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D’altro tempo antico

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Ciao amici, voglio presentarvi la mia poesia premiata al concorso Premio “ALDA MERINI”.

D’ALTRO TEMPO ANTICO

Salendo l’altipiano del vigneto,
coi tralci ousti ed opulenti,
mi saziavo dei sapori scaltri
dell’uve, in virtù di bontà sapienti.

Poi andando verso il castagneto,
virtù soave dei campestri odori,
nella rugiada del mattino attento
godevo tutti quei salubri sentori.

poi, stolta l’assenza mi negò le cose
che nell’antico andare vendemmiavo.
Dopo quel salto ritorno per le rose,
ma non son più quelle dove camminavo.

Or l’opulento tralcio del vigneto
trovo ricurvo, privo di primizie.
Più non mi sazio nel depresso aspetto
che allor mi offriva tutte le delizie.

Come il vigneto sento le mie membra,
dalle stagioni calpestato e domo.
Con l’intelletto onusto d’esperienza
ma senza più tempo per virtù dell’uomo.

Ma pur se giunto al vespero invernale,
l’animo sempre giovane persiste.
Mai si arrende a decadenza tale
pur se la tempia già s’impoverisce.

Mesto ritorna nell’età verbale,
ogni ricordo della vita avversa.
Và nell’antico, non si sa a che fare.
Forse a cercare l’altra età dispersa.

Francesco Ecca


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