue radici nel mondo sardo arcaico e mette in scena i momenti più importanti della vita agro-pastorale. http://www.merdules.com/
…Una sera sentivo un rumore sordo, inframmezzato ascoppi di voci, salire da una sala dell’albergo al pianterreno.
A tratti tornava la calma, allora il ritmo sardo riempiva la casa delle sue strane sonorità. Io scesi e guardai curiosamente dalla porta socchiusa. Attraverso il fitto fumo delle pipe, alcuni uomini stavano in piedi attorno ad un tavolo.
Essi giocavano alla morra, gioco in uso presso gli Spagnoli,che l’introdussero in Sardegna, suppongo, al tempo dellaloro dominazione. I giocatori non cessavano di sbattere col pugno sul tavolo. Il ritmo era cessato, il gioco diventava
furioso, e le grida sempre più stridenti.
Strana scena, selvaggia persino; questi uomini dal rude aspetto, dalla fronte corrugata, dagli occhi brillanti, vestiti con pelli di bestie, gridavano raucamente, simili a selvaggi, con dei movimenti, dei gesti contratti, in un fitto fumo in cui gli uni apparivano a metà e gli altri, appena visibili, s’agitavano come ombre fantastiche…Gaston Vuillier, Le Isole dimenticate – la Sardegna
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