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	<title>villacidro Archivi - Rita Pinna</title>
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	<title>villacidro Archivi - Rita Pinna</title>
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		<title>La Redazione Informa</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 15:40:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Regolamento Generale La community di VILLACIDRONEW nasce come strumento per scambiare idee, progetti ed informazioni sulla comunita’ villacidrese e piu estesamente alla Sardegna e al mondo intero. tra i lettori di VILLACIDRONEW l&#8217;area di discussione è suddivisa in differenti sezioni, Forum, GuestBook, Chat , mentre le altre aree sono statiche:Gallery,News,Video Giochi,per</p>
<p>L'articolo <a href="https://ritapinna.it/2025/08/14/la-redazione-informa/">La Redazione Informa</a> proviene da <a href="https://ritapinna.it">Rita Pinna</a>.</p>
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<div>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: large;"></span></span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: large;">Regolamento Generale</span></span></span></span></strong></p>
<p align="center"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">La community di VILLACIDRONEW nasce come strumento per scambiare idee, progetti ed informazioni sulla comunita’ villacidrese e piu estesamente alla Sardegna e al mondo intero. tra i lettori di VILLACIDRONEW l&#8217;area di discussione è suddivisa in differenti sezioni, Forum, GuestBook, Chat , mentre le altre aree sono statiche:Gallery,News,Video Giochi,per questi ultimi e’ necessario l’autorizzazione dell’amministrazione.<br />Chiunque può leggere i contenuti del forum di discussione mentre solo gli utenti registrati possono rispondere a discussioni già aperte o iniziarne di nuove, quindi il tutto è soggetto ad alcune regole che vanno a cautelare la vita del SITO stesso e la sensibilità dei partecipanti:</span></span></span></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">INFORMAZIONI  SUL  COPYRIGHT,  LIMITAZIONI  D’USO,  DIRITTI  D’AUTORE</span></span></span></span></strong></p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">I contenuti, le immagini, i video, le foto, le citazioni  pubblicate nel Sito web  www.villacidronew.info,  (in seguito chiamato solo “Sito web”), sono tutelate dalle leggi italiane sul copyright, e sono tutelati dal diritto d’autore o da altri diritti di proprietà intellettuale e d’arte riconosciuti dalle leggi nazionali, europee e internazionali.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">L’adattamento, l&#8217;elaborazione, la pubblicazione, lo sfruttamento commerciale e/o pubblicitario, la riproduzione dei contenuti del Sito web, effettuati con qualsiasi mezzo (compresa la memorizzazione elettronica), di tutto o parte del materiale sono riservati ai proprietari del sito web.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Si autorizza a visionare, fare copia, scaricare e stampare i documenti disponibili nel  Sito web   alle seguenti condizioni e termini:</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">1.  I contenuti del Sito web di qualsiasi genere sono da considerarsi proprietà privata , fatto salve le diverse indicazioni in calce ad ogni citazione o immagine o sottofondo musicale o documento. La riproduzione di tali citazioni o immagineo sottofondo musicale o documento, anche parziale, è vietata senza la preventiva autorizzazione dei propretari del  sito web.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">2. I contenuti del Sito Villacidro New sono a completa disposizione di tutti e l’accesso è totalmente gratuito, le pagine contenute nel Sito web possono essere visionate, ma non è permesso essere scaricate, copiate, stampate e utilizzare alcun contenuto,se non per puro uso personale.   E&#8217; altresì non è permesso alcun sfruttamento commerciale né pubblico.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">3.  La riproduzione, l’elaborazione, la pubblicazione e la distribuzione, totale o parziale, di tutto il materiale contenuto in questo sito web, incluso il framing, i mezzi di riproduzione analoghi e, in genere, la memorizzazione digitale sono espressamente vietati per qualsiasi forma politica, pubblicitaria e commerciale se non previa autorizzazione scritta su materiale cartaceo.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">4.   I documenti e i contenuti presenti del Sito web non possono essere modificati, né rimossi. </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">5.  Qualora i proprietari rilascino autorizzazione (dietro richiesta scritta) per uno o più documenti/immagini/contenuti del sito web, le note di copyright, gli autori o la fonte stessa devono in tutti i casi essere citati in tutte le pagine e pubblicazioni autorizzate.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">6.   La predetta autorizzazione si estende ai documenti, alle citazioni e immagini che sono di proprietà di terzi, anche se sono presenti nel Sito web.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">7.    Non è ammesso l’inserimento al sito www.villacidronew.info di link o collegamenti web di siti   contenenti  immagini e/o materiale e argomenti inadeguati, diffamatori, trasgressivi, violenti, osceni, pornografici, che violano la proprietà intellettuale e la tutela dei dati personali e contrari alle normative vigenti.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">I link contenuti nel presente Sito web, seppur protetti,  potrebbero condurre a server gestiti da singoli e/o organizzazioni diverse dal sito Villacidro New. I proprietari del sito web non esercitano alcun controllo su di essi e non prestano alcuna garanzia, scritta o orale sui servizi offerti, sulle informazioni e nei documenti loro contenuti.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;"> Inoltre non si assume alcuna responsabilità per eventuali errori ed omissioni presenti e/o collegati al Sito web, infine non si assume alcuna responsabilità per violazioni di legge sui diritti di terzi.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">L’Utente prende atto che l’accesso al Sito web e il suo utilizzo sono soggetti alle informazioni sui diritti d’autore ed alla normativa vigente. Attraverso l’accesso e la navigazione all’interno del Sito web l’Utente accetta senza limitazione o riserva alcuna i Termini e le Condizioni sopra descritte.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Inoltre la navigazione nel Sito web è forniti, cosi com&#8217;è, senza alcuna garanzia nell’uso del software.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Se, involontariamente, è stato pubblicato materiale soggetto a copyright o in violazione alla legge si prega di comunicarlo a <span 
                data-original-string='318ReNTW+UL9UJlaI4Gbhg==89fCZieqvQMo62pji4JcPHZAQuXOA0VbPvK8b0NVVyPJ4c='
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                title='This contact has been encoded by Anti-Spam by CleanTalk. Click to decode. To finish the decoding make sure that JavaScript is enabled in your browser.'>vi<span class="apbct-blur">************</span>@<span class="apbct-blur">*****</span>li.it</span><br /></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;"> che si impegna a rimuovere immediatamente dai suoi archivi elettronici il materiale realizzato in violazione delle leggi sul diritto d&#8217;autore, non appena ne viene a conoscenza.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Ogni altro uso del contenuto del sito web sarà sanzionato in virtù della normativa in vigore al momento del verificarsi dell&#8217;evento.</span></span></span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">INFORMAZIONI SULLA PRIVACY</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e succ. mod.</span></span></span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Con le presenti note si intende informare gli Utenti che, nel visitare il sito web  www.villacidronew.info, vogliamo  garantire il pieno rispetto della privacy. La navigazione è libera e non richiede alcuna registrazione, con eccezione di alcuni servizi o eventi speciali specificatamente individuati. Qualora il visitatore intenda fornire i propri dati personali per accedere a tali servizi, esso sarà espressamente informato ai sensi dell’art.13 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n° 196 “Protezione dei dati personali” a alle successive modificazioni della normative vigente, nonché il diritto di richiedere, in ogni momento, la cancellazione dei dati o l’aggiornamento degli stessi, qualora l’utente specifica di non desiderare che i propri dati personali vengano utilizzati per ulteriori contatti con il sito www.villacidronew.info, il suo desiderio sarà rispettato in ossequio alle normative vigenti. </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Tutte le informazioni raccolte saranno protette e controllate tramite appropriate misure di sicurezza. Il Sito web non fornisce ad alcun terzo i dati personali dei suoi utenti registrati, fatta eccezione alle esigenze di gestione interna al Sito web, ovvero in ossequio agli obblighi di Legge. Qualora si visita il Sito web, alcune informazioni, ad esempio, l’indirizzo IP, l’Internet Service Provider, il sistema operativo, il Sito da cui proviene l’utente, nonché l’ora e la data dell’accesso, possono venire acquisite automaticamente dal software del presente Sito web. Queste informazioni non sono identificabili a livello personale e verranno utilizzate solo in forma anonima, esclusivamente per finalità  interne al sito, come ad esempio la frequenza delle pagine visitate, con l’obiettivo di migliorare il Sito ed alcuni  servizi offerti, dopo tale uso, queste informazioni vengono eliminate.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Qualora l’utente dovesse partecipare ad eventi e servizi speciali, potrebbero essere richieste altre informazioni di natura personale al fine di perfezionare la transazione in oggetto, una specifica informativa verrà inviata, anche in via telematica, ed un nuovo consenso verrà richiesto all’utente.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Ogni qualvolta che si acquisiscono informazioni e dati personali forniti volontariamente, come: il numero di telefono, l’indirizzo di posta elettronica ed altre informazioni che l’utente accetta di fornire al sito www.villacidronew.info, compilando un modulo di registrazione o inviando una richiesta on line, l’utente viene informato mediante un testo esplicativo delle finalità e dei motivi per cui tali informazioni vengono richieste e le modalità con cui esse verranno utilizzate. Il responsabile dei dati utilizzerà i dati personali raccolti, al solo fine di elaborare ed erogare in alcuni servizi e le richieste degli interessati e di informarli sulle novità e sugli aggiornamenti del Sito web.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Tramite l’uso di “Link” esterni, i dati forniti dagli utenti, possano venire trasportati lungo le reti di internet che non prevedono misure di sicurezza, con eventuale accesso ed utilizzo dei dati da parte di terzi. Di conseguenza, nell’atto di fornire dati personali al Sito web, l’utente si assume il rischio che tali informazioni vengano a conoscenza di terzi.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma il mancato conferimento impedirà di erogare il servizio richiesto. I dati personali forniti attraverso il Sito, nel pieno rispetto della normativa vigente  non saranno comunicati o diffusi a terzi, se non previa autorizzazione degli interessati</span></span></span></span></p>
