Nata come un involucro di pasta ripiena di carne di agnello o di anguilla, di origine nuragica e quindi millenaria, la panada costituiva la base dell’alimentazione agro pastorale perché di facile conservazione e ottima durata, iin quanto conserva inalterato il gusto.
Questa “meraviglia gastronomica” oggi è formata da un piccolo contenitore circolare, costituito da due cerchi di pasta e unito ai bordi come un piccolo ricamo, che racchiude un ripieno appetitosoe fragrante, formato da carne di agnello o anguille, carciofi e patate
Ingredienti
600 g di spezzatino di agnello
3 pomodori secchi
Uno spicchio d’aglio
Un mazzetto di prezzemolo
2 foglie di alloro
3 patate grosse
Sale, pepe, olio extravergine di oliva
Per la pasta:
500 g di semola di grano duro Cappelli
50 g di strutto ( oppure 100 g di olio extravergine di oliva)
Sale g 10
Acqua tiepida
Preparazione pasta:
Impastate la semola con 10 grammi di sale e lo strutto, lavoratela per circa mezz’ora con l’acqua tiepida, fino a renderla liscia e omogenea; deve essere perfettamente elastica. Lasciatela ropisare per un’ora in frigorifero coperta da un canovaccio.
Contenuto:
Tagliate le patate della grossezza di un cm circa, tritate i pomodori l’aglio, l’alloro e il prezzemolo.
Cospargete il trito sulla carne e sulle patate, condite con l’olio evo e mettete in frigo per far insaporire il tutto, io lo tengo circa 2 ore.
Stendete la pasta in due dischi, uno più grande dell’altro, adagiate il più grande in una teglia di circa 24 cm di diametro e rovesciatevi dentro la carne e le patate, salate e coprite con il secondo disco e richiudete con un cordoncino fatto pizzicando la pasta con indice e pollice.
Infornate per un’ora e mezza a 200 gradi.
Sfornate e lasciate raffreddare per 3/4 minuti, aprite e gustate.
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