Ritratto di Claudio
La vita di un mio amico raccontata mentre i ricordi sfilano convulsi nella mia mente, ma alcune cose sono più forti delle altre e restano là, in bella mostra fino a quando non mi arrendo e le scrivo.
Claudio 57 anni padre di 5 figli due dei quali in tenera età. E’ malato di SLA Sclerosi Laterale Amniotrofica. Lui on parla più non si muove più è confinato in quella che lui stesso dice la mia ultima automobile. Il computer non esprime il suo sorriso, la sua ironia, ma solo le parole, che lui indica attraverso un complicato sistema, con gli occhi.
Dopo un lungo viaggio fatto 2 anni fa in Cina per un trapianto di cellule staminali, Claudio è peggiorato rapidamente, sembra che questo, nonostante il suo stato sia pressochè vegetativo, non lo disturbi, infatti dovete sapere che Claudio dirige una fiorente azienda con 6 dipendenti, e la dirige personalmente, con il computer che comanda con gli occhi.
Da le direttive ai suoi dipendenti attraverso uno schermo dove sfilano le parole che lui non può più dire, scrive anche le parolacce! I suoi dipendenti ridono quando vedono scritte certe cose e ammirano la sua forza d’animo. I suoi bambini fanno fatica a capire come mai il loro papà non si muove più, non li abraccia, ma hanno intorno delle persone che riescono a trasmettere l’affetto che dà quest’uomo anche a loro. Claudio è una bomba, un vulcano di energia che non può esplodere, e purtroppo lo ucciderà implodendo.
Sono suo amico, e ogni sera mi alterno con un altro buon amico per fargli compagnia, parlo, ricordo di quando eravamo giovani, delle marachelle che combinavamo, gli leggo i suoi libri preferiti, e quando parlo della sua condizione, è lui che solleva la mia tristezza “scrivendo con gli occhi” qualche battuta.
Il coraggio di Claudio io lo invidio, non credo che farei lo stesso, immobile e dipendente dalle macchine, ha una dignità che nessuno può competergli.
Arriverà il giorno in cui ci lascerà e noi, voluto da lui, dovremmo fare festa e suonare le sue musiche preferite. sta scrivendo un diario per i suoi figli, dove spiegherà che nella vita ci vuole coraggio, non autocommiserazione, e che se si vuole VIVERE si deve affronatare tutto, con paura si, ma con onore e entusiasmo, senza mai lasciarsi andare, altrimenti si MUORE anche se si è VIVI!!!!


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