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Un fantasma che parla

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Riceviamo e pubblichiamo, l’immagine è parte del testo.

Ho letto da poco un articolo che descriveva un’avventura a Arbus molto misteriosa.

Credo di aver vissuto qualcosa del genere l’anno scorso a Barumini accanto a un agriturismo del posto.

Io e mia moglie siamo romani, ma risiediamo a Olbia e in vacanza andiamo a visitare i poli nuragici che ci interessano molto. A Barumini pernottiamo in questo agriturismo e l’indomani ci prepariamo per visitare il nuraghe chiedendo una cartina del posto e dove si fanno i biglietti al proprietario dell’agriturismo, che ci consiglia di visitare anche una residenza molto antica con esposizioni di reperti archeologici del posto. Lungo la strada vediamo un cartello che ci indica questa residenza e entriamo per visitarla, l’interno è quello di una casa campidanese e non c’è nulla di particolare, usciamo e troviamo il tempo cambiato, da sereno era passato a uggioso e umido. Comunque saliamo in auto e partiamo alla volta del nuraghe, ma ci perdiamo, il nuraghe è in campagna e si vede che noi abbiamo sbagliato strada.  Ci fermiamo, facciamo il punto della situazione, e in quel momento appare un pastore con una pecora tenuta per le zampe. Chiediamo di indicarci la strada e lui ci dice di seguirlo. Arriviamo in una casa che somigliava a quella dove c’erano i reperti archeologici ma era tutta diroccata e piena di oggetti per lavorare la terra, in mezzo un gran tavolo occupato da pentole e formaggi. Faccio un paio di foto con il telefonino per immortalare la particolarità del posto. Ziu Boiccu, come dice di chiamarsi ci offre un po’ di salsiccia secca e ricotta salata dicendo che ormai era tardi per far uscire le pecore, rimaniamo a chiacchierare per un po’ e in italiano stentato ziu Boiccu ci dice che lui è sempre solo e parlare con noi gli fa molto piacere. Ci racconta che lui è il padrone di tutto la intorno e che i continentali cercano di portargli via la terra ma lui sta dando battaglia. Il cielo era sempre uggioso, ma alla fine decidiamo di andare nonostante la nebbia, salutiamo e l’ometto che ci dice “andate dritti e trovate il nuraghe”. Andiamo dritti uscendo da quella casa e piano piano riusciamo a intravedere il nuraghe, era gia sera, e ci diciamo “ che strano non è passato tutto questo tempo” Arriviamo che il nuraghe era chiuso e torniamo all’agriturismo. Ceniamo ripercorrendo la giornata con le chiacchiere e  i ricordi e il massaio ci sente nominare ziu Boiccu, interviene chiedendoci chi avevamo incontrato, noi raccontiamo l’esperienza e lui ci dice che quel giorno non c’è stata nebbia e non abita nessun  ziu Boiccu  in paese, ma abitava circa 50 anni prima nella casa che lui ci ha raccomandato di visitare, morto di vecchiaia Ziu Boiccu era solo, non aveva famiglia ed era anche scorbutico, sicchè nessuno andava da lui ne per lavoro ne per amicizia, solo a volte, per comprare un po’ di latte e ricotta.Dopo anni  dalla sua morte il comune prese la sua casa per farne un museo e la terra intorno l’ha lottizzata Noi ridacchiamo e gli facciamo vedere le foto nel telefonino a riprova del fatto, ma nel telefonino le foto erano sfocate, solo una era visibile al meglio e in quella c’era un muro con una forma slavata e evanescente che a noi ci parve proprio ziuBoiccu.


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