Il Folletto
Era un pomeriggio, tardo pomeriggio di circa dieci mesi fa. Stavo uscendo di casa quando suona alla porta un ragazzo, forse di uno o due anni più giovane di me. Gentile, simpatico, villacidrese come me.
Dopo le frasi di circostanza mi propone il suo prodotto. Sapevo fin dal principio che nessuno suona al citofono di casa tua per chiederti come va, e per dirti come va a lui. Nessuno lo fa per niente e mi aspettavo già che la discussione avrebbe preso quella piega. Voleva venderemi non un aspirapolvere, ma “il Folletto”, due cose da non confondere assolutamente.
La cosa non mi interessava, ma per cortesia promisi di chiedere a mia moglie se fosse interessata, rimandando l’appuntamento a quando ci sarebbe stata anche lei. La sua gentilezza si mostrò anche a questo mezzo rifiuto, promettendo di tornare.
Le sue parole sembravano quasi studiate a tavolino, io so benissimo che lo sono. Ci sono persone che hanno ideato i discorsi per la vendita, schemi che ti fanno partire da lontano, ti mettono a tuo agio, per poi convincerti che quello che ti si sta proponendo è l’assoluto indispensabile. Non è così, lo sanno anche loro, o forse no. Il primo “lavaggio del cervello” viene fatto ai venditori, con tecniche sopraffine, gli fanno capire che il prodotto è da presentare come ottimo, il prodotto è ottimo, perchè se non ci credono loro, non possono crederci gli altri. Il multilevel funziona così.
Ma il multilevel è fatto per vendere. Volendo vedere la cosa da un altro punto di vista, e cioè se fosse fatto per acquistare, come funzionerebbe? Passerebbe per la vendita, l’illusione della vendita per coprire in realtà un acquisto. L’acquisto che tu stesso paghi.
Così nasce questa storia, siamo sempre certi che ciò che acquistiamo soddisfi i nostri bisogni, e non invece le necessità di chi vende? E quali sono queste necessità?
Nel mio mondo surreale può accadere che i ruoli si invertano, senza che l’acquirente-venditore se ne renda conto. Ma attenzione: le fregature sono sempre dietro l’angolo, come dicevo un tempo, anche in una stanza tonda. Non perdete mai di vista la possibilità che il surreale entri in casa vostra con un aspirapolvere in mano…
L. F. K.