<p> </p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Regolamento agli utenti</span></span></span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;"><br />1. Comportamento</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Sono Vietate discussioni riguardanti pornografia, pirateria, pubblicità esplicita di alcun tipo e qualsiasi altra attività illecita ai sensi delle vigenti leggi italiane.<br />Da evitare inoltre l&#8217;apertura di discussioni aventi per oggetto nudi o immagini sconvenienti e/o scabrose, anche a causa della possibile presenza di minorenni nel forum di discussione.<br />La critica di un&#8217;idea altrui non deve mai diventare occasione di insulto o ingiuria, si fa anche notare che la scrittura spesso può essere causa di fraintendimenti, si consiglia l’utilizzo degli EMOTICON per spiegare meglio lo stato d’animo con cui si scrive. Quindi prima di considerarla come una offesa personale è bene chiedere un chiarimento.<br /> Come titolo della discussione usate un titolo chiaro.<br />Sul forum è buona norma non usare un linguaggio da chat, avete tutto il tempo di inserire il vostro messaggio utilizzando tutti i tasti della vostra tastiera.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">2. Chiusura Discussioni</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Verrà chiusa e/o cancellata ogni discussione dove argomenti o toni non risultino idonei alla linea di condotta del forum o che violino le regole di comportamento. Se nel corso della discussione il topic dovesse degenerare è data ampia facoltà di intervenire al moderatore anche con la chiusura del thread o, nei casi più gravi, con il bannaggio/sospensione immediato/a del/dei responsabile/i.<br />E&#8217; espressamente vietato aprire nuove discussioni dove l&#8217;argomento sia la contestazione di chiusura di topic.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">3. Segnalazioni Discussioni</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">In caso di problemi all&#8217;interno dei topic, o comunque per richiedere l&#8217;intervento di un moderatore,utilizzate come comunicazione il tasto preposto alla segnalazione (triangolo con punto esclamativo) in alto a destra dei thread, lo staff interverrà nel più breve tempo possibile.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">4. Contestazioni</span></span></span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">L’operato dei moderatori e’ <em>insindacabile</em> e puo’ essere giudicato solo dall’Amministratore del forum.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">E&#8217; comunque permesso chiedere spiegazioni, non utilizzando però lo spazio pubblico del forum. Eventuali contestazioni vanno effettuate via e-mail oppure tramite i messaggi interni (pvt) e comunque in forma privata. Verrà immediatamente chiuso ogni thread avente come oggetto argomenti di contestazione in chiave polemica.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">5. PVT</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">L&#8217;uso dei messaggi privati è un&#8217;utile opzione del SITO che fornisce la possibilità agli utenti di scambiarsi comunicazioni e informazioni di carattere personale. Non sono ammessi messaggi privati il cui contenuto contenga insulti o offese nei confronti del destinatario, oppure messaggi a scopi pubblicitari. Qualora un utente venisse fatto oggetto di offese personali tramite messaggio privato o un pm contenesse oscenità o quant&#8217;altro sia palesemente contro il buon senso, ha pieno diritto di rivolgersi all&#8217;amministratore o ai moderatori chiedendo il loro intervento.<br />I PVT sono privati ma, in caso di persistente loro utilizzo in modo non appropriato, gli amministratori sono autorizzati a bannare o sospendere l&#8217;utente colpevole di questo abuso,previa denuncia della vittima stessa agli admin, è altresi vietato rendere pubblici i PVT, anche parte di essi, senza il consenso eplicito del mittente.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">6. Profilo Utente</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">All&#8217;interno del profilo utente è possibile inserire vari dati, ma solo l&#8217;email in fase di registrazione è obbligatoria(l’amministrazione si riserva il diritto di verificare nel tempo, se l’indirizzo E-MAIL risulti attivo e non fittizio) il resto dei dati è completamente facoltativo, non c&#8217;è quindi nessun obbligo di inserimento.<br />Per l&#8217;email è comunque garantita la massima privacy in quanto non viene resa pubblica in nessun caso, tranne che non lo faccia l&#8217;utente stesso volontariamente inserendola ad esempio in firma o in un messaggio.<br />Si fa notare che ogni utente del forum è identificato dalla combinazione Username/password ed email, la perdita di entrambi i dati non permette in nessun caso il recupero del proprio profilo.<br />Tra i dati inseribili:<br />Avatar: le dimensioni massime consentite per l&#8217;avatar personale sono di 120&#215;140 pixel per un massimo di 10KB<br />Firma: max 5 righe di solo testo oppure un&#8217;immagine 100 X 50 X 5KB ed una riga di testo.<br />E&#8217; vietato inserire nella firma, come nel profilo personale del forum, link o riferimenti ad attività di bannering/referring, vendita, nonché a siti a carattere pornografico, relativo alla pirateria o comunque irrispettosa del buongusto e del decoro. E&#8217; comunque possibile linkare il proprio sito personale o una pagina di riferimento.<br />Upload: ogni utente ha a propria disposizione una quota di 20MB di allegati che è possibile inserire nei propri messaggi sul forum.<br />Gli amministratori del forum si riservano il diritto di modificare il profilo personale in caso di inadempienza o noncuranza ai richiami e di prendere gli opportuni provvedimenti.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Si procedera’ al Bannaggio immediato di quegli utenti che,appena iscritti, aprano thread in tono polemico e/o provocatorio<br /> Poiché sul forum l&#8217;avere più nick è assolutamente destabilizzante per la credibilità dei rapporti tra utenti, nel caso si scoprissero utenti, commerciali e non, con diversi nick verranno <span style="text-decoration: underline;">bannati </span>tutti gli account. Inoltre per accedere al FORUM e’ necessario effettuare nuovamente il login,che non comporta diversa registrazione,ma solo una verifica del LOGIN e PASSWORD.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">7. Bannaggio Utenti</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Il bannaggio di un utente ha come conseguenza la disattivazione irreversibile del nick name utilizzato. Qualora un utente bannato si reiscriva al forum e venga scoperto dai moderatori o dagli amministratori in atteggiamenti simili a quelli che ne hanno comportato il bannaggio, verrà nuovamente bannato. Qualora questo utente continui a riscriversi, con l&#8217;unico fine di contestare e ostacolare il regolare svolgimento dei post sul Sito si procederà con la segnalazione all&#8217;autorità competente ed al provider utilizzato. Verranno inoltre bannati tutti i cloni di utenti sospesi.<br />Ricordiamo inoltre che più di ogni regolamento dovrebbe essere il buonsenso e la buona educazione, in primis, a determinare una condotta che comporti un buon rapporto con gli altri utenti del forum.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;"><strong>Accettazione del Regolamento<br /></strong><br />Procedendo con la registrazione l&#8217;utente che si registra dichiara di avere letto ed accettato in tutte le sue parti il regolamento,le norme sulla privacy,le condizioni d’uso. </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Il Regolamento, le norme sulla Privacy, vengono periodicamente aggiornate, così da meglio adattarne i contenuti all&#8217;evolversi del forum e, possibilmente, garantire il miglior utilizzo del forum stesso da parte degli utenti. Ogni modifica inserita viene automaticamente accettata dagli utenti registrati, iscritti anche in periodo antecedente l&#8217;ultima modifica.</span></span></span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Per la registrazione e’ <em>indispensabile</em> fornire un indirizzo di posta elettronica valido a cui il sistema invierà un&#8217;email, all&#8217;interno della quale è presente unlink da ciccare per confermare la propria registrazione e poter quindi aver accesso ai servizi del forum (tipo l&#8217;invio di nuovi messaggi). Se la registrazione non verrà confermata entro 30 giorni, l&#8217;utente sarà cancellato automaticamente.</span></span></span></span></p>
</div>
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<p>L'articolo <a href="https://ritapinna.it/2025/08/14/la-redazione-informa/">La Redazione Informa</a> proviene da <a href="https://ritapinna.it">Rita Pinna</a>.</p>
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		<title>Come difendersi dal freddo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 15:40:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come difendersi dal freddo Con l’arrivo della stagione fredda, l’organismo, in particolare quello delle persone anziane, diventa più delicato e vulnerabile. Per affrontare in buona salute l’inverno, ecco i nostri consigli, a base di rimedi naturali, oltre che di un’alimentazione variata, che potenzi il nostro sistema immunitario. Mani screpolate: come prima</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 id="eArgomento">Come difendersi dal freddo</h4>
<p>Con l’arrivo della <strong>stagione fredda</strong>, l’organismo, in particolare quello delle persone anziane, diventa più delicato e <strong>vulnerabile</strong>. Per affrontare in buona salute l’<strong>inverno</strong>, ecco i nostri <strong>consigli</strong>, a base di <strong>rimedi naturali</strong>, oltre che di un’alimentazione variata, che potenzi il nostro sistema immunitario.</p>
<ul>
<li><strong>Mani screpolate</strong>: come prima prevenzione, evita di farle raffreddare, indossando i guanti, ogni volta che esci di casa. Lavati le mani con del sapone neutro, che non aggredisca la pelle. Idratale con creme emollienti; le migliori sono quelle che contengono burri di origine vegetale, come quello di avogado, di caritè o di cocco, miscelati con olii vegetali, come l’olio di germe di grano o di girasole.</li>
<li><strong>Protezione del viso</strong>: introduci nella tua alimentazione quotidiana frutta e verdura di stagione, ricche di vitamine e saliminerali, che ti aiuteranno a proteggere l&#8217;epidermide dall&#8217;interno dell&#8217;organismo. E poi non dimenticare di stendere una crema idratante e protettiva prima di uscire di casa, con fattore di protezione dai radicali liberi.</li>
<li><strong>Raffreddore</strong>: per farlo passare, bevi molta acqua, in modo da prevenire la disidratazione e mantenere il muco ben fluido. Una o due volte al giorno, è ottimo consumare una spremuta di agrumi, ricca di vitamina C, addolcita con un cucchiaio di miele, che calma le irritazioni della gola. Per aprire il naso chiuso, fai delle inalazioni con acqua e qualche goccia di olio essenziale di eucalipto, due o tre volte al giorno.</li>
<li><strong>Mal di gola</strong>: il rimedio migliore è la propoli in estratto glicolico, sotto forma di gocce in vendita in erboristeria, ma anche in farmacia. Spruzza direttamente in gola una ventina di gocce diluite in acqua. Alcuni prodotti a base di propoli hanno una cannula per spruzzare i liquidi direttamente in fondo alal cavità della bocca.</li>
<li><strong>Tosse</strong>: per eliminarla più facilmente, bevi tutte le sere dopo cena una tisana a base di timo, eucalipto e menta, dolcificata con il miele.</li>
