Oggi compio 18 anni, finalmente e mi voglio dare gli auguri. Tra pochi giorni esco da questa casa famiglia e ritorno nella mia, che non è più famiglia di quella dove ho vissuto fino ad ora. Ho paura, paura che mio padre mi prenderà a botte come quando vivevo con loro, l’assistente sociale mi dice che non lo farà più se no finisce in galera, e io mi chiedo perché non lo hanno arrestato prima quando a 12 anni mi ha mandato all’ospedale. Perché non hanno obbligato mia madre a curarsi di me e delle mi sorelle anziche farla bere, dandogli i soldi che poi lei spendeva in birra e vino.
Lei dormiva ubriaca mentre mio padre mi picchiava perché io andavo a scuola anziché fare il pranzo, o andavo da mia zia a mangiare, a portare a mangiare mia sorellina di 3 anni. Mia zia l’unica che si preoccupava di me comprando anche gli oggetti che una dodicenne deve avere ogni mese, non mi hanno voluto bene, non mi hanno protetta. Un giorno ho cominciato a piangere per il dolore alla pancia avevo la febbre e mia madre dormiva non riuscivo a svegliarla, Tina la mia sorellina di 9 anni si è spaventata è andata da mia zia che non cera, era al lavoro ma in quel momento cera il postino che vedendo mia sorellina disperata e mezzo nuda in inverni, ha suonato a casa non rispondeva nessuno Tina gli ha detto che stavo male, il postino ha chiamato il dottore che mi ha portato all’ospedale con l’ambulanza. Mi hanno operato d’appendicite e da allora sono stata di casa in casa senza piu tornare dalle mie sorelle che erano controllate dalle assistenti del tribunale. Ora dovrei tornare a casa, non ne ho la forza. Mia madre è malata a letto e hanno detto che devo stare vicino a lei, aiutarla. Non lo voglio fare, lei è un’estranea per me e mio padre ormai lo odio per tutto il male che mi ha fatto. Voglio solo andare via, vado da mia zia anche se mi dice che devo lavorare per mantenermi, lei non cela fa. Ho preso un diploma ma è come se in questi anni abbia vissuto in un sogno e non ricordo nulla. Ho fatto domanda per entrare suora di clausura, la non mi potranno far male, la morirò senza essere picchiata e maltrattata. Mia sorella piange mentre scrive perché non vuole che io parta. Il suo computer suona una canzona moderna, e lei scrive quello che gli detto, ride e piange. Ma io voglio solo essere libera e in questo modo saluto tutti quelli che mi hanno voluto bene, e un abbraccio a Maria Elena che ha asciugato le mie lacrime per tutto questo tempo.
Viviana
Oggi Viviana mi ha scritto, mi ha messo al corrente che si è sposata il quattro gennaio. Suo marito è un geometra, lavora e sono felici. Vuole diventare madre al più presto e vuole ringraziare chi le è stato vicino e l’ha costretta a pensare e a non prendere i voti. La commozione mi ha assalito quando leggevo la sua lettera, ma non è solo merito nostro, ma anche merito vostro che l’avete sostenuta. Quindi grazie anche da parte nostra e buona vita Viviana.
