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Primavera a Villacidro

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{jcomments on}Arrivato in una radura fra i monti, Sisinnio ebbe sete, allora si avvicinò ad una capanna immersa in un boschetto di ciliegi in fiore, bussando alla porta. Pensava che ad aprirgli fosse un anziano, quindi fu molto sorpreso di trovarvi una fanciulla, che gli offrì da bere. Alle pareti della capanna erano appesi forconi e aratri, opera del padre della giovane, evidentemente un uomo dedito all’agricoltura, tuttavia lei non volle dire di più, anche per via della rigorosa morale del tempo che impediva ai giovani di sesso diverso di parlare fra loro da soli. Lasciata la capanna, Sisinnio ritornò ai suoi studi religiosi. L’anno successivo, incapace di dimenticare la fanciulla, ritornò sul posto, ma la capanna era chiusa e il cortile vuoto. Erano rimasti solo i fiori di ciliegio. Addolorato per l’occasione persa, Sisinnio si lascio morire la, dove vide la fanciulla per la prima volta.  Il suo corpo si disfò con il tempo, e con il tempo in quel luogo, in mezzo al boschetto di ciliegi, nacque un prato di fiori multicolori e profumatissimi… ogni anno in quel periodo i fiori multicolori rendono omaggio a Sisinnio e alla dolce fanciulla che mancarono l’appuntamento con l’amore……

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