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Le Tombe dei Giganti

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Parte da qui, una raccolta di temi archeologici recuperate in rete, attinenti alle rovine Sarde e ai Nuraghi. Di volta in volta a fondo dell’articolo ci saranno le attribuzioni. Buona lettura… e cultura del nostro paese!

 

 

Le tombe di gigantierano monumenti sepolcrali collettivi in cui venivano deposti i morti di tutto il villaggio, forse dopo essere stati ridotti allo scheletro. Edificate a forma di testa taurina (simbolo sacro della  stato di divinità che insieme alla Dea Madre proteggeva i morti). Oltre che per onorare la memoria degli avi, i nuragici si recavano nelle tombe anche per la cerimonia della incubazione:, durante la quale  il credente pregava e dormiva per parecchi giorni perché durante il sonno i morti avrebbero dato consigli e cura.

 

Gigantinos si dividono in due grandi modelli:

– LE TOMBE DOLMENICHE derivate dai dolmen e spesso un’evoluzione di precedenti allèe couvertes. Un esempio classico di quest’ultima tipologia di tomba dei giganti è S’Ena ‘e Thomes che venne per l’appunto edificata ampliando una  precedente allèe couvertes.

 

 

Sono costituite da una camera sepolcrale formata da un corridoio dolmenico,cioè una serie di ortostati (pietre infisse nel terreno verticalmente) coperte da lastre litiche a piattabanda e da un’esedra a forma di mezza luna che dà al monumento la classica forma a protome taurina (testa di toro). Al centro dell’esedra trova posto la stele centinata alla cui base si apre un piccolo portello nel quale venivano introdotti i defunti.

 

– LE TOMBE A FILARI costruite con una tecnica prettamente nuragica, sono considerate più recenti rispetto a quelle dolmeniche, anche se la questione è ancora in fase di dibattito accademico, perché i criteri di arcaicità sono molteplici e non ci si può limitare alla semplice tecnica costruttiva.

Un esempio tipico di tomba a filari è Sa Domu e s’Orku di Siddi edificata con grossi blocchi isodomi disposti a filari sovrapposti.

b8f6 Le Tombe dei Giganti

 

 

La camera funeraria è aggettante (a forma di carena rovesciata) e termina con una fila di pietre a piatta banda (una fila di pietre che chiudono orizzontalmente il soffitto).

 

A differenza di quelle dolmeniche queste tombe sono prive di stele centinata, anche se alcuni studiosi ritengono che proprio quella di Siddi avesse probabilmente la stele per via di una probabile decorazione che fa pensare al resto di una centina nell’ultimo filare di pietre collocate nell’ingresso.

 

Anticipando un discorso che porteremo avanti nei prossimi post, mettiamo in evidenza la pianta di questi sepolcri:

la protome taurina è costituita dal corpo tombale che, nella sua forma allungata,  simboleggia l’elemento fallico maschile e dall’esedra che, con la sua forma di falce di luna, simboleggia quello femminile, sorge dunque spontaneo associarlo all’unione degli opposti che ha trovato in tutti i popoli antichi la sua rappresentazione (ad esempio il Tao dei taoisti).

 

Il Mulino del Tempo


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