Un mistero che affonda le radici nel passato
Ambientato a Lunamatrona, nel cuore della Sardegna, La Pigotta è un romanzo che intreccia segreti familiari, memoria e mistero. La protagonista, Angela, si ritrova a seguire le tracce di un’indagine iniziata dalla madre, scoprendo documenti e indizi che la porteranno a interrogarsi su vicende rimaste nascoste per decenni.
Ho trovato interessante soprattutto il modo in cui l’autrice inserisce elementi storici e tradizioni sarde all’interno di una storia che, pagina dopo pagina, assume contorni sempre più intriganti. Anche il titolo incuriosisce: la pigotta non è una bambola, ma uno strumento utilizzato un tempo per la vaccinazione contro il vaiolo, un particolare che acquista significato nel corso della vicenda.
I personaggi femminili hanno un ruolo importante e Angela, con la sua determinazione, accompagna il lettore verso una verità tutt’altro che scontata.
Un romanzo originale, che unisce passato e presente e riesce a mantenere viva la curiosità fino a un finale capace di sorprendere. Consigliato a chi ama i misteri familiari e le storie che nascondono qualcosa di più dietro le apparenze.

Angela Serra ha cinquantadue anni, una carriera da genetista costruita lontano da Lunamatrona, e la certezza di conoscere sua madre meglio di chiunque altro.
Quando torna nel piccolo paese natio della Marmilla per svuotare la casa di famiglia dopo la morte di Maria, quella certezza dura poco: in fondo a un cassetto trova una fotografia del 1958, una figura cerchiata a matita blu, e una parola che nessuno sembra voler ricordare.
Più fa domande, più scopre che sua madre non stava semplicemente riordinando il passato — lo stava sorvegliando. Da decenni, qualcuno osserva alcune famiglie della Marmilla. La sua è una di quelle.
Tra un anziano zio che sa più di quanto ammetta, un’amica di famiglia disposta a tutto pur di proteggerla, e un fotografo arrivato in paese proprio nei giorni sbagliati, Angela dovrà decidere quanto della verità è disposta a sopportare — e quanto le costerà scoprirla fino in fondo.
Perché alcuni segreti hanno la forma di un vaccino. E aspettano da settant’anni.


