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Passeggiata a Villacidro da brividi

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Una passeggiata a Villacidro, in una serata autunnale aiuta a schiarire la visuale e a togliere le bistecche dagli occhi. Per alcuni imprevisti che non sto a raccontare sono andata ramingo per la città con il mio bambino di sette anni. Passeggiando per via Repubblica noto che alle 5 di sera è desolatamente vuota con solo tre o quattro negozi aperti, con i relativi conduttori affacciati alla porta o al banco a leggere, come dire <<c’è crisi, e non so che fare>> Attraverso la strada per andare in via Grazia Deledda e per poco non stirano me e mio figlio, notare, ero nelle strisce pedonali. Messi in salvo sul marciapiedi, costellato di pali dell’illuminazione tanto da costringerci a fare lo slalom, arriviamo in via stazione dove alcune automobili giocavano a “ Indianapolis”e padroni con il cane che dopo che il loro amico ha defecato in mezzo al marciapiedi, non raccolgono e tirano dritto ( ne ho visto almeno due in 200 metri di strada) e assistendo a questo genere di traffico arriviamo al parco Marchionni, dove il mio bambino cerca di arrivare ai giochi rischiando di essere investito da dei ragazzini di circa 15/16 anni che corrono come indemoniati in bicicletta. Arrivati ai giochi, sempre gli stessi ragazzini, abbandonata la bicicletta per terra in mezzo al sentiero, si arrampicano sullo scivolo e si siedono sotto la capannina del gioco, impedendo di fatto di far giocare i bambini. Mi siedo su un muretto di fronte alla giostrina per guardare il mio bambino, e ad un certo punto sento questi ragazzini, parlare, anzi, urlare al telefono che stava in viva voce con una ragazza, con un turpiloquio sessuale che avrebbe fatto arrossire anche il marchese Desade; incuranti dei bambini e di chi stava la, che nonostante non volesse, stava ascoltando. Ho deciso di andarmene perché era impossibile stare la, in un parco dove giocano i bambini, assistere a questo tipo di scene. Andiamo nel parco numero uno e per fortuna mio figlio incontra una piccola bambina che vuole fare amicizia e giocano insieme, nonostante la diversità della lingua, la bambina e  il padre sono nordafricani, hanno fatto amicizia. Passano 10 minuti e arriva un gruppetto di ragazzi che si siede in una panchina vicino ai giochi dei bambini, e si mettono a spacciare, così alla luce del sole, arrivano i clienti uno dopo l’altro e loro continuano, decido di restare perché erano lontani e non disturbavano. Dopo un po’ la serata ventosa si fece anche fredda e ci allontaniamo verso il Lavatoio dove anziché stare tranquilli a goderci il monumento, abbiamo fatto lo slalom tra i ragazzi in mountain bike che impennavano e provavano i percorsi dentro il Lavatoio rischiando di essere investiti ad ogni passo, e così abbiamo deciso di sederci nei gradini a ammirare lo sfacelo del monumento, i rubinetti divelti, le scritte con le bombolette etc etc, con il sottofondo delle parolacce volgarissime dei ragazzi in mountain bike.

Ora mi chiedo come mai i genitori di questi ragazzi permettono tanta inciviltà e libertà. Chiacchierando con delle madri di adolescenti vengo a sapere che c’è tutto un mondo sotterraneo di vandalismo e di sregolatezza tra questi ragazzi, e mi raccontano che il loro figli si lamentano che hanno l’orario per rientrare ( a 15/16 anni) alle 23 e 30, mentre i loro amici non hanno orari.

Ai miei tempi se non rientravo prima di far buio, mio padre mi ammazzava di botte, io non dico che debba essere così per tutti, ma un minimo di rispetto e educazione ai ragazzi bisogna dargliela, e invece, parecchi se ne sbattono ( se mi è permesso dirlo) dei figli e pensano ai fatti loro. E anche un pò di controllo da parte delle istituzioni non guasterebbe.


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