<li><strong>Geloni</strong>: sono noduli pruriginosi e dolorosi, che compaiono sulle mani e sui piedi, legati a problemi di circolazione periferica del sangue, ma anche a carenze di vitamine. Per prevenirli, consigliamo di consumare frutta e verdura fresche, in particolare gli agrumi ricchi di vitamina C, cioè agrumi e kiwi. Evitia inoltre di scaldare in modo troppo rapido mani e piedi freddi.</li>
</ul>
<p>Per quanto riguarda l’<strong>alimentazione</strong>, infine, è importante che sia equilibrata. Consuma giornalmente frutta, verdura e legumi di stagione, ricchi di vitamine e sali minerali, che alzano la temperatura corporea e rinforzano le difese immunitarie. Bevi molta acqua. Ricordati di mangiare anche la carne e il pesce, necessari per garantire il giusto apporto di proteine, che sono indispensabili per l’organismo e forniscono calore ed energia.</p>
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		<title>Il vegetarianesimo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 15:40:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa significa essere vegetariani   Tanto spesso si sente parlare di vegetarismo ma che cos’è in realtà? Il vegetarismo è una forma di alimentazione che ha alla base una dieta a base di frutta e verdura con l’esclusione di carne rossa, pollame e pesce. Alcune diete vegetariane escludono anche i</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Cosa significa essere vegetariani</h2>
<p> </p>
<div><span> <a href="http://www.ortodelvicino.it/media/k2/items/cache/42bfbea03cce865b2f6f3be1a87895b7_XL.jpg" title="Clicca sull'immagine di anteprima"> </a> </span></p>
<p>Tanto spesso si sente parlare di vegetarismo ma che cos’è in realtà? <strong>Il vegetarismo è una forma di alimentazione che ha alla base una dieta a base di frutta e verdura con l’esclusione di carne rossa, pollame e pesce</strong>. Alcune diete vegetariane escludono anche i derivati animali quali ad esempio i formaggi o le uova.</p>
<p><strong>Esistono diverse filosofie di comportamento vegetariano</strong> che danno vita a comportamenti alimentari anche molto diversi tra di loro: latto-ovo-vegetariani, latto-vegetariani, ovo-vegetariani-vegani-crudisti e fruttariani. Ognuna di queste dottrine alimentari prevede l’esclusione di determinati cibi e, se anche in passato questa cosa non era vista di buon occhio, oggi i giudizi positivi su queste diete vanno migliorando sempre più.</p>
</div>
<div>
<h3>Perchè essere vegetariani</h3>
<p>Le ragioni che spingono una persona a seguire una dieta vegetariana sono diverse, possono essere etiche, ambientali, salutistiche, politiche o religiose. C’è da dire che il concetto di dieta vegetariana non è molto chiaro e preciso, non è rinchiuso all’interno di regole ben precise proprio per questo motivo ne esistono più filoni. <strong>A grandi linee potremmo dire che il vegetariano elimina dalla propria alimentazione, qualsiasi sia il motivo, la carne, il pesce, i crostacei, i frutti di mare, il pollame, le uova, lo strutto</strong> (utilizzato alle volte nella preparazione del pane),<strong> il latte e i suoi derivati, il miele e tutti gli alimenti di origine animale</strong>. Esistono anche falsi vegetariani che sono coloro che si astengono unicamente dalla carne consumando il pesce. In questo caso c’è comunque il consumo di carne animale e quindi non ci si può definire vegetariani. Lo stesso vale per chi segue una dieta vegetariana infrasettimanale per poi consumare grandi quantità di carne e pesce nel week end.</p>
<h3>Effetti sulla salute di una dieta vegetariana</h3>
<p>Quello che interessa a noi in questa sede è cercare di capire quanto sia positiva un’alimentazione vegetariana, che effetti ha sulla salute. Agli inizi degli anni ’80 questa dieta fu scelta per sconfiggere il cancro ma a quasi trenta anni di distanza si è dimostrato che non esiste nessuna implicazione tra la dieta vegetariana e la prevenzione contro il cancro. I medici vegetariani sostengono che si vive di più eliminando le proteine animali ma la verità sta semplicemente nel fatto che chi sceglie di essere vegetariano è solitamente una persona molto attenta al suo benessere fisico e alla sua salute.</p>
<p><strong> La domanda che sorge a questo punto è: eliminando la carne e alcuni dei suoi derivati dalla nostra alimentazione non si rinuncia a nutrimenti importanti? </strong></p>
<p>Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto fare una premessa. Le proteine che noi assumiamo vengono trasformate dal nostro organismo in aminoacidi. Gli aminoacidi di cui si ha bisogno sono 20, 12 li produce da sé il nostro organismo e gli altri 8 sono gli aminoacidi essenziali da introdurre attraverso il consumo di determinati cibi tra i quali anche alcuni vegetali.</p>
<p><strong>La risposta alla nostra domanda è, quindi, no</strong>. Con la rinuncia alla carne non significa che si rinunci a nutrimenti importanti. <strong>Il cuore del problema sta sempre nel nostro buon senso e quindi nella ricerca di alimenti sostitutivi.</strong> <strong>Una buona fonte di proteine sono i cereali, il pane, la pasta, i fagioli, i piselli, i legumi, la frutta secca, i broccoli, i fagiolini e i cavolfiori</strong>.</p>
<h3>Se sono vegetariano come assimilo il Calcio?</h3>
<p>Come abbiamo precedentemente visto esistono diversi filoni di alimentazione vegetariana e c’è chi non assume, oltre la carne, latte e latticini. <strong>La domanda in questo caso sarebbe, il calcio? Il calcio può essere ritrovato anche in altri alimenti quali: radicchio verde, foglie di rapa, bietole, broccoli, carciofi, invidia, mandorle e sesamo</strong>. Ma c’è da fare una precisazione. La salute delle nostre ossa dipende dalla presenza di fattori che impediscano la perdita di calcio e non dalla quantità assunta. Alcuni cibi contengono molto calcio ma sono anche quelli che me ne fanno perdere maggiormente quindi alla fine il bilancio per le nostre ossa è negativo. Cibi che hanno poco calcio forniscono ottimi fattori di mantenimento del calcio. La perdita di calcio è poi condizionata da molti altri fattori quali l’esercizio fisico e le diete con un’elevata quantità di proteine.</p>
<h3>E il Ferro?</h3>
<p><strong>Un’altra delle domande molto frequenti contro le diete vegetariane riguarda l’apporto di ferro</strong>. Anche in questo caso bastano un po’ di attenzione per averne un giusto apporto.<strong> Durante i pasti è consigliabile bere una spremuta d’arancia o di limone che aumentano l’assimilabilità del ferro che si trova abbondantemente nei legumi</strong>.</p>
<h3>Concludendo&#8230;</h3>
<p><strong>Non volevamo di certo incoraggiare qualcuno ad iniziare questo tipo di dieta ma soltanto dare dei chiarimenti rispetto ad un’alimentazione che troppe volte viene messa in dubbio nella sua genuinità. Mangiare sano è la prima condizione per il benessere e la salute di ognuno di noi e come si voglia perseguire questo obiettivo è una scelta personale dettata dai gusti e dal buon senso.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ortodelvicino.it/">Fonte</a><br /></strong></p>
</div>
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		<title>&#8220;La carne fa bene al pianeta&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 15:39:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se il vegetariano si converte &#8220;La carne fa bene al pianeta&#8221; Il caporedattore del magazine ambientalista &#8220;The Ecologist&#8221; cambia dieta e, dati alla mano, spiega: &#8220;Mi sento più ecologista di un vegano&#8221;. Ma non tutti sono d&#8217;accordo: &#8220;Il vegetarianesimo è una scelta di vita, chi consuma carne inquina di più&#8221;di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Se il vegetariano si converte</h1>
<h1>&#8220;La carne fa bene al pianeta&#8221;</h1>
<h3>Il caporedattore del magazine ambientalista &#8220;The Ecologist&#8221;</h3>
<h3>cambia dieta e, dati alla mano, spiega: &#8220;Mi sento più</h3>
<h3>ecologista di un vegano&#8221;. Ma non tutti sono d&#8217;accordo: &#8220;Il</h3>
<h3>vegetarianesimo è una scelta di vita, chi consuma carne</h3>
<h3>inquina di più&#8221;<em>di SARA FICOCELLI</em></h3>
<div>
<p> <span>La copertina di &#8220;Meat&#8221;, di Simon Fairlie</span></p>
</div>
<p>MANGIARE carne non è detto che faccia male al pianeta, anzi. A lanciare la provocazione è l&#8217;ecologista Simon Fairlie, caporedattore della rivista inglese The Ecologist ed ex vegetariano. &#8220;Non ho toccato carne dai 18 ai 24 anni &#8211; racconta in un&#8217;intervista al <em>Time </em>&#8211; poi ho cominciato ad allevare capre. Ma dei maschi non sapevo che farne: non producevano latte, non facevano figli. Così ho cominciato a mangiarli&#8221;. Parole forti, perché dette da un uomo che da 30 anni, fra inchieste e approfondimenti, si dedica alle problematiche ambientali. E che ora ha deciso di mettere nero su bianco il suo nuovo credo dando alle stampe il libro &#8220;Meat: A Benign Extravagance&#8221; (ed. Maddy Harland, 19,95 £).</p>
<p>Incalzato dalla collega del <em>Time </em>Tara Kelly, Fairlie spiega che è possibile coniugare un serio impegno ecologista con il piacere di una bistecca alla fiorentina: &#8220;Mangiarne moderatamente, due volte a settimana, non provoca alcun danno al pianeta. Tutti i sistemi agricoli producono un surplus di biomassa che deve essere smaltito, e non vedo cosa ci sia di male nel dar questo sovrappiù come foraggio agli animali. Questo modo di allevare il bestiame è ecologico e anzi fa bene alla terra. Capre, pecore e mucche producono a loro volta un fertilizzante naturale utile agli agricoltori. Il ciclo è perfetto. E io mi sento più ecologista di un vegano&#8221;.</p>
<p>Pochi mesi fa conclusioni simili sono state raggiunte da una inchiesta del <em>New Scientist</em> . Eppure il rapporto 2006 della Food and Agriculture Organization ha stabilito che l&#8217;allevamento di animali per la produzione di carne produce il 18% delle emissioni di carbonio annuali globali. &#8220;Un dato che contiene degli errori di base &#8211; continua Fairlie &#8211; perché parte dal presupposto che gli allevamenti portino per forza di cose alla deforestazione. Non è così. La scienza ha anche calcolato che, per produrre una porzione di carne, vengono consumate piante utili all&#8217;uomo in un rapporto di 5 a 1. Ma anche questo dato è controverso: allevando gli animali con vegetali non commestibili per noi, la proporzione scende a 1,4 su 1&#8221;.</p>
<p>Fairlie fornisce anche indicazioni precise sui tipi di carne che è bene consumare per diventare un buon &#8220;onnivoro ecologista&#8221;: sì a quella di maiale, perché questi animali consumano rifiuti di ogni tipo, e sì anche alla carne di mucca, a patto che sia stata allevata nei prati. &#8220;Una dieta con troppa carne fa sicuramente male &#8211; spiega il professor Pietro Migliaccio, presidente della Società Italiana di Scienza dell&#8217;Alimentazione  &#8211; ma per avere un&#8217;alimentazione equilibrata occorre mangiare la carne almeno due volte a settimana. E dell&#8217;impatto ambientale non mi preoccuperei: la dieta mediterranea &#8220;inquina&#8221; il 50% in meno di quella anglosassone, e questi sono dati ufficiali che porterò a Rio De Janeiro il 26 ottobre, in occasione della giornata mondiale della pasta&#8221;.</p>
