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I goccius del Carmine a Villacidro

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ilcarminevillacidro2012 I goccius del Carmine a Villacidro

Da “Villacidro” di Salvatore Manno (1893)       La chiesa e la festa della Vergine del Carmelo   “A mezza costa della montagnola, appellata Cuccureddu, sur uno spianato, si vede la bianca chiesetta della Vergine del Carmelo.

{jcomments on}.nel turbinio di poca gioia e di dolor profondo, non fossero aiutate dalla fede nella luce immortale d’un nuovo giorno.In quella circostanza l’aspetto di quel sito alpestre è assai pittoresco. La chiesuola, ornata di grossi festoni di mirto e d’alloro, dentro e fuori, apre le sue due porte, che per tutto l’anno rimasero chiuse; e, col suono allegro della sua campanuccia e con lo sparo assordante dei mortaretti, delle granate e dei razzi, invita i fedeli alla visita annuale.

La montagnola, nuda, grigia, brulla, accoglie un popolo giulivo, una moltitudine di ragazzetti gai, chiassosi, che si disperdono per le sue falde, ne visitano tutte le parti, s’arrampicano su pei dirupi, corrono a precipizio per l’erta ripida e fanno echeggiare all’intorno i loro gridi di gioia, lorquando riescono a far prigione qualche grillo che ripete sull’erba il suo monotono crì crì.

Quella moltitudine variopinta di persone produce un effetto veramente mirabile specie allorché, pel tortuoso e ripido sentiero, sale o discende in processione; e tutta la vaghezza indicibile di quella cara festicciuola ricrea lo spirito, inondato d’una letizia soave.

Quella località però offrirà più vago aspetto quando i molti pini e cipressi, piantativi in bell’ordine parecchi anni fa, sorgeranno coi loro rami cupi e melanconici a rivestire la nuda pendice a difedere dai rigori delle stagioni la romita chiesetta, perduta nella costa della montagnola come una bianca apparizione.”

 

 

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