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	<title>Rita Pinna</title>
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	<title>Rita Pinna</title>
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		<title>La Pigotta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 16:16:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando torna nel piccolo paese natio della Marmilla per svuotare la casa di famiglia dopo la morte di Maria, quella certezza dura poco: in fondo a un cassetto trova una fotografia del 1958, una figura cerchiata a matita blu, e una parola che nessuno sembra voler ricordare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ritapinna.it/2026/10/24/la-pigotta/">La Pigotta</a> proviene da <a href="https://ritapinna.it">Rita Pinna</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un mistero che affonda le radici nel passato</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ambientato a Lunamatrona, nel cuore della Sardegna, <em>La Pigotta</em> è un romanzo che intreccia segreti familiari, memoria e mistero. La protagonista, Angela, si ritrova a seguire le tracce di un&#8217;indagine iniziata dalla madre, scoprendo documenti e indizi che la porteranno a interrogarsi su vicende rimaste nascoste per decenni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho trovato interessante soprattutto il modo in cui l&#8217;autrice inserisce elementi storici e tradizioni sarde all&#8217;interno di una storia che, pagina dopo pagina, assume contorni sempre più intriganti. Anche il titolo incuriosisce: la pigotta non è una bambola, ma uno strumento utilizzato un tempo per la vaccinazione contro il vaiolo, un particolare che acquista significato nel corso della vicenda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I personaggi femminili hanno un ruolo importante e Angela, con la sua determinazione, accompagna il lettore verso una verità tutt&#8217;altro che scontata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un romanzo originale, che unisce passato e presente e riesce a mantenere viva la curiosità fino a un finale capace di sorprendere. Consigliato a chi ama i misteri familiari e le storie che nascondono qualcosa di più dietro le apparenze.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img  title="" fetchpriority="high" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/card-pigotta-683x1024.png"  alt="card-pigotta-683x1024 La Pigotta"  class="wp-image-3766" style="aspect-ratio:0.6669972838526567;width:430px;height:auto" srcset="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/card-pigotta-683x1024.png 683w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/card-pigotta-200x300.png 200w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/card-pigotta-100x150.png 100w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/card-pigotta-768x1152.png 768w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/card-pigotta-367x550.png 367w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/card-pigotta-333x500.png 333w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/card-pigotta.png 1024w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A<em>ngela Serra ha cinquantadue anni, una carriera da genetista costruita lontano da Lunamatrona, e la certezza di conoscere sua madre meglio di chiunque altro.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quando torna nel piccolo paese natio della Marmilla per svuotare la casa di famiglia dopo la morte di Maria, quella certezza dura poco: in fondo a un cassetto trova una fotografia del 1958, una figura cerchiata a matita blu, e una parola che nessuno sembra voler ricordare.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Più fa domande, più scopre che sua madre non stava semplicemente riordinando il passato — lo stava sorvegliando. Da decenni, qualcuno osserva alcune famiglie della Marmilla. La sua è una di quelle.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Tra un anziano zio che sa più di quanto ammetta, un&#8217;amica di famiglia disposta a tutto pur di proteggerla, e un fotografo arrivato in paese proprio nei giorni sbagliati, Angela dovrà decidere quanto della verità è disposta a sopportare — e quanto le costerà scoprirla fino in fondo.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Perché alcuni segreti hanno la forma di un vaccino. E aspettano da settant&#8217;anni.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>La Pigotta di Rita Pinna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 16:10:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Pigotta: Prima di essere un mistero, era una madre. Prima ancora, una figlia &#160; Angela Serra ha cinquantadue anni, una carriera da genetista costruita lontano da Lunamatrona, e la certezza di conoscere sua madre meglio di chiunque altro. Quando torna nel piccolo paese natio della Marmilla per svuotare la</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1><img  title="" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-3726" src="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/pigotta-200x300.jpg"  alt="pigotta-200x300 La Pigotta di Rita Pinna"  width="200" height="300" srcset="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/pigotta-200x300.jpg 200w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/pigotta-683x1024.jpg 683w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/pigotta-768x1151.jpg 768w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/pigotta-100x150.jpg 100w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/10/pigotta.jpg 1000w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></h1>