<p>Ma secondo il presidente dell&#8217;Associazione Vegetariani Italiani , Carmen Somaschi, il discorso del giornalista di <em>Ecologist </em>parte da un presupposto sbagliato: &#8220;Quella di diventare vegetariani è una scelta etica &#8211; spiega &#8211; e quindi o la si accetta in toto o niente. Anche mangiare carne solo due volte a settimana danneggia il pianeta, perché finché ci sarà chi la consuma ci saranno gli allevamenti. Studi autorevoli hanno dimostrato che l&#8217;impatto ambientale di una persona che mangia carne è pari a quello di 10 vegetariani: per conservarla si usa il frigo, per smaltire i rifiuti animali si inquinano le acque. Io non critico chi mangia carne, dico solo che consumarla è oggettivamente dannoso per l&#8217;ambiente&#8221;. La Somaschi ricorda che quando l&#8217;associazione è nata, nel 1952, in Italia i vegetariani erano un pugno di emarginati: &#8220;Ancora nel 1980 ci buttavano fuori dai ristoranti. Oggi, solo nel nostro Paese, siamo 7 milioni e mezzo. Abbiamo fatto tanto per arrivare fin qui, trovo ingiusto che il nostro impegno etico e pratico venga screditato con provocazioni fuorvianti&#8221;.</p>
<p>Dello stesso parere il medico Luciana Baroni, presidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana e autrice di &#8220;VegPyramid &#8211; La dieta vegetariana degli italiani&#8221; (Ed. Sonda, 190 pp.). Secondo la Baroni, &#8220;la scelta di non mangiare carne è prima di tutto personale, legata alle motivazioni le più varie. Ma diventa una questione sociale quando si capisce che, se tutti si comportassero nello stesso modo, l&#8217;habitat degli esseri viventi verrebbe salvaguardato&#8221;. Quanto alla salubrità di una dieta vegetariana, la nutrizionista ricorda che esistono comunità che naturalmente non mangiano carne e che sono le più longeve del pianeta, come gli Hunzas, i Vilcamba o gli Okinawa. &#8220;Purtroppo &#8211; conclude &#8211; oggi la tendenza è quella di mediare tra la volontà dell&#8217;onnivoro di non rinunciare alla carne, il bisogno della produzione di non rinunciare al profitto, e le motivazioni ecologiste. E&#8217; chiaro che in quest&#8217;ottica si cerca di dire che la carne va ridotta, e questo è certo giusto, ma è solo il primo passo, bisogna andare oltre&#8221;. La Baroni conclude ricordando che il rapporto di conversione medio vegetale-animale è di 15:1, il che significa che occorrono 15 kg di mangimi per produrre 1 kg di carne. &#8220;Capisco che possa dar fastidio a chi trae enormi profitti da questi sprechi. Ma questi sono i dati&#8221;, conclude.</p>
<p>Fonte WEB</p>
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		<title>La globalizzazione</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 15:39:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La globalizzazione tiene sotto controllo il mercato dei semi attraverso la Monsanto, che vende ogm in molti paesi del Sud. Creando affari sporchi con le compagnie delle sementi, la Monsanto fa sì che le stesse non possano vendere altro che semi ogm, con un prezzo del 7000% superiore (sic) a</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La globalizzazione tiene sotto controllo il mercato dei semi attraverso la Monsanto, che vende ogm in molti paesi del Sud. Creando affari sporchi con le compagnie delle sementi, la Monsanto fa sì che le stesse non possano vendere altro che semi ogm, con un prezzo del 7000% superiore (sic) a quelli delle colture locali. Le multinazionali, poi, si impossessano dei semi contadini, li analizzano e li registrano come loro brevetti. Così le fattorie sono costrette a spendere più soldi, e a utilizzare pesticidi. Questo ha portato al suicidio di 250.000 agricoltori in 5 anni. Sempre la Monsanto, dal 2002 al 2011 è riuscita a vendere il 95% dei semi di cotone ogm e lo scorso anno, nonostante una  grande protesta pubblica, ha introdotto la coltura della melanzana modificita. Ecco cos&#8217;è la globalizzazione: sono stati dati 4 miliardi di dollari all&#8217;agri-business degli stati ricchi per smantellare le agricolture dei paesi più poveri&#8230;</p>
<p> </p>
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		<title>Preparare il formaggio in casa</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 15:39:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa serve per fare il formaggio in casa:  latte, fresco di mungitura da pecore del medio Campidano , o munto il giorno prima al massimo, non pastorizzato, e caglio liquido naturale, io ho usato un caglio comprato in Farmacia Fanni . Prima di cominciare, togliere un bicchiere di latte crudo</p>
<p>L'articolo <a href="https://ritapinna.it/2025/08/14/preparare-il-formaggio-in-casa/">Preparare il formaggio in casa</a> proviene da <a href="https://ritapinna.it">Rita Pinna</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1><span>Cosa serve per fare il formaggio in casa:</span></h1>
<p><span> latte, fresco di mungitura da pecore del medio Campidano , o munto il giorno prima al massimo, non pastorizzato, e caglio liquido naturale, io ho usato un caglio comprato in Farmacia Fanni . Prima di cominciare, togliere un bicchiere di latte crudo e tenerlo da parte, servirà dopo. Prima di tutto si filtra bene il latte con un telo a maglia finissima è comprensibile che mentre si munge ci finiscano dentro i peli delle pecorelle o anche insettini o polvere. Si mette quindi il latte in una pentola e si porta alla temperatura del biberon del bambino, non serve il termometro, mettere un paio di gocce di latte nell’interno del polso va benissimo.<img decoding="async" class=" size-full wp-image-2658" src="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2014/10/Formaggio-fatto-in-casa1-c51.JPG" border="0"  alt="Formaggio-fatto-in-casa1-c51 Preparare il formaggio in casa"   title=""  width="440" /></span></p>
<p><span> A questo punto si versa il caglio, per 15 L. di latte di pecora ho messo 3,5 cc di caglio. A questo punto si lascia riposare in cucina, dove non ci siano troppe correnti d’aria, coperto da un panno, sempre per evitare gli insetti e la polvere. Dopo circa un’ora, sono andata a controllare la cagliata e ho posato il mestolo di legno sopra, non è sprofondato, e quindi la cagliata era pronta.</span></p>
<p><span><img decoding="async" class=" size-full wp-image-2659" src="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2014/10/Formaggio-fatto-in-casa-2-b64.JPG" border="0"  alt="Formaggio-fatto-in-casa-2-b64 Preparare il formaggio in casa"   title=""  width="440" /></span></p>
<p><span> A questo punto con il mestolo di legno o una frusta si rompe la cagliata, lavorandola vigorosamente fino ad ottenere pezzetti il più piccoli possibile.  Con la fuscella ho rapidamente raccolto i fiocchi formatisi e li ho pressati per farne uscire il liquido, che più tardi diventerà ricotta.</span></p>
<p><span><img decoding="async" class=" size-full wp-image-2660" src="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2014/10/Formaggio-fatto-in-casa-4-601.JPG" border="0"  alt="Formaggio-fatto-in-casa-4-601 Preparare il formaggio in casa"   title=""  width="440" /></span></p>
<p><span> La cagliata ottenuta viene subito messa nella forma, io li ho rovesciati su un piatto, anche perché non mi aspettavo così tanto formaggio, e non ero attrezzata. Più la cagliata è pressata bene, tanto più il formaggio è compatto più sarà  stagionabile. </span></p>
<p><span><img decoding="async" class=" size-full wp-image-2661" src="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2014/10/Formaggio-fatto-in-casa-6-2dd.JPG" border="0"  alt="Formaggio-fatto-in-casa-6-2dd Preparare il formaggio in casa"   title=""  width="440" /></span></p>
<p><span>Se rimane impregnato di siero dentro invece sarà buono, ma tenderà ad guastarsi, quindi andrà consumato fresco. Mentre il nostro formaggio riposa, si può cominciare a fare la ricotta. Si aggiunge al siero del formaggio il bicchiere di latte tenuto da parte, e si rimette sul fuoco. Il siero deve arrivare ad ebollizione lentamente. Ogni tanto mescolate per evitare che si attacchi, passando sul fondoil mestolo di legno. Poco prima che il liquido bollla, si vedranno i fiocchi di ricotta che cominceranno a venire a galla formando uno strato denso. A quel punto smettiamo di mescolare. Il bollore spaccherà  lo strato denso in più punti. Spegnere subito e lasciare riposare alcuni minuti. Scolare la ricotta con una schiumarola e depositarla nella fuscella  , lasciate sgocciolare premendola leggermente.</span></p>
<p><span>Una formaggella l&#8217;ho aromatizzata con del gommasio e semi di papavero, strofinado la parte esterna con i semi.</span></p>
<p><span>Con la ricotta e il formaggio si possono creare tante ricette, ed è una bella soddisfazione farseli da se!</span></p>
<p><span><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-2662" src="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2014/10/Formaggio-fatto-in-casa-7-e68.JPG" border="0"  alt="Formaggio-fatto-in-casa-7-e68 Preparare il formaggio in casa"   title=""  width="613" height="460" /> <img  title="" decoding="async" class=" size-full wp-image-2663" src="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2014/10/Formaggio-fatto-in-casa-12-93c.JPG" border="0"  alt="Formaggio-fatto-in-casa-12-93c Preparare il formaggio in casa"  width="613" height="460" /></span></p>
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		<title>Il mistero dei Giganti del Linas  di Rita Pinna</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 15:39:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[giganti monte prama]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo fantasy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ringrazio per il sostegno i miei amici virtuali  Melqart re e Luciana Ortu. Grazie anche a Paola Lai che si è prestata per fornirmi l&#8217;alter-ego della archeologa, Pierluigi Montalbano e Melqart per aver interpretato ii loro nomi. Luciana per avermi suggerito il personaggio di Diana, nonchè suo alter-ego.   Il</p>
<p>L'articolo <a href="https://ritapinna.it/2025/08/14/il-mistero-dei-giganti-del-linas-di-rita-pinna/">Il mistero dei Giganti del Linas  di Rita Pinna</a> proviene da <a href="https://ritapinna.it">Rita Pinna</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="Default" align="center"><em>Ringrazio per il sostegno i miei amici virtuali  Melqart re e Luciana Ortu. Grazie anche a Paola Lai che si è prestata per fornirmi l&#8217;alter-ego della archeologa, Pierluigi Montalbano e Melqart per aver interpretato ii loro nomi. Luciana per avermi suggerito il personaggio di Diana, nonchè suo alter-ego.</em></p>
<h1 class="Default" align="center"><strong><em> </em></strong></h1>
<h1 class="Default" align="center"><strong><em>Il mistero dei Giganti del Linas</em></strong></h1>
<h1 class="Default" align="center"><strong><em>di Rita Pinna</em></strong></h1>
<h1 class="Default"> </h1>
<p class="Default">Il boato svegliò tutti gli abitanti del quartiere. L&#8217;insolita sveglia fu data dal crollo della parete occidentale della Basilica di San Saturnino a Cagliari, durante le prime ore del mattino. Se non ci fosse stata la recinzione di sicurezza per i lavori di restauro, la parete avrebbe investito sicuramente la coppia che amoreggiava a poca distanza.</p>
<p class="Default">Un passante chiamò i carabinieri, che a loro volta chiamarono i pompieri e i responsabili del restauro. La facciata occidentale, parzialmente crollata, presentava la divisione in tre specchi. I due specchi laterali conservavano i portali, sormontati da semiarchi. Oltre la facciata si accedeva al piano di calpestio dello scomparso braccio ovest, oltre il quale si trovava l&#8217;attuale accesso alla chiesa. Il crollo aveva esposto alla vista un semiarco nascosto prima dalla giunzione del transetto con la parete adiacente.</p>
<p class="Default">Spuntò l&#8217;alba, i pompieri stavano mettendo in sicurezza la zona e l’archeologa responsabile del restauro Paola Lai, chiamata per l’urgenza, venne finalmente condotta all&#8217;interno della Basilica. Aveva solo sessant&#8217;anni, ma sembrava invecchiata di colpo. Appariva ingobbita e fragile. La Prof. Locomotiva, come la chiamavano i suoi allievi; quando si metteva un obbiettivo partiva proprio come un locomotore e non si fermava fino a quando non lo raggiungeva. Sessant’anni fino allora ben portati, sposata con un medico ricercatore, i suoi amici ammiravano la sua forza d’animo e il modo con cui affrontava le sfide. Fisico atletico, abbronzata per le molte ore passate in barca veleggiando con Roberto, suo marito.</p>
