Non parlo di un caso letterario ma di una cosa che mi è realmente successa in un’altra dimensione.
Dopo una presentazione del mio primo libro, si avvicina una signora vestita con abiti datati. Direi anni ’70. Con un filo di voce mi domanda «Posso comprare una copia? Sa, un mio nipote si chiama come lei e vorrei regalarlo a sua madre».
Le porgo una copia e comincia a frugare nel borsellino. Sì, un borsellino come non ne vedevo da anni.
«Quanto fa?».
«Undici euro signora».
«Ah… e in lire?».
La guardo stupito. Domanda curiosa.
«Sarebbero circa ventiduemila lire».
«È tanto…».
Non ci penso su due volte e glielo regalo. Lei ringrazia, mette via alcune banconote da cinquemila lire che aveva preso in mano e se ne va. Alla presentazione del secondo libro la vedo di nuovo. Si avvicina e chiede una copia. Non perdo tempo stavolta, glielo regalo. Mi è simpatica la signora.
L’altra sera ho trovato una cassa in legno in cantina, di quelle che usavano i militari. Mio padre era carabiniere, quindi suppongo che fosse la sua. L’apro e ci trovo dentro una copia del mio primo libro. E anche del secondo. E altri libri, tutti di un certo Luca Fadda. Uno, per un caso strano, ha il titolo di quello che ho appena finito di scrivere ma che non è ancora pubblicato. Mi sembra assurdo, comincio a frugare nella cassa. Foto. Foto di me con un bambino, mio figlio.
E poi…
Una foto con un bambino di sei anni, ancora mio figlio sembrerebbe. E una bambina di uno. Rovescio il contenuto della cassa, non posso credere a ciò che salta fuori. Ancora libri, le chiavi di una Ferrari, e in fondo, incastrato per bene, un telecomando. Sorrido, è la cosa più incredibile che mi sia mai successa. Ripenso a quella signora, potrebbe assomigliare benissimo a tante signore che ho conosciuto e che conosco. Strani scherzi fa a volte la memoria. Prendo il telecomando e rimetto tutto a posto. Torno a casa, saluto mia moglie e il mio unico figlio.
«Amore, vuoi sapere dove era finito il telecomando del lettore DVD?».
