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Diario di un’escursione tra Nuraghi, Pozzi Sacri e Tombe dei Giganti

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Diario di un escursione: L’appuntamento è per le 7:00 ci si ritrova puntuali tutti e tre, si parte! Da Samassi prendiamo la strada che ci conduce
verso il centro commerciale Sant’Ignazio, da li si prosegue diritti per inoltrarci in mezzo agli uliveti di Gonnos ,dopo averli attraversati prendiamo la sterrata che ci porta alla chiesa campestre di San Giacomo , si fa un giro turistico
per vedere la chiesetta e a pochi passi il tempio a megaron di Spadula cortesemente accompagnati dal padrone del terreno che ci fa anche da cicerone e ci illustra il posto e i dintorni, ci indica anche un tempio a pozzo che sta a qualche centinaio di metri verso Gonnos, dopo averlo salutato andiamo alla ricerca del pozzo, dobbiamo scavalcare qualche muretto a secco e qualche rete metallica , essendo le indicazioni dateci abbastanza dettagliate non abbiamo problemi per individuarlo, risulta essere coperto da un lastrone di cemento armato, fortunatamente al centro ha una botola che con un pò di fatica riusciamo a togliere
perciò abbiamo modo di osservarlo e scattare qualche foto del suo interno, tutto rifasciato con pietra a secco in alcuni casi anche di notevoli dimensioni, la sezione del pozzo risulta copiare la forma di una pera con la testa schiacciata, non so se rendo l’idea?
Da qui cavalciamo nuovamente le bici e prendiamo come direzione Guspini, dopo diversi chilometri ci troviamo in località Terra Frucca.
Ci addentriamo a piedi in un terreno incolto e pieno di spine, per arrivare al nuraghe anche qui dobbiamo saltare un muretto a secco , il nuraghe Terra Frucca risulta essere un monotorre , con l’interno ingombro dalla pietra di crollo, dopo un giro di perlustrazione e le foto di rito torniamo sui nostri passi , lasciamo la sterrata per prendere l’asfalto che da Gonnos conduce a Guspini, dopo qualche centinaio di metri prediamo sulla sinistra una stradina con una discreta pendenza , qualche
chilometro e ci troviamo di fronte ad un cancello fortunatamente aperto all’interno del terreno delle croci ci fanno capire che siamo all’interno del percorso di una via crucis, il terreno è di proprietà della chiesa. Nella parte più alta del terreno semi nascosto dalla terra e dalla vegetazione il nuraghe Mudegu (non sono sicurissimo del nome), il complesso nuragico risulta composto da tre torri,
le due laterali sono state aggiunte in un secondo tempo alla torre principale
tramite un corridoio semi circolare.
Peccato non si possa vedere integralmente nella sua maestosità!
Lasciato il “Mudegu” riprendiamo la stradina sterrata costeggiata da antichi terrazzamenti megalitici che rendono il posto affascinante, si va verso il fiume Terramaistus che per attraversarlo dobbiamo guadare, un decina di metri oltre sulla sinistra in un terreno privato il Nuraghe Terramaistus ,ci dobbiamo accontentare di vederlo e fotografarlo da lontano . Si prosegue verso Arbus, subito dopo
il ponte che attraversa il fiume si svolta a sinistra in una sterrata che dopo 550 mt. ci conduce all’area che rinchiude con una recinzione la tomba di giganti di San Cosimo anche conosciuta come”Sa grutta de Santu Giuanni”, veramente bella ! Complessivamente lunga 30 metri fanno questa tomba di giganti la più lunga di tutta la Sardegna . Da qui si torna indietro all’asfalto e dopo un breve tratto in salita svoltiamo a sinistra nei pressi dei ruderi dell’antica chiesa di San Cosimo dove
oltre a questa abbiamo modo di osservare i resti di un nuraghe monotorre, anche questo denominato San Cosimo, salendo sulla parte alta dello stesso ,anche se in buona parte ricoperto si possono notare tre nicchie abbastanza grandi . Il giro per noi non è ancora terminato dobbiamo rientrare alla
base, ancora qualche giro di ruota ed alla fine dopo 72 km ci siamo.

Articolo e foto di Corrado Fenu

 


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