<p class="Default">Quando vide la devastazione, le salirono le lacrime agli occhi: il tratto in restauro, gli scavi, tutto da rifare! E come se non bastasse la distruzione di parte del sito, le si attribuivano delle responsabilità, come se fosse stata lei a far crollare tutto. L’ingegnere del comune la distolse dai quei pensieri e le indicò la voragine a metà del transetto. Inchinandosi vide solo due gradini, il resto spariva nel buio.</p>
<p class="Default">“Può procurarmi una lampada?” chiese all’ingegnere. “Certamente, arriva subito.”</p>
<p class="Default">Dopo pochi minuti si ritrovò a scendere quei gradini, curva, con le mani che tremavano e il cuore che batteva a mille per la fortuita scoperta. “Uno,due, tre, quattro, ecco, ora sembra che lo spazio mi permetta di stare eretta”. Emozionata come una bambina, ma determinata, in quel momento non avrebbe mai pensato che quell’evento fosse l’inizio dell’avventura più bella della sua vita.</p>
<p class="Default"> “Ingegnere, il passaggio si allarga, può scendere.”</p>
<p class="Default">L’ingegner Pani scese pesantemente i gradini, con la sua mole e la sua altezza, era già un miracolo che riuscisse a entrare in quel poco spazio rivelatosi dopo il crollo. Arrivato alla fine dei gradini chiamò Paola: “Dottoressa?”</p>
<p class="Default">“Sono qui!”, rispose una voce da sotto terra. L&#8217;archeologa era scesa ancora di venti gradini, oltrepassando un finto muro a circa due metri dai primi: il muro era nascosto da una colonna rovesciata sopra la parete frontale. Lo spazio era angusto, puzzava di muffa e l’acqua gocciolava in piccole pozzanghere; l’umidità entrava nelle ossa e provocava brividi sgradevoli.</p>
<p class="Default"> “Maledizione, qua mi trovano stecchito” pensò l’ingegnere.</p>
<p class="Default">Scese con prudenza gli altri scalini, resi scivolosi dall’umidità, e percorso l’ultimo tratto sgranò gli occhi di fronte allo spettacolo che le lampade rivelarono.</p>
<p class="Default">Uno spiazzo con rettangoli scavati e ricoperti da lastre di travertino, almeno così sembrava, una serie di tombe inviolate che terminavano in fondo alla grotta in una discarica di inerti che arrivava da chissà dove.</p>
<p class="Default">Paola tremava per l’emozione, già immaginava tutto il lavoro di scavo e catalogazione, l’invidia dei colleghi e il lavoro sovrumano per impedire che la scoperta venisse messa a tacere. La lampada illuminava le tombe impolverate e il viso cereo dell’ingegnere</p>
<p class="Default">“Accidenti, e ora? Qua ci scappa il finimondo, ma si rende conto, dottoressa, che siamo a due passi dal cimitero di Bonaria?…”</p>
<p class="Default">“Ingegner Pani, la prego, non metta paletti, prima dobbiamo avvisare l’università, poi sarà necessario richiedere una campagna di scavi.”</p>
<p class="Default">“Dottoressa Lai? Ingegner Pani? Dove siete, dovete firmare per l’intervento!” Il richiamo del capo dei pompieri interruppe il dialogo..</p>
<p>“Ora risaliamo, e, ingegnere, non faccia parola con i pompieri di ciò che abbiamo trovato!”</p>
<p>“Ma&#8230;”</p>
<p>“Per favore, la prego…”</p>
<p>Risalirono i gradini e si ritrovarono in superficie dove li attendeva il comandante dei vigili del fuoco: “Signori la zona è in sicurezza, almeno per il momento, l’ingegnere sa bene cosa fare ora. Chiamateci per la verifica”. “Arrivederci, comandante” dissero, quasi all’unisono. “Che cosa deve fare ingegnere? Che verifica?” “In questi casi devo allertare una squadra, mettere transenne e <em>tappare le voragini” “</em>Non vorrà nascondere tutto?” </p>
<p>“Devo, mi dispiace, poi i vigili del fuoco torneranno per i sigilli.”</p>
<p> “No, la prego, è un tesoro inestimabile, una scoperta eccezionale, non può, non deve…”</p>
<p>“Senta, io faccio il mio dovere. Intanto non ho detto nulla ai vigili del fuoco, quindi dovrebbe bastarle, ma per venirle incontro posso solo ritardare il mio rapporto. Se vuole dare un’occhiata, ha fino a domani mattina alle dieci, quando depositerò il rapporto nell’ufficio del sindaco.”</p>
<p>Paola prese il cellulare, allontanandosi dall’ingegnere del comune senza salutare o ringraziare:</p>
<p>“Pronto, Luke?” “Hallo Paola”, una voce gioviale con accento inglese rispose all’altro capo del telefono. Luke, uno scrittore inglese di origine sarda, in quel momento trascorreva le ferie nel paese della madre a poca distanza da Cagliari.</p>
<p>La madre di Luke era una cara amica di Paola, tant’è che le chiese di fare da madrina a Luke, diventando così la sua tutrice dopo la morte dei genitori. Affezionatissimo a Paola, quando si sentiva in crisi o c’era qualcosa che non andava nel suo lavoro la chiamava con nomignoli e ruoli che a Paola facevano molto piacere. Quando la chiamava zia per lei era una gioia immensa. Non avendo avuto figli, lui e Diana, figlia di una sorella, erano gli unici affetti rimasti dopo la sua partenza per l’Irlanda.</p>
<p>“Devi aiutarmi Luke, ho bisogno di un assistente agli scavi.” “Ma io non so nulla di scavi”</p>
<p>“Lo so, caro,, ma ricordo, parecchi anni fa, quando nel colle di Sant’Elia aiutasti me e tua madre a dissotterrare le ossa di quel cane. Ahahhaahah, ricordi? Lo avevi scambiato per lo scheletro di un sardo antico!”</p>
<p>Luke rimase interdetto, pensò che lo stesse fregando in qualche modo, ma ebbe solo il tempo di dire: “Non affondare il coltello nella piaga! D’accordo, ti aiuto, ma come mai tutta questa fretta?” Che Paola aveva già deciso di coinvolgerlo, anche senza il suo benestare.</p>
<p>“Ti spiegherò poi, ci vediamo tra un’ora a San Saturnino.”</p>
<p>“Cosa? Ma devo arrivarci&#8230;” L&#8217;ultima frase cadde nel vuoto: Paola aveva già riattaccato.</p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>Primo capitolo</strong></p>
<p> </p>
<p>Era arrivato all’appuntamento trafelato e in ritardo. Paola lo guardò storto e gli indicò l’entrata della galleria apertasi la notte prima.</p>
<p>“Prendi zaino e attrezzatura, scendiamo!” La sua determinazione lo indusse a tacere e ubbidì. “Quando Paola si mette in testa una cosa…” pensò mentre la seguì.</p>
<p>Rifecero il tragitto che Paola aveva già percorso la mattina, fermandosi appena le lampade illuminarono le tombe.</p>
<p>“Dammi una mano, Luke.” Presero di peso una lastra di travertino che copriva la prima tomba allineata alla parete e la spostarono piano. In quella, un flash illuminò la grotta, si girarono di scatto e un sorriso smagliante li sorprese:</p>
<p>“Ciao Diana, sei arrivata un po’ in ritardo, ma vedo che non hai avuto problemi a trovarci”</p>
<p>L’espressione di Paola non era delle migliori mentre distoglieva lo sguardo da Diana, la nipote appena entrata che impugnava la sua fedele compagna, la macchina fotografica professionale e lo fermava sul viso di Luke</p>
<p>“E tu? Scommetto che il tuo amico ti ha subito informato, vero?”</p>
<p>“Dai, zia non prendertela, ero curiosa di sapere che cosa avete scoperto, e poi una brava reporter non poteva mancare, ti pare?”</p>
<p> “D’accordo, mettetevi al lavoro”.</p>
<p> Spinta la lastra bene in fondo illuminarono la tomba: VUOTA! Dissero insieme, ma…ma… “Apriamone un’altra, Luke , forza”</p>
<p>Spostata la lastra della tomba successiva, si resero conto che era vuota anche quella</p>
<p> “Una scoperta, si ma dell’acqua calda”, disse Luke deluso, e girandosi inciampò in una cordolo di scisto, era talmente saldato al terreno che sembravano tutt’uno. La delusione era palpabile, mentre si chiedevano quale sorte avevano avuto i corpi contenuti in quelle catacombe, ora spariti. “Zia, vieni un po’, guarda qua: vedi?” il cordolo di scisto si allungava verso una tomba, Paola si avvicinò. Il coperchio era ancora chiuso e vide dei segni stilizzati, incisi nel travertino che la copriva, quasi invisibili, corrosi dal tempo.</p>
<p> “Proviamo a sollevarla”,</p>
<p>Rianimatisi, sollevarono la lastra e la posarono sul pavimento, all’interno non si trovava un corpo, come avevano sperato, ma un’altra lastra questa volta di scisto nero come la pece, Paola prese il pennello e spazzo via la polvere vecchia di secoli accompagnata dal flash di Diana. Lo stupore a quella vista fu enorme, la lastra di scisto era lavorata finemente ai bordi, mentre al centro vi erano incisi caratteri cuneiformi,</p>
<p>“Sumero credo, devo portarla al laboratorio dell’università per esserne sicura”</p>
<p> </p>
<p><strong>In un altro luogo e in un altro tempo: </strong></p>
<p>Una costruzione in riva a uno specchio d’acqua scintillante, palme e roveti, mirti, elicrisi e edere che si arrampicavano d’dappertutto, la macchia boschiva era di un verde brillante, l’azzurro dell’acqua emanava pace. Due persone conversavano all’ombra dei maestosi cedri, due sciamani, i detentori del sapere universale: Tziu Ladreddu il custode del tempo,e Melkart, lo spirito della terra.</p>
<p>“Tziu Ladreddu, i “semplici” sono sulla via, la scopriranno presto”</p>
<p>&lt;&lt; Non preoccuparti Melkart, è avvenuto perché è scritto, i saggi sono al sicuro, tu rientra tra gli umani, e fai in modo che tutto si svolga linearmente. Sarà l’inizio della consapevolezza per i “semplici”, ora va&gt;&gt;</p>
<p>“Adiosu Tziu Ladreddu”</p>
<p> </p>
<p><strong>All’università di Cagliari:</strong></p>
<p> </p>
<p>L’eccitazione era palpabile, la tavoletta poggiata in un panno di mussola, dava bella mostra di se nella scrivania del rettore. Paola non stava più nella pelle, un volume grande quanto una valigia sottobraccio. Il viso arrossato dall’emozione faceva da corollario a una situazione ben più emozionante di quanto si potesse immaginare.</p>
<p>Il rettore, un personaggio dall’aria burbera e arcigna spostava lo sguardo da Paola alla tavoletta e scuoteva la testa come un “cagnolino no no” .</p>
<p>“Dott. Puxeddu dica qualcosa…” fece Paola, impaziente di sentire cosa ne sarebbe stato della sua scoperta.</p>
<p> “Dottoressa, lei non doveva fare ricerche senza il mio nullaosta, lo sa? Sa che potrebbe perdere il lavoro sul sito per questo? E forse anche la cattedra?” Il viso di Paola diventò di tutti i colori e si affrettò a rispondere:</p>
<p>“Non ho fatto ricerche, è che…”</p>
<p>“Non voglio sentire pretesti. Questa tavoletta andrà al museo, ma prima passerà un po’ di tempo in restauro, arrivederci Dottoressa!”</p>
<p>Con le braccia al livello del terreno e il morale ancora più sotto, Paola raggiunse i compagni d’avventura nella scalinata fronte l’ateneo. “Com’è andata?…ha…”</p>
<p>“Zitto Luke, ho un diavolo per capello”</p>
<p>Diana aveva un sorriso stampato in faccia che fece innervosire ancora di più Paola. Stava per sbottare quando Diana rivelò il pensiero che le provocava l’ilarità: “ho la fotografia della tavoletta” disse candidamente.</p>
<p> </p>
<p><strong>Secondo capitolo.</strong></p>
<p>A casa di Diana, radunati intorno al tavolo del soggiorno, con una gigantografia della tavoletta in scisto sotto gli occhi, i tre amici cercavano di tradurre i caratteri incisi in quella che loro credevano fosse la lingua scritta del popolo sumero.</p>
<p>“Qua c’è bisogno di un esperto. La scrittura cuneiforme fu inventata dai Sumeri in Mesopotamia nel III millennio a.C.,  una lingua che genealogicamente non è imparentata né con quelle semitiche, né con quelle indoeuropee. Il cuneiforme fu adottato dai Babilonesi, popolazione semitica, che si servì di questo sistema di scrittura fino al primo millennio a.C., con una serie di adattamenti e semplificazioni, fino alla scrittura semi alfabetica cuneiforme dell´impero persiano. Quindi, che ci fa una tavoletta con la scrittura sumera dentro una tomba precristiana?” Paola espresse i suoi pensieri ad alta voce.</p>
