Tardi ti ho amato!
Emerge dalla profondità del buio come se fosse un’onda liquida, avvolgente e indistinta. La consapevolezza del proprio corpo sembra svanire, lasciando dietro di sé solo un senso di leggerezza sospesa nell’oscurità impenetrabile. Come in una trance, l’individuo si interroga sul proprio destino, sulla sua condizione presente che sfugge alla comprensione razionale. È questa la fine, si chiede, il confine oltre il quale l’essenza si dissolve nell’abisso?
Poi, improvvisamente, come un’epifania, una luce squarcia il velo dell’oscurità, rivelando contorni sfumati di forme e figure. La mente cerca di dare un senso a ciò che gli occhi intravedono, cercando di collocare l’esperienza in un contesto familiare. Un senso di agitazione lo pervade mentre i suoi sensi tentano di decifrare la nuova realtà che si manifesta dinanzi a lui.
La luce si intensifica, quasi accecante, e con essa emergono contorni familiari di persone e oggetti. Tuttavia, c’è qualcosa di strano, di distorto, nelle figure che lo circondano. Donne vestite da uomini, bambini chiassosi brandiscono strani dispositivi luminosi, e la voce stridente di una donna domina il tumulto circostante. È come se fosse precipitato in un mondo distorto, un’eco distorta della realtà che conosceva.
Le parole delle persone intorno a lui sembrano lontane e irreali, come un eco distorto che si perde nel vuoto. Un senso di spaesamento lo avvolge mentre tenta di comprendere il suo nuovo ambiente, ma una forza misteriosa sembra trattenerlo, impedendogli di muoversi o comunicare con chi lo circonda.
Poi, come un fulmine nella notte, la verità gli si presenta davanti agli occhi. La sua presenza è stata immortalata da una macchina strana, una scatola di metallo che cattura l’essenza del suo essere. La visione del suo riflesso lo sconvolge, rivelando dettagli della sua esistenza che non avrebbe mai immaginato di condividere con il mondo.
La reazione della donna intorno a lui è violenta, come se avesse visto un fantasma. Il vento si alza intorno a lui, portando con sé una sensazione di imminente cambiamento. È come se fosse stato colto in un vortice di eventi che lo trascina verso un destino ignoto.
Ma in mezzo al caos, una figura familiare emerge dalla folla. È Padre Antioco, una guida spirituale che offre conforto e direzione in momenti di crisi. Con una parola gentile e un gesto rassicurante, lo invita a seguirlo verso la sicurezza della casa, lontano dall’incubo che si è svolto all’interno delle mura della chiesa di Sant’Agostino.
Fuori, nella tranquilla serenità della strada, la storia di un incontro con il soprannaturale si diffonde tra la folla, alimentando la leggenda di fantasmi e presenze divine che dimorano tra le mura antiche della città di Cagliari.

Racconto originale
Il buio mi avvolge come acqua. È liquido, impalpabile. Come ci sono finito qui? Devo essere sdraiato, non sento il peso dell’aria su di me. Provo a muovere un braccio, mi sento leggero. Dio mio, è questa la morte? Ti prego salvami, portami al tuo cospetto. Le mie preghiere hanno avuto risposta, una luce appare ai miei occhi spalancati in attesa di libertà. Finalmente la nebbia nera si dissipa, vedo qualcosa. Il cingolo mi strige il ventre. Forse sono tornato in posizione eretta. All’improvviso la luce diventa forte, quasi accecante. Meglio del buio. Mi guardo intorno. Ci sono delle persone. Hanno abiti strani, le donne sono vestite da uomini. Che succede, sono forse all’inferno? Sento qualcuno parlare. Parlano di me. Eccoli. Un gruppo di bambini chiassosi con degli strani aggeggi luminosi in mano. La donna che controlla i pargoli ha al voce alta, stridente. Mi perfora i timpani. Sono nella mia chiesa, ma sembra di stare all’inferno. “…Agostino è uno degli autori di testi teologici, mistici, filosofici, esegetici, ancora oggi molto studiato e citato; egli è uno dei Dottori della Chiesa come ponte fra l’Africa e l’Europa; il suo libro le “Confessioni” è ancora oggi ricercato, ristampato, letto e meditato. “Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo…. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace” Le mie confessioni, parlano di me, ma dicono delle cose sbagliate. Cerco di avvicinarmi per dirglielo, ma qualcosa, come la melassa, mi trattiene. Non riesco ad arrivare. Faccio uno sforzo immane e inciampo su un grosso baule. I ragazzini si voltano e qualcuno urla. “Ragazzi!” Sento la donna che li riprende. Io sono di fronte a lei, non mi vede. Oddio, che succede, non mi vede. Una luce improvvisa mi attraversa. “Ho detto niente foto.” La donna è arrabbiata. Mi sposto in direzione dell’altare. È cambiato completamente tutto, non so che sia accaduto, ma voglio pregare e salgo sull’altare. Un’altra luce improvvisa, e una voce giovane. “Prof, guardi, la mia foto. C’è qualcuno che sta di fronte a lei, ma siamo soli.” “Fai vedere.” Mi avvicino per vedere anche io quel diabolico congegno. Dentro quella scatoletta di metallo vedo la mia figura. Il saio devozionale, le frange sfaldate del mio cingolo così vecchio. E il mio viso la barba bianca e le sopracciglia così folte che ho solo io. Ma perché sono la dentro? La donna diventa pallida, mi avvicino per rincuorarla, ma lei si gira di scatto mi attraversa, come potrebbe fare solo la luce divina. Si blocca, si tocca il petto e urla, urla a squarciagola. I bambini scappano e lei pure. Intorno a me comincia a soffiare il vento. All’interno della chiesa è cosa insolita, aumenta al velocità e mi rendo conto che io sono al centro di questo vortice. Una consapevolezza mi arriva al cuore e finalmente vedo una presenza amica: Padre Antioco. “Padre Agostino, venga con me. Lei non può più stare qua. Glielo dico ogni volta, ma lei si dimentica sempre. Torniamo a casa, venga.” Fuori, in strada, alcune persone ascoltano una storia incredibile di fantasmi nella chiesa di Sant’Agostino nel quartiere Marina della città di Cagliari.
Rita Pinna, nata a Cagliari, abbraccia la sua indipendenza alla maggiore età. Scrive romanzi di avventura ambientati nella sua Sardegna, dipingendo quadri vividi della società e delle meraviglie locali. Consapevole dei problemi sociali, Rita abbraccia il cambiamento radicale, spostando la sua penna verso il genere thriller. I suoi romanzi affrontano con coraggio le storie di donne maltrattate e abusate, contribuendo a dare voce a chi spesso resta in silenzio.



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