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Fogna a cielo aperto a Villacidro

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Come sbattere la testa su di un muro di gomma, ovvero la burocrazia.

 

Come la maggior parte di voi sa già, noi abitiamo a Villacidro e siamo genitori di un bimbo di otto anni, e in questo momento mi va di raccontarvi una delle tante vicende che caratterizzano la nostra vita in questo bel paese.

Da circa quattro anni da una casa vicino alla nostra si verificano sversamenti di acque fognarie. Da bravi cittadini e amanti del senso civico, compiamo tutte le trafile burocratiche. Comunichiamo al primo cittadino che stiamo calpestando acque fognarie che fuoriescono da una cera abitazione, il sindaco verbalmente ci garantisce che in breve tempo smetterà, e così fu, almeno la fuoriuscita si faceva vedere a singhiozzo. Infatti calpestavamo “cacca” una o due volte l’anno per circa 20 giorni al mese. Nel frattempo abbiamo interessato gli enti preposti all’igiene che emettevano protocolli che consigliavano al sindaco di porre rimedio al danno igienico sanitario, come se piovesse. Arriviamo a luglio di quest’anno, la fogna non ha mai smesso di tracimare, quindi rifacciamo la stessa cosa burocratica. Avvisiamo il sindaco, che ci ha detto che avrebbe preso provvedimenti. Avvisiamo la ASL che fatto il sopralluogo manda un protocollo al sindaco, suggerendogli di porre rimedio al possibile pericolo igienico sanitario, non solo, consigli anche di ripristinare l’igiene eliminando un tubo da dove sgorga acqua di scarico sporca proveniente dalla stessa abitazione che ha la fogna rotta. Sono passati giorni, nel frattempo il danno è peggiorato, perché l’acqua fognaria insieme alla melma va a invadere la strada pubblica, lambendo altre abitazioni. Alle nostre proteste le solite rassicurazioni del municipio. In questa vicenda, inoltre entra un altro personaggio, che in effetti non ha nulla a che fare con questa, ma si è trovato al momento sbagliato (per noi) nel posto giusto. Infatti chiedendo informazioni dentro il municipio, abbiamo fatto l’errore di alzare un dito e dire: … Scusi …. E in quel momento ci è arrivato un urlo. “ Non so nulla, sono occupato” e altri rimbrotti che non sto qua a raccontare. Insomma, ho ricordato al dipendente del municipio che lo stipendio lo paghiamo noi. Come minimo dovrebbe essere educato. Mi ha sbattuto la porta in faccia.

Comunque, questa vicenda è documentata ampiamente sia con video che con foto. Speriamo che dopo questo articolo qualcosa si muova, sicuramente si muoveranno delle denunce verso di me, ma non importa se questo sarà il prezzo da pagare per rientrare in possesso dei miei diritti, lo pagherò molto volentieri.

Cogoni Anna Rita

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