<p>“Diana conosci qualcuno che studia questa lingua e potrebbe tradurre.? Tu sei sempre in giro per il mondo per presenziare ai congressi”, Chiese Luke.</p>
<p>Diana portò lo sguardo verso l’alto, non voleva chiamare Pierluigi, aveva avuto una discussione accesa l’ultima volta che si erano visti e aveva promesso a se stessa di non avere più nulla a che fare con lui. L’aveva combinata grossa. Non gli perdonava di averle soffiato il lavoro alla rivista “Archeo”. Aveva scelto giornalismo come indirizzo, ma voleva conoscere anche l’archeologia,  Paola Lai, sua zia , l’aveva iniziata alle gioie delle antichità sarde. E ora, all’età di 26 anni si ritrovava a mandare curriculum a tutti i giornali come reporter d’assalto per i misteri archeologici. Aveva avuto la possibilità di lavorare per Archeo, una rivista autorevole. Ma un suo amico, Pierluigi, chissà come, le aveva soffiato il lavoro. Le aveva detto che lui aveva una marcia in più, e cioè la laurea in archeologia e una laurea in lingue antiche, non solo il biennio, quindi le aveva consigliato di riprendere gli studi e laurearsi in archeologia.</p>
<p>“Si lo conosco, ma non mi va di contattarlo”</p>
<p> “Ma e’ una persona di cui ci possiamo fidare?”</p>
<p> “Si ma è odioso anche se è il migliore nel campo”</p>
<p> Luke non poté fare a meno di commentare la spiegazione di Diana: “ Anche io sono odioso, ma mi vuoi bene lo stesso!, Fai uno sforzo, ti prego, chiamalo”</p>
<p>Diana gli mostrò un ringhio degno di un pittbull, e si chiuse in un silenzio ostinato.</p>
<p> “Zia, a questo punto, lascia stare, per il capriccio della nostra “socia”. Non possiamo andare avanti. Io non conosco nessuno e tu non puoi chiedere di nessuno, a meno che non voglia rischiare il lavoro.”</p>
<p> Diana si girò di scatto dicendo: “Ok, va bene, ma ti do il numero di telefono e lo chiami tu. Siamo d’accordo?”</p>
<p> “Mi rendi l’uomo più felice della terra, non è vero zia?”</p>
<p>Paola tirò un sospiro di sollievo vedendo che i ragazzi avevano raggiunto un accordo senza litigare. Annotò il numero del cellulare su un foglietto, salutò i ragazzi e si diresse verso casa a pochi passi dalla Basilica di Bonaria.  Nel frattempo chiamò Roberto, suo marito, e gli raccontò in breve dell’accaduto e del dialogo avuto con il rettore a proposito della scoperta. Roberto si lanciò in una serie di epiteti poco lusinghieri verso il rettore. Le chiese se avesse bisogno di lui, sarebbe tornato in quel caso, e poi la salutò affettuosamente dandosi appuntamento telefonico per la sera.  Dopo 20 minuti era arrivata a casa. Finalmente andò a dormire, era sveglia da ventidue ore e la stanchezza cominciava a farsi sentire. Una doccia e a letto, senza nemmeno mangiare un boccone. I suoni della strada attutiti dalle finestre semichiuse le fecero da ninna nanna e in breve si addormentò.</p>
<p>Erano le due del mattino passate da 20 minuti quando si svegliò di colpo. In dormiveglia pensò che magari la fame le stesse giocando un brutto tiro facendogli brontolare lo stomaco. Lo stomaco però non aveva rumore di passi. Scese dal letto e si avviò verso la cucina, guardinga e in allerta. All’improvviso una figura le sbatté contro facendola cadere e urtare la spalla contro il mobile del soggiorno. La figura in nero, incappucciata, si defilò dalla finestra, evidentemente da dove era entrata. Paola si rialzò, prese il cellulare e compose il numero dei carabinieri per denunciare l’effrazione.</p>
<p>I carabinieri arrivarono a tempo di record. Controllarono l’appartamento e dissero a Paola, di andare a fare denuncia l’indomani mattina in caserma e di portare con sé la lista degli oggetti mancanti. Andati via i carabinieri Paola si guardò intorno e vide il soggiorno e lo studio annesso completamente sottosopra. Mancava la borsa del computer portatile con dentro dei documenti, compresi i moduli rilasciati dai vigili del fuoco la mattina prima, dopo il sopralluogo alla Basilica di San Saturnino.</p>
<p>“La foto della tavoletta!!! era la dentro?”</p>
<p>Non ricordava, con quella confusione non sapeva se la foto l’avesse ancora Diana o l’aveva presa con sé per studiarla quella sera. Chiamò la ragazza, che con voce sonnolenta rispose che la foto era ancora sul tavolo in soggiorno. Alle spiegazioni di Paola, si risvegliò di colpo, e preoccupata chiese se poteva raggiungerla per farle compagnia.</p>
<p> “No grazie, resta pure a letto, non credo che avrò altre sorprese stanotte, anzi, stamattina, sono gia le cinque.”</p>
<p> “No zia arrivo subito da te”.</p>
<p> Dicendo questo stava gia infiladosi la tuta e le scarpe per correre da lei. Prendendo la borsa, vide la foto della tavoletta, l’arrotolò, la mise in un tubo da cianografia e se la mise sottobraccio.</p>
<p>Uscì da casa mentre albeggiava, la città si dipinse di un colore caldo e l’aria era fresca. Si sentiva la brezza del mare, a pochi passi dal porto la vita a quell’ora era frenetica e colorata. Arrivando in viale Bonaria rallentò la piccola corsa che aveva iniziato in via Roma trasformandola in un passo veloce e allungato. Le pulsazioni scesero e il respiro rallentò. Si fermò per fare un po’ di straching. Chinandosi per massaggiare il polpaccio vide con la coda dell’occhio un uomo in giacca e cravatta che correva verso di lei. Era in compagnia di un altro dall’aspetto non proprio raccomandabile. Un campanello dall’arme mise in guardia tutto il suo essere, non sapeva da cosa, ma era in allerta. Le pulsazioni ripresero a salire e con uno scatto da velocista riprese la corsa. Girandosi vide che i due avevano aumentato l’andatura e la seguivano “ avevo ragione!”</p>
<p> Con un balzo scese dal marciapiedi. Attraversò la strada rischiando di farsi investire e si diresse verso il bar dell’hotel Mediterraneo. A quell’ora in genere andavano a far colazione gli agenti della polstrada che finivano il turno di notte. Infatti,non si era sbagliata: nel bar c’erano tre agenti in divisa che prendevano il caffè. Si avvicinò a loro e spiegò che due uomini la stavano seguendo dalla via Roma. Immediatamente si affacciarono nella piazzetta adiacente, videro appena i due uomini che salivano in un SUV partendo in tutta fretta. “Non si preoccupi signorina, può darsi che avevate lo stesso percorso, sono andati via”</p>
<p>Li ringraziò calorosamente e uscì dal bar.</p>
<p>Diana si avviò verso casa di Paola e dopo pochi minuti arrivò in via Milano. Suonò il campanello. La zia aprì quasi subito, era gia pronta per uscire. Le raccontò ciò che era successo. Tutte e due preoccupate, andarono in caserma per denunciare l’effrazione di quella notte, raccontando anche l’avventura di Diana. Dopo varie rassicurazioni i carabinieri promisero di far di tutto per ritrovare i documenti trafugati la notte prima in casa di Paola. Uscendo dalla caserma, Paola, chiamò Pierluigi, gli fissò un appuntamento per quella sera. Salendo su un taxi, prese una nota mentale di tutto ciò che dovevano fare per permettere a Pierluigi di tradurre la tavoletta. Pierluigi, un ragazzo prodigio, all’età di soli ventidue anni aveva già conseguito la laurea in archeologia, iniziando poi, il corso di letteratura antica e lingue morte. Laureato a pieni voti venne subito assunto dalla rivista Archeo per consulenze sugli articoli. Il lavoro d’ufficio però non soddisfaceva il suo bisogno di avventura e ogni estate si arruolava nell’esercito di ragazzi che scavavano, qua e la per il mondo, alla ricerca di antiche civiltà. Nella prima stagione di scavi dopo la laurea conosce Diana. Mentre stava per nascere una storia, Pierluigi aveva accettato il lavoro alla rivista Archeo. Aveva saputo poi che anche Diana era in lista per quel lavoro, ma lei era già partita e non aveva potuto porre rimedio. Probabilmente le avrebbe ceduto il lavoro, pur di continuare a vederla.</p>
<p> </p>
<p><strong> </strong></p>
<h1 align="center">Terzo capitolo</h1>
<p><strong> </strong></p>
<p>Quella sera si ritrovarono tutti riuniti in casa di Paola. Diana che guardava in cagnesco Pierluigi, Pierluigi che abbassava lo sguardo evidentemente imbarazzato.  Paola e Luke cercavano di smorzare l’atmosfera elettrica che si andava formando intorno ai due.</p>
<p>“Bene”, disse Paola sistemando la gigantografia sul tavolo del salotto.</p>
<p>Questa è la foto della tavoletta. All’università ci hanno impedito di portare alla luce alcune delle tombe presenti sotto la Basilica di San Saturnino. Con la foto fatta da Diana possiamo studiare il manufatto anche senza averlo qua. Potremo ottenere il permesso per continuare lo scavo dal ministero, scavalcando la burocrazia dell’università”</p>
<p> Pierluigi stava gia osservando l’immagine</p>
<p>“Non l’avete pulita bene prima dello scatto”.</p>
<p> “Non credevo la sequestrassero. Scattavo foto solamente per documentare la scoperta” Rispose piccata Diana.</p>
<p>“Non intendevo criticare. Calmati, dicevo solo che è più complicato così” Diana finse di interessarsi a qualcosa d’altro per non rispondere. Rossa in volto, prese un taccuino e finse di scrivere qualcosa.</p>
<p>“Ecco questa che sembra una ragnatela, secondo me rappresenta una mappa. Qua, in questo punto, ecco vedete?&#8230;. Un fiume e un massiccio montuoso. Sembra la parte occidentale della Sardegna. Quella appena sopra l’iglesiente, ma non si vede bene, può essere ma non può essere.” </p>
<p>Pierluigi era assorto nell’esame di quella poteva essere una mappa o un’imperfezione della pietra. Decise, poi di passare alla traduzione dei caratteri incisi sulla tavoletta.</p>
<p>“Anche qua non è molto nitida”. Lanciò uno sguardo verso Diana aspettandosi un rimbrotto. “Comunque datemi un paio d’ore e cercherò di dare un senso a tutto questo.”</p>
<p>La sera passò con una lentezza esasperante. Tra un andirivieni dalla cucina al salotto di Paola. Caffè e the bancha scorrevano a fiumi. Meno male le discussioni graffianti tra Diana e Pierluigi furono poche e in sordina. Verso le undici di notte, finalmente Pierluigi sollevò la testa dalla fotografia e spiegò cosa aveva trovato. Tradotto parzialmente, ma qualcosa l’aveva concretizzata.</p>
<p>“Avevo ragione,, è una mappa e riporta al massiccio del Linas. Ma ha delle incongruenze, forse non è fedele a oggi, ma c’è qualcosa che non quadra. I caratteri cuneiformi citano una zona ai piedi del Linas, ricca di minerali e di acqua. Si legge che una famiglia reale è a capo di una società progredita. Poi questo: Dal mare, verso il mezzo dell&#8217;intera isola, c&#8217;era una pianura. La più bella e la più fertile di tutte le pianure, e rispetto al centro sorgeva una montagna non molto alta&#8230;..”.</p>
<p> “Infatti, sembra che ai piedi del presunto massiccio del Linas ci sia il mare, non la pianura del Campidano. Ma di che epoca stiamo parlando?&gt;&gt;</p>
<p>“Sei sicuro Pierluigi? Non è che hai fatto qualche piccolo errore?”</p>
<p>Intervenne Paola,</p>
<p>“No, no sicurissimo. Dice questo, e poi, guardate la mappa! Qua sotto c’è un’altra iscrizione. Guardate: “ la miniera è il mezzo per la luce divina”… E ancora: la luce splende riflessa attraverso l’oricalco del gigante mandato dagli dei”</p>
<p> “Cosa vorrebbe dire?” Chiese Diana.</p>
<p>“ah, questo non lo so!”</p>
<p> La consapevolezza del fallimento, come una doccia ghiacciata, investì i partecipanti allo studio. Pierluigi si sentiva parte della loro sconfitta e disse: “La mappa fa riferimento a una zona dei boschi di Villacidro.Dove c’erano le miniere d’estrazione di minerali dei nuragici. Andiamo a farci un weekend a Villacidro?”&#8230;&#8230; (Continua)</p></p>
