Un eroe silenzioso
Un eroe silenzioso
Era una serata uggiosa a Villacidro, Marco ( nome di fantasia) passeggiava con Mirtilla la sua cagnolina, nel parco Marchionni. All’imbrunire con il maestrale che pungeva la pelle del viso, era soprapensiero quando all’improvviso sentì uggiolare Mirtilla. La cagnolina tirava il guinzaglio verso la strada in quel momento deserta. Marco assecondò Mirtilla e si fece portare verso la fonte della sua curiosità. Arrivato al limite del parco, dove il muretto si interrompe con un dislivello di circa un metro, si accorge che non era la che puntava, ma lo sguardo era perso oltre la strada, attraversarono insieme e fu nel momento in cui posò il piede nel marciapiedi opposto che sentì anche lui un rumore strano, che la calma fredda serata amplificò. Ancora pochi passi e raggiunsero dei cespugli di rovi, erano gia nella strada per Gonnosfanadiga, più lontano dal parco da dove Martina aveva cominciato a uggiolare. Marco non voleva entrare nei rovi, considerato che era quasi buio e il freddo aumentava, non si voleva anche graffiare per soddisfare la curiosità della sua amica, ma era curioso anche lui, basta si disse cerchiamo di capire oppure lasciamo perdere… ma era piu forte di lui, e prima di rendersene conto entro nel cespuglio per oltrepassarlo e vedere cosa provocava quel cigolio/stridio. Tutto graffiato sbucò in uno spiazzo incolto ma non vide granchè, fece per andarsene, ma mise un piede in un fosso, il tendine della caviglia si allungo provocandogli una fitta tremenda e cadde di peso slogandosi anche la clavicola. Restò circa 10 minuti immobile cercando di resistere al dolore e prepararsi ad alzarsi, quando una palla di pelo si avvicinò e lo guardò con curiosità mista a paura. Non era sola quella palla di pelo, erano in tre, cuccioli di cane tremanti e impauriti che piangevano, ma non era un pianto di cuccioli, era un pianto strano, non lo capiva. Marco si alzò dolorante e intanto si era fatto buio, freddo e umido i cuccioli tremavano e Marco maledisse chi aveva avuto il coraggio di buttarli via dentro una busta di spazzatura. Che per loro fortuna si era rotta all’impatto facendoli uscire. Marco, dolorante e impossibilitato a uscire da qual fosso, cercò di prendere i cuccioli appoggiandoli al petto, rannichiatto al freddo con Martina e i cuccioli, telefonò alla sua ragazza e si fece venire a prendere. Portato in ospedale per le radiografie, ne usci con il braccio appeso alla spalla, e un’ingessatura alla caviglia. Il medico lo schernì, dicendogli che non ne valeva la pena farsi male in questo modo, solo per salvare tre cuccioli disgraziati. I tre cuccioli ora vivono insieme a Marco e alla fidanzata, Martina fa da educatrice ai nuovi amicie Marco mi ha chiesto di raccontare la sua esperienza qua a Villacidro.Biz , senza fare i nomi reali, ma assicurandomi che loro vivono tranquillamente insieme a tre cani due criceti e un branco di gatti. Il medico che lo ha curato non si può neppure immaginare l’amore che ha avuto in cambio di quella (s)fortunata caduta nei rovi!
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