Caricamento in corso
×

Sardegna Sud Occidentale

Spread the love

Buggerru,Fluminimaggiore, le miniere del Parco G.Dessì

 

La spiaggia di Buggerru è immersa in un’atmosfera di altri tempi per la presenza, alle sue spalle, dei resti delle strutture minerarie, la laveria ed i magazzini, che si integrano in modo armonioso con il paesaggio.

 

La deliziosa spiaggia, delimitata alle estremità da alte ed imponenti scogliere, è un’ampio arenile di sabbia fine e dorata; non si può definire immensa, rapportandola alle altre località vicine, ma mai affollata poichè Buggerru è dislocato e poco conosciuto.

 

Il mare cristallino alterna colorazioni verde smeraldo e azzurro intenso, mentre il fondale sabbioso è splendido in particolare durante le giornate di mare calmo, quando assume delle colorazioni difficilmente descrivibili.

 

Il vento di Maestrale è spesso protagonista su questa spiaggia, facendola diventare meta ideale per i praticanti di surf, che non perdono occasione per darsi appuntamento.

 

Fluminimaggiore: Pubusinu – Gutturu Pala

 

Nella zona di Pubusinu e Gutturu Pala, sono ancora visibili scavi minerari degli antichi Romani e dei Pisani. La presenza di scorie delle antiche fonderie romane, in particolare qui e in altre aree del paese, diede all’industriale Enrico Serpieri l’idea di costruire a Fluminimaggiore una fonderia per ritrattare quegli scarti ancora ricchi di piombo e d’argento. L’impianto fusorio fu realizzato nel 1861 alla periferia dell’abitato, località che per questo fu chiamata Sa fonderia.

 

Nel 1873 il re Vittorio Emanuele II assegnò la concessione mineraria per lo sfruttamento dei minerali di piombo, zinco e argento, chiamata Pubusinu e Gutturu Pala, alla società inglese Gonnesa Mining di Giorgio Henfrey. In quel tempo la miniera era guidata dal tedesco Carlo Marx, dal francese Angelo Lambert, dal belga Giovanni Eyquen, dal fluminese Giacomo Garrucciu. Gli studiosi dicevano con competenza che “poche miniere in Sardegna, anzi nessuna, si è mai presentata con maggiori elementi di successo”. Quel giudizio è confermato dal fatto che nella crisi che ha travolto tutte le miniere, Gutturu Pala è stata l’ultima a chiudere i cancelli.

 

Vicino alla sorgente di Pubusinu si notano i forni di calcinazione della calamina ed i ruderi della laveria, che fu abbandonata perché era più conveniente trattare i minerali nel moderno impianto di Su Zurfùru. Nel 1905 la miniera passa alla società inglese Pertusola e alla fine degli anni Sessanta all’Ente Minerario Sardo ed alla consociata Società Piombo Zincifera Sarda.

ANTAS (Iscrizione lapide)

Tempio romano di Sardus Pater babay,
ricostruito dall’imperatore Caracalla
(sec III D.C.) sull’area del tempio
punico di sid’ addir babay, fondato
dai cartaginesi attorno al 500 a.C.,
continuando in forme semitiche
un preesistente culto nuragico tributato
al grande iddio delle acque e della
vegetazione, vincitore delle fiere
(quindi anche liberatore dal male)
e padre universale, del quale rimase
il ricordo nell’appellativo protosardo
“babay” (padre), conservato nei
secoli dallo stesso iddio, accanto
a quelli datigli successivamente da
cartaginesi e romani

Restauro compiuto in collaborazione da
la soprintendenza archeologica di Cagliari,
la regione autonoma della Sardegna
ed il Comune di Fluminimaggiore

1976

 {joomplucat:60 limit=30|columns=4}


Spread the love

Commento all'articolo