No Tari Villacidro: La Protesta dei cittadini
Il sindaco Pani ha rifiutato l’incontro con i cittadini. Muscas, mediazione fallita Oggi un corteo di protesta
Si è costituto il comitato spontaneo di cittadini “No Tari”: oggi la protesta parte da Piazza Zampillo alle 9
Gli appelli di Giovanni Muscas, patron di Nonna Isa, che invitava a cercare un compromesso con il Comune di Villacidro, sotto accusa per il salasso Tari imposto alle famiglie, sono stati respinti dai manifestanti che continuano l’occupazione dell’aula consiliare. Muscas, imprenditore duramente colpito da una Tari triplicata, ha preso parola davanti ad un folto gruppo di manifestanti l’altra sera, ma le sue proposte sono cadute nel nulla. L’agitazione continuerà fino a quando non sarà comunicato per iscritto l’annullamento delle bollette pazze e l’impegno a ricalcolare le cartelle in base di agevolazioni di legge.
LA PROTESTA «I villacidresi sono infuriati», dice Enrico Carboni, «vogliamo capire perché in un paese che accoglie immondezza da tutta la provincia e per questo gode del ristoro ambientale, i costi restano alti e noi non vediamo benefici in bolletta».
Tutti sono decisi ad andare fino in fondo. Si è costituito un comitato spontaneo “No Tari”, spiega uno dei promotori Marco Pibiri: «I villacidresi per la prima volta hanno reagito a muso duro. È la prova della presa di coscienza di un popolo non ne può più. Vogliamo farci portavoce dei bisogni della gente, portare contributi di idee su come cercare di risparmiare sui rifiuti e tagliare costi. Andremo avanti anche oltre la mobilitazione».
ULTIMATUM Ieri nel braccio di ferro tra cittadini e sindaco il primo ultimatum: «Entro le 13 vogliamo risposte dal sindaco altrimenti avvieremo forme di protesta più pesanti». I manifestanti hanno preparato un documento per diffonderlo in tutto il paese e informare la popolazione di un nuova grande mobilitazione di massa per stamattina alle 9 in piazza Zampillo. «Risponderemo all’arroganza del sindaco che non ci degna di un incontro e non si è presentata in aula consiliare», tuona Antonio Muscas.
QUOTE ROSA Le donne non si sono tirate indietro. «Sono pensionata, ho 60 anni e resterò qui a protestare perché mi hanno mandato una cartella da 300 euro. Sono disposta a pagare solo ciò che è giusto». La pensa così anche Pasqualina Aru: «Vogliamo maggiore trasparenza su pagamenti e scadenze. C’era stato detto che con la differenziata avremmo pagato meno e invece le bollette sono triplicate. Non crediamo più alle parole ma ai fatti». Anche i commercianti sono in crisi. Lo racconta Anna Maria Cinisu, titolare di diversi panifici: «Bolletta da 1300 euro, troppi. Ogni mese garantiamo 10 buste paga a tempo indeterminato. Almeno potevano toglierci la Tasi».
Stefania Pusceddu
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