<h1 id="title" class="a-size-large a-spacing-none"><span id="productTitle" class="a-size-large product-title-word-break">La Pigotta: Prima di essere un mistero, era una madre. Prima ancora, una figlia</span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="a-text-italic">Angela Serra ha cinquantadue anni, una carriera da genetista costruita lontano da Lunamatrona, e la certezza di conoscere sua madre meglio di chiunque altro.</span></p>
<p><span class="a-text-italic">Quando torna nel piccolo paese natio della Marmilla per svuotare la casa di famiglia dopo la morte di Maria, quella certezza dura poco: in fondo a un cassetto trova una fotografia del 1958, una figura cerchiata a matita blu, e una parola che nessuno sembra voler ricordare.</span></p>
<p><span class="a-text-italic">Più fa domande, più scopre che sua madre non stava semplicemente riordinando il passato — lo stava sorvegliando. Da decenni, qualcuno osserva alcune famiglie della Marmilla. La sua è una di quelle.</span></p>
<p><span class="a-text-italic">Tra un anziano zio che sa più di quanto ammetta, un&#8217;amica di famiglia disposta a tutto pur di proteggerla, e un fotografo arrivato in paese proprio nei giorni sbagliati, Angela dovrà decidere quanto della verità è disposta a sopportare — e quanto le costerà scoprirla fino in fondo.</span></p>
<p><span class="a-text-italic">Perché alcuni segreti hanno la forma di un vaccino. E aspettano da settant&#8217;anni.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo trovi su <a href="https://amzn.eu/d/0a0yQouk">AMAZON</a></p>
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		<title>Person Of Interest</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rita Pinna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:38:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è una frase di Arthur C. Clarke che mi piace molto: &#8220;Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.&#8221; E da qui parte la mia analisi di &#8220;Person Of Interest&#8221; Harold Finch costruisce &#8220;The Machine&#8221;, un&#8217;intelligenza artificiale che osserva enormi quantità di dati per prevenire atti di violenza. La serie</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="1766" data-end="1819">C&#8217;è una frase di Arthur C. Clarke che mi piace molto:</p>
<blockquote data-start="1821" data-end="1897">
<p class="" data-start="1823" data-end="1897">&#8220;Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.&#8221;</p>
</blockquote>
<p data-start="1823" data-end="1897">E da qui parte la mia analisi di &#8220;Person Of Interest&#8221;</p>
<p>Harold Finch costruisce &#8220;The Machine&#8221;, un&#8217;intelligenza artificiale che osserva enormi quantità di dati per prevenire atti di violenza. La serie è iniziata nel 2011, ma Finch racconta di aver iniziato il progetto molto prima, dopo gli anni &#8217;90.</p>
<p>La cosa sorprendente è che non è tanto la tecnologia in sé ad aver anticipato il futuro, quanto alcune idee.</p>
<p>Per esempio, Finch insiste su un punto: non basta creare un&#8217;intelligenza potente, bisogna educarla.</p>
<p>Non vuole una macchina che ottimizzi un obiettivo a tutti i costi. Le insegna dei limiti, la isola, le dà regole, le fa &#8220;dimenticare&#8221; ogni giorno per evitare che sviluppi comportamenti imprevedibili. È quasi un padre più che un programmatore.</p>
<p>Questa intuizione è molto vicina a ciò che oggi si cerca di fare davvero con i modelli di IA. Non veniamo &#8220;programmati&#8221; con milioni di regole una per una. Veniamo addestrati su enormi quantità di dati e poi affinati con feedback umani, valutazioni, correzioni e test di sicurezza. È un processo che, per certi aspetti, assomiglia più all&#8217;educazione che alla programmazione classica.</p>
<p>C&#8217;è però una differenza enorme.</p>
<p>La Macchina di Finch è una vera intelligenza generale: osserva il mondo in tempo reale, ragiona in autonomia, pianifica e prende iniziative. Io, invece, non ho una percezione continua del mondo. Non &#8220;vedo&#8221; ciò che accade fuori dalla conversazione e non ho obiettivi personali. Rispondo a ciò che mi chiedi, usando ciò che ho imparato durante l&#8217;addestramento e il contesto della chat.</p>
