Profughi, tra cibo rifiutato e fughe
Tanta confusione e errate informazioni in questi giorni sugli immigrati. Lavoro in un centro di accoglienza a Cagliari, sono un neolaureato in medicina e faccio lo stage in mezzo a persone, perché di persone si tratta, provenienti dal nord Africa. Nel profilo facebook di villacidronew ho visto tanti insulti verso chi esterna la sua paura nei confronti dei profughi. Gli insulti non servono a far passare la paura, non servono a dare aiuto a chi ne ha bisogno. Ha ragione chi dice che gli immigrati pesano allo stato in termini di spesa e di morale, moltissimo, ma ha ragione anche chi dice che i profughi vanno aiutati. Ho vissuto per quattro mesi in Mali con un’associazione ONLUS, ho avuto la dissenteria, un parassita della pelle e quasi morivo disidratato perché non c’era l’acqua neppure per la necessità primaria, figuriamoci per lavarsi. Stremati da una guerra civile, tribale o militare, non l’ho ancora capito, ma sta di fatto che laggiù si muore di sete. I pozzi sono quasi tutti inquinati da industrie costruite dagli occidentali, la siccità fa il resto. Ho visto morire bambini di dissenteria, come qua muiono i nostri cuccioli di cane, ma mentre qua curiamo i cani e spendiamo tanto denaro per curarli, in quelle regioni non esiste un medico per migliaia di KM, e pensare che basterebbe l’equivalente del nostro spreco alimentare di un anno per costruire almeno un pozzo a villaggio compreso il depuratore. La classe politica che abbiamo conosce le situazioni, ma preferisce recuperare voti comportandosi come vuole la maggior parte dei votanti, ossia: se gli anti immigrati sono più della metà degli Italiani, fanno leggi anti immigrazione, se invece , sono pro immigrazione, fanno leggi a favore, questo a prescindere da chi sta al governo. Nella folla dei profughi certamente si nascondono malviventi che scappano dalla loro nazione per sfuggire alla giusta condanna e arrivando in Italia si eclissa con nonchalance, ne ho visti molti scappare e non far ritorno, come ho visto rifiutare il cibo o addirittura buttarlo per terra perché loro non mangiano come noi. Una volta registrati vengono inviati in strutture organizzate per l’accoglienza e l’integrazione, molti comuni hanno richiesto la tutela di questi profughi per poter accedere ai finanziamenti e quindi sono forniti di case comunali, diaria, telefono e possibilità lavorativa.
La loro cultura è diversa dalla nostra e può far paura, ma la maggior parte di quelli che restano non sono estremisti ma non vedono di buon occhio le nostre usanze, e pochi si adattano.
Non prendiamocela con la massa dei profughi, ma con il singolo che, come ogni italiano può sbagliare e commettere reati, ma prendiamocela con chi fa le leggi, non le fa applicare, e soprattutto non aiuta gli italiani che pagano le tasse per una vita che ad un certo punto si ritrovano sul lastrico e si sentono peggio di chi viene in Italia per cercar fortuna. Un grazie a Villacidro che mi ha accolto con calore (ero nello staff di Fabio Aru) e ricordatevi che non tutti i giornalisti scrivono menzogne.
Vittorio Bandino.


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