Le basi militari in Sardegna
Vorrei spendere due parole su quanto sta accadendo circa il dramma delle BASI MILITARI in Sardegna. Grazie all’intervento del procuratore di Lanusei Fiordalisi si riusciti a bucare il muro di gomma dell’omertà e si è cominciato a far circolare le informazioni circa i danni alla salute per gli abitanti e le devastazioni permanenti al territorio . Si è partiti da una serie di casi di tumore tra militari e pastori e da alcune malformazioni su animali nati nelle zone a rischio; vi erano troppe morti sospette per tumori e leucemie che erano riconducibili all’inquinamento prodotto dagli esperimenti con armi e munizioni radioattive e allo smaltimento illecito di bombe e munizioni della Seconda guerra mondiale.
Ricordo che lo Stato Italiano affitta le basi militari alle Nazioni per sperimentarci tutto quello che vogliono, e i ricavi sono molto, molto alti.
Da tutto questo è partita un’inchiesta che per tutti coloro che hanno combattuto duramente contro le basi militari, è stata una vera vittoria. Abbiamo pensato : ” Finalmente si smuoverà una situazione atroce non più sostenibile e si farà chiarezza su decenni di devastazioni nel nostro territorio, rigorosamente coperti dal segreto di Stato, per anni abbiamo avuto la guerra in casa, nel silenzio di tutti, ora finalmente, tutto verrà fuori”.
E invece no.
Ancora una volta siamo stati gabbati, imbrogliati, beffati, truffati, ridicolizzati. Il risultato è che non c’è stato nessun disastro ambientale e non furono usate armi con materiale radioattivo nella zona del poligono di Quirra. Lo ha stabilito la perizia del professor Mario Mariani, docente di ingegneria nucleare del Politecnico di Milano. Il perito, su incarico del Gup Nicola Clivio, aveva il compito di accertare la presenza di sostanze tossiche nell’area militare di Quirra, il più grande poligono d’Europa.
La conseguenza è che siamo tutti pazzi e abbiamo detto solo sciocchezze.
Siamo sicuri? O gli interessi economici dietro le basi militari sono troppo ghiotti per darla vinta a un manipolo di esaltati che hanno a cuore le sorti della loro terra ?
Ma in tutto questo, sapete qual’è la cosa che mi fa più male? Che alla stra grande maggioranza dei sardi il problema non interessa, che non c’è mai stata una vera sollevazione di popolo che ci ha visto uniti e compatti per combattere un dramma di queste proporzioni.
Quanti di voi conoscono questo problema? A quanti interessa davvero? Chi è mai stato mosso dal desiderio di farsi un giro a Teulada o a Perdasdefogu per vedere cos’accade davvero? ( anche se si viene prontamente fermati da sbarre, personale militare e limiti invalicabili) .
Ecco, lo dico con rabbia, siamo bravi a fare gruppo e a sentirci uniti davanti a poche cose… molto spesso futili, ma davanti a drammi del genere , ce ne fottiamo allegramente, come se non fosse un nostro problema, come se non ci toccasse.
E quindi comincio a pensare che fanno bene a trattarci da pezzenti e ignoranti, perché darla vinta a 4 stronzi ?
Se fossimo 50.000 o 100.000 a urlare il nostro dissenso, io credo che le cose andrebbero diversamente.
Ricordo che siamo 1.600.000 abitanti .
E alle manifestazioni ho visto al massimo 1000 irriducibili.
Penso a Mariella Cao, una donna piccola e minuta che ha investito la sua vita a combattere con il comitato “Gettiamo le basi” , penso al suo dolore e il suo sguardo di oggi parlava più di mille parole. Oggi uno sparuto gruppo ha fatto un sit-in sotto la Regione a Cagliari perché oggi il Consiglio avrebbe discusso del problema. Mariella, ovviamente, era li. Ma la luce nei suoi occhi non era ancora spenta e non l’hanno abbattuta neanche stavolta.
La Sardegna da Paradiso terrestre , è diventata la terra dei suicidi per debiti, dell’emigrazione, della disperazione , dell’inquinamento ( la Regione più inquinata d’Italia , la Campania è sotto di noi) .
E noi non ce ne lamentiamo affatto.
“Si ma è facile dire no e demolire sempre tutto, cosa ci faresti nei territori delle basi militari?”
“Te lo dico subito: ci farei campi di addestramento per la protezione civile, trasformerei le fabbriche della guerra , in fabbriche della vita, popolerei quei territori di individui che le persone le salvano, non le sparano, e ci farei comunque molto profitto”.
Mi scuso per questa durezza, non è mio solito, ma oggi sono triste, oggi è un giorno nero per chi in questo processo ci sperava davvero.
Ma io sono una stupida ottimista, da domani ricominciamo a “tragare battaglia” e mi piacerebbe che fossimo di più, molti di più.
Io ci credo ancora, perché non siamo solo pochi, matti e disuniti, dimostriamolo, accidenti, e no bolleus essi prus una colonia, mai prus.


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