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		<title>Suicidio a Villacidro (Lettera di una moglie)</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 15:35:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questo mese ricorre l’anniversario della morte di mio marito, sono tornata a Villacidro per ricordarlo e vivere con i suoi famigliari il ricordo. Non vivo più qua, sono andata via dopo la sua morte che mi ha lasciato vuota e inutile. Lo ricordo come un ragazzo, nonostante siano passati</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo mese ricorre l’anniversario della morte di mio marito, sono tornata a Villacidro per ricordarlo e vivere con i suoi famigliari il ricordo. Non vivo più qua, sono andata via dopo la sua morte che mi ha lasciato vuota e inutile. Lo ricordo come un ragazzo, nonostante siano passati più di vent’anni. Si è suicidato, cosa che a Villacidro capita spesso, lasciando me e i suoi figli attanagliati dall’angoscia, ma lui non poteva più vivere, era sommerso dalla depressione e non si lasciava aiutare. Sembrava che la sua voglia di vivere, quella che gli ho sempre conosciuto fosse andata via con l’ultima estate vissuta insieme al mare. Ritornati a casa dalle vacanze, ha cominciato a non essere più lui, dormiva sempre, non usciva più, non s’interessava più a nulla. Dopo molte consulenze mediche sempre con la stessa risposta e con gli stessi farmaci che regolarmente prendeva, e regolarmente non avevano efficacia, abbiamo cercato anche un medium, come ultima spiaggia, non reagiva più e non sapevamo più che pesci prendere. Lui collaborava ma non succedeva nulla, era stanco di vivere. La medium disse che un’energia malevola si era attaccata a lui e gli succhiava l’energia vitale, aveva detto di pregare molto, lo abbiamo fatto, ma lui una mattina di novembre ha deciso di farla finita prendendo una corda. Non sappiamo cosa induce le persone a non vivere, certe a autodistruggersi con droga o alcol ma ho un messaggio da darvi, pensate a chi vi vuol bene, potrete anche passare periodi d’inferno, ma poi passeranno. La morte non è una soluzione, è la fine. Pensate ai vostri figli, le vostre mogli o mariti, cui avete giurato amore e rispetto di fronte a Dio, pensate, non entrate in un limbo di non ritorno. Questi pensieri dati a voi, sono dedicati a mio marito, che ho amato e che amerò sempre. Lidia</p>
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		<title>Il respiro luminoso (La respirazione olotropica)</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 15:35:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>un viaggio negli stati alternativi di coscienza   Mi chiamo Momi Zanda, ho 47 anni e vivo a Cagliari. Alcuni anni fa, nella speranza di risolvere una serie di disagi che più o meno da sempre caratterizzavano la mia vita, e col desiderio di ampliare la conoscenza di me stesso,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #000000; font-family: 'Comic Sans MS'; font-size: 15px; text-align: justify;">un viaggio negli stati alternativi di coscienza</p>
<p style="color: #000000; font-family: 'Comic Sans MS'; font-size: 15px; text-align: justify;"> </p>
<p style="color: #000000; font-family: 'Comic Sans MS'; font-size: 15px; text-align: justify;">Mi chiamo Momi Zanda, ho 47 anni e vivo a Cagliari. Alcuni anni fa, nella speranza di risolvere una serie di disagi che più o meno da sempre caratterizzavano la mia vita, e col desiderio di ampliare la conoscenza di me stesso, decisi di intraprendere una psicoterapia basata sull’ipnosi regressiva. Il 17 settembre del 2001, proprio nei giorni in cui il mondo era scosso dall’attentato alle Twin Towers, arrivai a Roma per iniziare la mia esplorazione negli stati alternativi di coscienza con la mia prima seduta di ipnosi. Come prevedevo, mi scontrai subito con i miei blocchi e le mie resistenze. Il mio scetticismo e la mia razionalità o, detto in altro modo, la mia incapacità di fidarmi di qualcosa che non conoscevo, mi impedivano di entrare in quello stato di rilassamento e di apertura che favorisce la trance. Ero di fronte a un universo le cui coordinate mi erano sconosciute e di cui non capivo il linguaggio, e la mia necessità di mantenere sempre il “controllo” su me stesso e sulla realtà che mi circonda non consentiva che emergessero dal mio inconscio e dalla mia memoria quei contenuti che avrebbero potuto aiutarmi nel mio percorso di autoguarigione. Dopo la terza seduta la mia terapeuta espresse con molta efficacia in una semplice frase quello che da tempo ben sapevo di me stesso: «Lei si è costruito una corazza razionale talmente resistente che ci vorrebbe una carica di dinamite per farla saltare.» Mi suggerì di provare una tecnica di respirazione che secondo lei avrebbe potuto aiutarmi, e la mattina dopo mi ritrovai a casa di Elisabetta Corberi che, visto che mi fermavo a Roma solo per pochi giorni, si era resa disponibile ad accompagnarmi in una respirazione olotropica individuale, al di fuori dei suoi soliti seminari. Ero assolutamente impreparato. Avendo frainteso le parole della mia terapeuta, ero convinto che avrei semplicemente imparato una tecnica di respirazione che mi avrebbe aiutato a rilassarmi meglio e a rendere di conseguenza più efficace l’induzione ipnotica nelle sedute successive. Ascoltando le spiegazioni di Elisabetta compresi invece che mi apprestavo a compiere un vero e proprio “viaggio” nelle profondità di me stesso. Fui dunque preso alla sprovvista — per fortuna! — e questo impedì che le mie solite resistenze si attivassero. Quando la respirazione cominciò, senza pensare a nulla mi concentrai totalmente sullo sforzo di riuscire a seguire il ritmo respiratorio suggeritomi da Elisabetta ed entro pochi minuti quella respirazione apparentemente così innaturale iniziò a venirmi spontanea. Quasi subito cominciai ad avere delle allucinazioni assolutamente realistiche. Volti di vecchi indiani d’america dall’aria saggia e ieratica, e di sciamani africani col viso dipinto, comparvero davanti al mio schermo visivo come se li avessi avuti realmente di fronte a me. La loro apparizione improvvisa fu leggermente inquietante, ma i loro sguardi erano penetranti e benevoli. Pareva volessero dirmi qualcosa. Forse si erano presentati per invitarmi a non aver paura, a lasciarmi andare fiduciosamente a quel rito iniziatico. Ero pronto ad accettare il loro invito. Il viaggio era incominciato. Il respiro fluiva liberamente nel mio corpo, entrando dalle piante dei piedi nudi come un soffio rinfrescante e vivificante. Dai piedi scorreva fino alla testa, come una leggera scossa elettrica, sciogliendo al suo passaggio, con un po’ di difficoltà, i blocchi e le tensioni muscolari. Nonostante avessi gli occhi chiusi vedevo il mio corpo attraversato dal respiro che ben presto divenne un fascio ininterrotto di fibre luminose, verdi e gialle, che mi avvolgeva dinamicamente. Cominciai ad inarcare la schiena, il collo, la nuca, per facilitare lo scorrimento di quelle fibre luminose e lo scioglimento dei blocchi che sentivo in alcune parti del corpo. Elisabetta intervenne discretamente, aiutando quel processo con leggeri massaggi in alcuni punti delle spalle e della nuca. La percezione della mia fisicità era acutissima. Sentivo la musica pervadere il mio corpo e fondersi con esso. Pur restando sdraiato, presi a danzare al ritmo incalzante della musica, abbandonandomi completamente a quel ritmo. Io stesso ero la musica. Molto presto mi resi conto di essere una donna di colore, un’africana. Il mio corpo era diventato femminile, le mie movenze erano femminili. La parte cosciente del mio io, che osservava per tutto il tempo l’esperienza, pensò che si trattasse della memoria di una mia vita precedente, tanto era forte la mia identificazione con le sensazioni e le emozioni di quella donna, ma mi dissi anche che in quel momento non aveva la minima importanza razionalizzare, trovare una spiegazione oggettiva di quel che mi stava accadendo. Continuai a danzare con movimenti sempre più sensuali. Vedevo davanti a me bellissimi corpi nudi di uomini di colore che mi suscitavano un intenso desiderio sessuale, e cominciai a muovermi ritmicamente e sempre più velocemente lasciandomi trascinare in una sorta di danza erotica con uno di loro. Non riuscendo a reggere a lungo quel ritmo incalzante, rallentai la respirazione, e scivolai in uno stato di leggero torpore simile al dormiveglia. Nuovamente volti di vecchi saggi indiani o africani, e maschere tribali, comparirono davanti al mio sguardo. Poi davanti a me si spalancò uno spazio cosmico di una profondità inimmaginabile del quale mi sentivo parte integrante. Da lontananze abissali una figura mi si fece dinnanzi. Era il volto enigmatico di un giovane, o meglio un adolescente, con gli occhi scuri e penetranti, circondato da una luminescenza divina. Mi sorrise e mi guardò con dolcezza, permettendomi di specchiarmi nel suo sguardo. Non potei fare a meno di esultare nell’attimo stesso in cui lo riconobbi, esclamando dentro di me: «È il mio bambino interiore!». Gran parte della mia vita era stata tormentata dalla estenuante ricerca negli altri uomini (io sono gay) di quella che non era altro che una parte di me stesso. Ora capivo che quel bambino era dentro di me, lo avevo ritrovato, mi riconciliavo con lui attraverso quel sorriso e quello sguardo incantevoli coi quali mi si presentava di fronte. Finalmente non ero più costretto a cercare perennemente all’esterno qualcuno che potesse rispecchiare quella parte di me. I volti dei vecchi saggi mi avevano aiutato a ritrovarla nell’unico posto dove andava cercata: dentro me stesso, nel mio sé. Il vecchio saggio e l’eterno fanciullo si erano riconciliati in quella dimensione fuori del tempo e da allora avrebbero finalmente potuto convivere armonicamente senza costringermi a un’impossibile scelta tra l’uno o l’altro. Il volto numinoso scomparve lasciandomi una sensazione di pienezza e di soddisfazione, di unione mistica col tutto. Accelerai nuovamente il ritmo del respiro, consapevole che il mio viaggio era solo all’inizio. Mi ritrovai all’improvviso in un canale oscuro, che mi avvolgeva. Respiravo con difficoltà, mi sentivo soffocare, ero spinto in avanti ma il canale era troppo stretto e non riuscivo ad avanzare. All’improvviso compresi di essere nel canale del parto. Stavo per nascere. Iniziai a spingere con forza con la testa e con le reni per uscire. Non era certo una situazione piacevole ma non ero spaventato, né preoccupato. Sapevo solo che dovevo uscire di là prima possibile. Pensai che mia madre stava soffrendo e quindi dovevo fare in fretta. Spinsi sempre più forte. A quel punto Elisabetta mi posò delicatamente le mani sulla sommità della testa, tenendola ferma. Mi avrebbe poi spiegato che lo aveva fatto per evitare che mi facessi male schizzando in avanti, come spesso succede a chi sta rivivendo quella fase del parto nel momento in cui esce. Io invece interpretai il suo gesto come un invito a calmarmi, e quindi interruppi di colpo l’esperienza. Avevo il corpo indolenzito per lo sforzo fatto, e mi concessi alcuni minuti di riposo. L’osservatore cosciente ne approfittò per riprendere a rimuginare e a elucubrare. «Non ho avuto il coraggio di andare fino in fondo, non sono riuscito a nascere» si disse con la sua antica tendenza a vedere le cose in negativo e a svalutarsi. Ma subito un’altra voce dentro di me lo contraddisse con decisione: «Ma io sono già nato!» Immediatamente il buio che mi aveva circondato nel canale del parto divenne luminoso. Ero un bambino appena nato. Sentivo le mani e i piedi piccolissimi, come quelli di un neonato. E di un neonato erano anche le smorfie che istintivamente presi a fare con la bocca. «Sono appena nato! È una cosa bellissima!» pensai. Era una sensazione fantastica. Cominciai a tastare il mio corpo