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Lettera di una Mamma Villacidrese

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Perché Pensare Oltre
La necessità di creare un vasto Movimento Culturale per informare e sensibilizzare la popolazione sul “Fenomeno” dei Disturbi, nasce dall’osservazione dell’evidente aumento di “diagnosi” di disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza senza nessuna comprovata base scientifica oggettiva. L’allarme lanciato da molte associazioni ed enti a livello nazionale e internazionale, è scaturito dalla constatazione dei seguenti fatti:
– Quasi 8 milioni di bambini etichettati e di conseguenza trattati con sostanze psicoattive (psicofarmaci) nei soli USA.
Oltre 400 morti correlate al trattamento.
Un crescente numero di “corsi di formazione” tenuti anche in Italia per preparare gli insegnanti a riconoscere negli alunni questi “disturbi”.
La verifica, ottenuta attraverso interviste fatte ad alcuni insegnanti, della loro non conoscenza di questa tematica.
– Pensare OLTRE non disconosce gli eventuali problemi di un bambino, ma evidenzia l’errore di base nel creare categorie diagnostiche che raccolgono insieme possibili cause differenti.
Ogni bambino ha diritto a soluzioni appropriate, che al contempo tutelino la sua crescita, la sua salute e la sua libera espressione creativa. Ogni genitore ha diritto di fare le proprie scelte consapevolmente, una volta ricevute tutte le informazioni a riguardo.
– Pensare OLTRE, con strumenti culturali e artistici, sensibilizza e informa i cittadini, le scuole e le istituzioni sulla necessità di garantire alle future generazioni un’educazione e una crescita sana, formando una coscienza critica e responsabile su queste problematiche.
– Il Movimento svolge la sua intensa attività di comunicazione attraverso il sito web, i social network, gli opuscoli, le collezioni di libri e fumetti e le conferenze istituzionali in collaborazione con Comuni, Province e Regioni, ed grandi eventi di gala nazionali e saloni espositivi.
Visita il nostro sito web:
www.pensareoltre.org

Leggere questo articolo mi ha fatto pensare alla disavventura vissuta da noi e nostra figlia un pò di anni fa. Mi scuserete se non mi presento, ma visto la sete di vendetta di alcuni personaggi della storia è meglio esser cauti!

Chiamerò la bambina Celeste.

Celeste ha 3 anni ed è ora che frequenti la scuola materna quindi vado in segreteria e ritiro i moduli da compilare per l’iscrizione, come tutti i bambini Celeste i primi giorni è un pò restia a restare senza i genitori in un ambiente che non conosce, ma alla fine si abitua e comincia a frequentare. Frequenta poco perchè ha un sistema immunitario molto basso e si ammala spesso, ma alla fine finisce l’anno ed è tutto a posto.

L’anno scolastico successivo, Celeste comincia a sentire disagio dopo circa 2 settimane di frequenza, e il disagio si manifesta sotto forma di incubi, inappetenza e frequenti episodi di vomito.

Tenete presente che Celeste sino ad allora era una bambina vivace e empatica, stava volentieri con tutti senza mostrare alcuna paura e aveva un carattere dolcissimo. Dicevo, Celeste cominciava ad avere questo tipo di disturbi, ma il suo carattere forte non le permetteva di piangere per dimostrare il suo rifiuto alla scuola. Intanto le insegnanti mi avvertono che Celeste non sta seduta a disegnare e che non gli piace stare insieme nel gruppo e che probabilmente aveva un disturbo dell’attenzione, infatti io arrivando a sorpresa una mattina ho visto la bambina in lacrime seduta sola in una panca mentre gli altri bambini giocavano insieme alle maestre, per non parlare delle giornate che celeste rientrava bagnata sino al collo di pipì perchè non diceva che doveva andare in bagno, nonostante il panno non l’avesse più da tanto.

Celeste continuava con gli incubi notturni e si era attaccata a me in modo morboso, e si rifiutava persino di farmi andare in bagno.

Celeste era cambiata di colpo, dal giorno alla notte, una bambina che stava con tutti, solare e allegra era diventa ombrosa e paurosa di tutto.

Ne parlai con il pediatra, il quale mi disse di sospendere la scuola materna e portarla in neuropsichiatria!

Feci come mi raccomanda il pediatra perché comunque la bambina era veramente sofferente.

Dopo diversi mesi di attesa chiamarono dalla neuropsichiatria di San Gavino per prendere in esame Celeste.

Era un’ incubo, non restava da sola con la dottoressa per fare i test a meno che non lasciasse la porta aperta, ma finalmente dopo diversi mesi di test, ci dissero che Celeste non aveva nessun disturbo d’attenzione, anzi era una bambina molto attenta e vivace per la sua età, e anche molto preparata, perché io, quando celeste non ha piu frequentato la scuola materna, le ho fatto imparare l’alfabeto e i numeri, le canzoncine e le filastrocche.

 

La dottoressa ci disse di rimandarla di nuovo alla scuola materna, ma all’anno scolastico successivo. Noi invece non abbiamo aspettato e l’abbiamo iscritta in una scuola privata, contro il parere delle persone coinvolte, che per coprire le loro mancanze, si proteggevano a vicenda, cercando di non consegnarmi i documenti. Ci siamo tirati dietro critiche e maledizioni da parte di chi aveva paura di perdere il posto perché ha arrecato danno alla salute psicologica di nostra figlia, ma alla fine Celeste è riuscita a frequentare la scuola materna privata.

Dobbiamo dire grazie all’insegnante che l’ha presa in carico a marzo, e che per farle passare il terrore che si era insinuato in lei frequentando la scuola materna precedente ha dovuto sudare sette camicie. Celeste ha finito l’anno e ne ha ricominciato un altro e questa volta è rimasta anche al pranzo con tutti i compagni, giocava insieme e mangiava insieme litigava e faceva pace, come tutti i bambini della sua età, ma non gli piace ancora disegnare! L’insegnante a cui io farei un monumento mi ripete sempre << Mi chiedo cosa ha vissuto Celeste per farla arrivare da me in queste condizioni>> e ancora << Ha recuperato quasi tutti i tre anni di scuola materna in un anno e mezzo, chissà come sarebbe stata se l’avessi avuta da subito, e chissà che cosa ha vissuto per essere arrivata da me terrorizzata in quella maniera>>

Anche in neuropsichiatria , nonostante i test e le loro convinzioni che Celeste non avesse nulla tendevano a farle fare terapia inutile, perché interpellando altri psicologi e pediatri mi hanno detto che poteva tranquillamente essere una bimba normale senza medicalizzazioni a oltranza.

A questo punto penso che tutti quelli che hanno preso parte alla storia, imprimendo indelebilmente traumi alla mia bambina hanno avuto parte attiva nei loro interessi. La mia bambina quest’anno frequenterà la scuola dell’obbligo, ma se dovessi vedere o solo percepire un’altra situazione di quel genere, questa volta mi attiverò prima.

Frequentando altre mamme ho scoperto che Celeste non è stata l’unica vittima!!

Lettera firmata

 

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