con le mani, percependone anche fisicamente la piccolezza. Avevo una voglia enorme di esplorare la vita. Davanti a me vidi distintamente una porta bianca, di un bianco avorio. La porta si spalancò quasi immediatamente su un paesaggio di campagna di fine estate, dove predominavano il giallo e l’oro. Poi mi proiettai a velocità vertiginosa, come un uccello in picchiata, verso montagne boscose e altri idilliaci paesaggi naturali ricchi di acqua e di verde. «Dunque è questa la vita!» pensai. «È davvero meravigliosa.» Provavo una gioia immensa, raramente sperimentata in altre occasioni. La vita mi apparteneva, e io ero dentro la vita. Non c’era nessun problema. Non c’era spazio per ansie e tensioni. Mi sentivo totalmente libero e felice. Anche quando la montagna boscosa che vedevo davanti a me prese fuoco e una lingua di altissime fiamme la attraversò rapidissimamente dal basso verso l’alto, non persi minimamente la mia estatica serenità. Pensai subito alla metafora buddista che paragona la terra a una casa in fiamme, perché così la vedono i comuni mortali, mentre in realtà è la terra del Budda, eternamente tranquilla e indistruttibile. Sapevo che la montagna non stava davvero bruciando e che quelle fiamme non potevano farmi del male perché erano solo le fiamme dell’illusione, immateriali e irreali. Questo pensiero non fece che aumentare la mia gioia. Percepivo l’energia universale che mi circondava. Con le palme delle mani aperte riuscivo a catturarla, e a inviarla come fasci luminosi concentrati sulle persone amate a cui mi veniva da pensare. Mi sentivo unito al tutto, capivo che la mia vita era molto più vasta e più profonda, più ricca e più misteriosa di quanto riuscissi a percepire nella mia quotidianità, e desideravo che chiunque potesse avere quella stessa comprensione e sperimentare quella gioia incondizionata che stavo sperimentando io. Contemporaneamente, ero pienamente consapevole dei limiti del mio ego e del difficile cammino che avrei dovuto fare per riuscire a superarli definitivamente e a stabilizzare nella mia vita quel senso di unione cosmica e quella gioia che in quella condizione alterata di coscienza mi era così facile provare. Sentivo comunque una gratitudine incontenibile per quella vita universale che mi aveva permesso di nascere e che ora mi aveva concesso quella rara e inaspettata esperienza della totalità del mio essere. Uscendo da quella sorta di nirvana, ripresi il contatto con il mio corpo. Fisicamente mi sentivo benissimo, rilassato e insieme pieno di energia. Erano passate due ore e mezzo dall’inizio della respirazione, ma soggettivamente mi erano sembrate meno della metà. Elisabetta mi chiese se volevo continuare o se pensavo di avere già concluso il mio viaggio. Una parte di me pensava di non avere esplorato fino in fondo alcuni dei temi che erano emersi nel corso della respirazione, ma il viaggio era stato indubitabilmente intenso e curativo, un’esperienza di presa di coscienza e di rinascita psichica al di là di quanto avrei mai potuto aspettarmi. Perciò decisi di non strafare. Riaprii gli occhi, mi sedetti prendendomi alcuni minuti per tornare pienamente alla normale realtà e comunicai a Elisabetta che bastava così, che il viaggio per quella volta era finito. Questo è stato l’inizio. Dopo quella prima respirazione ho continuato la mia esplorazione utilizzando sinergicamente la respirazione olotropica e l’ipnosi (oltre che la meditazione buddista che pratico da oltre vent’anni, basata sulla recitazione di un mantra, Nam myoho renge kyo). Come tutte le imprese “importanti”, il mio viaggio negli stati alternativi di coscienza non sempre è stato facile. Ho dovuto scontrarmi con le mie resistenze più profonde, con i blocchi apparentemente inamovibili radicati nella mia personalità, con lo scetticismo, con la paura di “vedere” me stesso per quel che realmente sono. Gradualmente sono riuscito a crearmi una mia mappa personale, ovviamente imperfetta e imprecisa e sicuramente tuttora provvisoria, che però mi ha consentito di proseguire la navigazione. E una scoperta sicuramente fondamentale è stata rendermi conto che gli stati alternativi di coscienza non sono nulla di “anormale” o di fuori dall’ordinario. Sono semplicemente degli stati “naturali” ai quali normalmente non siamo abituati, che non conosciamo e nei quali dobbiamo solo imparare a muoverci per poterli utilizzare nel modo migliore arricchendo così la qualità della nostra vita. Grazie a questa comprensione, dopo un anno dall’inizio del mio percorso le mie esperienze si sono approfondite e ampliate. Ho iniziato a ricordare e a rivivere quelle che sembravano essere delle vite precedenti: un frate medievale, una sacerdotessa egizia, uno sciamano africano, uno schiavo dell’antica Roma, un giovane ebreo berlinese internato nel lager di Dachau, e molte altre. L’ipnosi mi aiutava a esplorare i dettagli e i sentimenti di queste molteplici identità da cui io sono formato, mentre la respirazione olotropica mi permetteva di trascendere la mia finitezza di individuo e di percepire e comunicare con una vita più grande, un mio sé più profondo che di tanto in tanto arrivava a coincidere con il sé universale. Oggi mi rendo conto di avere fatto degli enormi passi avanti nel mio processo di individuazione, nella realizzazione di me stesso e delle mie potenzialità. Avendo sciolto parecchi dei nodi che mi imprigionavano, ho molta più energia a disposizione per affrontare la mia vita quotidiana e portare avanti i miei progetti, ho un approccio con gli altri e con l’ambiente molto più rilassato e fruttuoso, e la qualità della mia vita è migliorata in maniera avvertibile anche dagli altri. Il mio viaggio, ovviamente, continua: ho iniziato a frequentare una scuola di ipnosi di Torino, col desiderio di potere a mia volta accompagnare altre persone nei loro viaggi, pensando che probabilmente non è importante la destinazione, la meta che ognuno si sceglie, ma che per noi esseri umani “il viaggio è la meta”.</p>
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		<title>Gonnosfanadiga. L’ultimo libro di Luca Fadda: Bentesoi, un romanzo a tinte noir</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 15:34:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>QUARTA DI COPERTINAL’amore è una finestra che si spalanca sulla vita, portando una ventata d’aria fresca.Ma quando la tempesta si scatenerà e verrà il momento di richiudere le imposte, lo si farà tentennando nella speranza che si plachi, fino a che non sarà troppo tardi. Le conseguenze di quel gesto</p>
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<p>QUARTA DI COPERTINA<br />L’amore è una finestra che si spalanca sulla vita, portando una ventata d’aria fresca.<br />Ma quando la tempesta si scatenerà e verrà il momento di richiudere le imposte, lo si farà tentennando nella speranza che si plachi, fino a che non sarà troppo tardi. Le conseguenze di quel gesto intempestivo saranno danni irreparabili.<br />Del persistente mutamento di questo sentimento si percepisce in maniera nitida solo la fase terminale, il suo divenire qualcosa che, a quel punto, non ha più niente in comune con la pulsione originaria, se non il medesimo oggetto, ora obiettivo di un’immorale ossessione. Una diversa ragione di vita, figlia della follia e della solitudine interiore, che non distingue più la realtà del mondo da quella raccontata nelle parole di un intimo diario. Pagine che inesorabili riportano la genesi di quel cancro che consuma l’anima, istigando a cercare la pace in un pindarico ritorno alle origini che non sarà mai indolore.<br />Per nessuno.<br />Sergio Crobu</p>
<p>BIOGRAFIA<br />Luca Fadda è nato nel 1974 a La Maddalena, vive a Gonnosfanadiga con moglie e figlio. Oltre a Bentesoi, ha pubblicato per Edizioni Nulla Die, nel mese di aprile 2012, la raccolta di racconti La prigione delle paure.</p>
<p>SINOSSI<br />“Amare, come il sentimento all’infinito, come il sapore delle parole dell’addio”. Così inizia il diario di Sergio Crobu, che in poche parole riassume la sua storia personale in tutti i suoi risvolti e gli sbalzi d’umore. Ci accompagna, come anche lo scirocco (vento del rimorso), per tutto il viaggio in questa complessa storia, che comincia con un’immagine emblematica: un corpo giace sul vialetto d’ingresso di una villetta a Frutti d’Oro, i poliziotti, il colpevole (Angelo) e i principali attori della storia sono già tutti sulla scena del delitto. Sembra un caso già risolto, in realtà è tutto ancora da scoprire, a partire dai fatti che hanno portato Angelo in quella villetta.<br />Si torna quindi indietro, alla genesi dell’amicizia tra Angelo, Sergio e Marina, cresciuti assieme in una Cagliari che resta sullo sfondo per riapparire in timidi sprazzi. I due ragazzi sono commercialisti e lavorano nello studio del padre di Sergio, Marina è ancora disoccupata ma gioca a pallavolo in una squadra locale, nelle serie minori. Arriva una proposta di lavoro che porta i due ragazzi a un bivio e allo stesso tempo Marina ha l’occasione per cambiare la sua vita e giocare in una squadra di pallavolo di primaria importanza. Le scelte li dividono: Angelo e Marina partono, Sergio resta solo in Sardegna e si abbandona alla malinconia sempre più cupa nel ricordo del sogno d’amore con Marina, ormai definitivamente infranto.<br />Passano gli anni, dieci per la precisione. Angelo è un manager affermato ma sempre in corsa per una nuova crescita professionale. Sergio ha percorso un’altra strada abbandonando lo studio del padre e dedicandosi, senza successo, al mondo dello spettacolo. Uno strano scherzo del destino li mette uno di fronte all’altro e i due provano a riallacciare i rapporti. Questo tentativo rianima un vespaio di sensi di colpa e rancori reciproci, legati in gran parte ai sogni di Sergio nei confronti di Marina, che però è diventata la moglie di Angelo.<br />Per saldare i debiti che sentono di avere uno nei confronti dell’altro Sergio propone un piano criminale ad Angelo che ne accetta ogni aspetto: uno scambio di favori che ha come obiettivo due omicidi perfetti, con un alibi e senza alcun movente. Si ritorna allora alla scena del crimine, che ha fatto da prologo alla vicenda. Si sviluppa a questo punto la crime-fiction vera e propria: intensa, strutturata e complicata come in un romanzo di Cornell Woolrich. Le indagini dell’ispettore Corda, i dubbi nella ricerca di un movente, i retroscena voluti e quelli inaspettati. In tutto questo si inserisce con prepotenza anche una nuova e fresca storia d’amore tra Sergio e Nadia, la segretaria del suo agente, destinata a segnare ancora la vita dei protagonisti. Un avvicendarsi di colpi di scena nel finale sincopato trova la pace nell’epilogo che prima riserva un’ultima sorpresa, quindi chiude con una boccata d’aria fresca che allevia solo momentaneamente i pesi sulla coscienza.<br />Un romanzo che segue le tracce dell’idea di Patricia Highsmith Sconosciuti in treno, soggetto originale del film di Hitchcock Delitto per Delitto, peraltro più volte citata proprio nella sua rappresentazione cinematografica.<br />&#8212;&#8212;&#8212;-<br />Bentesoi, di Luca Fadda, Edizioni Nulla Die, Isbn 978-88-97364-64-1<br />Uscita: marzo 2013, brossura, pagine 268, prezzo € 20,00.<br />Disponibile in tutti gli store on line, su ordinazione in tutte le librerie.<br /><a href="http://lfk.altervista.org/">Blog dell’autore lfk</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://ritapinna.it/2025/08/14/gonnosfanadiga-lultimo-libro-di-luca-fadda-bentesoi-un-romanzo-a-tinte-noir/">Gonnosfanadiga. L’ultimo libro di Luca Fadda: Bentesoi, un romanzo a tinte noir</a> proviene da <a href="https://ritapinna.it">Rita Pinna</a>.</p>
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