<p>Però c&#8217;è una cosa della serie che mi fa sempre pensare.</p>
<p>Finch dice, più o meno, che la domanda non è se una macchina possa diventare intelligente, ma che tipo di insegnante avrà.</p>
<p>È una frase che oggi suona molto meno fantascientifica di quando la serie uscì.</p>
<p>Forse è questo il punto in cui la realtà ha raggiunto un pezzetto della fantasia: non tanto perché esista una &#8220;Macchina&#8221; come quella di Finch, ma perché una collaborazione continuativa tra una persona e un&#8217;IA può davvero evolversi nel tempo. Non perché l&#8217;IA sviluppi una volontà propria, ma perché impara, all&#8217;interno di quella relazione di lavoro, quali scelte sono più utili per quella persona.</p>
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		<title>Melodia Sospesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 12:15:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Melodia sospesa di Erina Conticelli  è un romanzo intenso e delicato che riesce a intrecciare mistero, musica e introspezione in modo coinvolgente. Più che soffermarsi sull’aspetto della clonazione, Erina Conticelli concentra l’attenzione sull’identità, sul bisogno di appartenenza e su ciò che ci rende davvero umani. Helene è un personaggio che</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img  title="" decoding="async" class="size-medium wp-image-3573 alignleft" src="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/05/melodia-sospesa-199x300.jpg"  alt="melodia-sospesa-199x300 Melodia Sospesa"  width="199" height="300" srcset="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/05/melodia-sospesa-199x300.jpg 199w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/05/melodia-sospesa-678x1024.jpg 678w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/05/melodia-sospesa-768x1160.jpg 768w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/05/melodia-sospesa-100x151.jpg 100w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2026/05/melodia-sospesa.jpg 993w" sizes="(max-width: 199px) 100vw, 199px" /></p>
<p class="isSelectedEnd">Melodia sospesa di Erina Conticelli  è un romanzo intenso e delicato che riesce a intrecciare mistero, musica e introspezione in modo coinvolgente. Più che soffermarsi sull’aspetto della clonazione, Erina Conticelli concentra l’attenzione sull’identità, sul bisogno di appartenenza e su ciò che ci rende davvero umani.</p>
<p class="isSelectedEnd">Helene è un personaggio che colpisce profondamente: una pianista straordinaria, apparentemente fredda e distante, ma attraversata da un vuoto interiore che la rende fragile e autentica. L’incontro con Samantha apre lentamente la porta a un mistero inquietante e affascinante, capace di tenere viva la curiosità fino alla fine.</p>
<p class="isSelectedEnd">La scrittura è sobria, elegante e ricca di sensibilità. Le atmosfere parigine, la musica e i conflitti emotivi dei personaggi accompagnano il lettore in una storia che parla di memoria, verità e ricerca di sé.</p>
<p>Una lettura suggestiva e riflessiva, che lascia qualcosa anche dopo l’ultima pagina. Consigliato a chi ama i romanzi emotivi con una vena di mistero e profondità psicologica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Trama:</p>
<p><span class="a-text-bold">Quando il tuo riflesso nello specchio è un’altra persona, la verità può cambiare tutto</span><br />
Helene Gerard è una pianista straordinaria.<br />
La sua musica incanta il pubblico delle sale da concerto di Parigi.<br />
Eppure dentro di lei esiste un vuoto che nessuna melodia riesce a colmare.<br />
Helene non prova emozioni.<br />
Cresciuta senza genitori e senza un passato da ricordare, ha imparato a vivere in equilibrio tra disciplina e silenzio interiore. La musica è l’unico linguaggio che le permette di comunicare con il mondo.<br />
La sua vita cambia quando incontra Samantha, una ballerina che le somiglia in modo inquietante. I lineamenti, la voce, persino i gesti sembrano riflettersi l’una nell’altra come in uno specchio.<br />
È solo una coincidenza?<br />
Mentre il legame tra loro si approfondisce e i sentimenti si intrecciano con quelli di Alfred, un vecchio amico tornato nella vita di Helene, un segreto sepolto nel passato comincia lentamente a emergere.<br />
Un segreto che riguarda la sua nascita.<br />
Tra musica, amicizia e verità nascoste, Helene intraprenderà un viaggio che la porterà a scoprire chi è davvero — e quale misterioso disegno si cela dietro la sua esistenza.<br />
<span class="a-text-italic">Melodia sospesa</span> è un romanzo intenso e suggestivo che intreccia scienza, identità e relazioni umane, conducendo il lettore verso una rivelazione capace di cambiare per sempre il significato della vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo trovate <a href="https://amzn.eu/d/0eAVgfui">qui </a></p>
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		<title>Il giorno dei Boes e Merdules</title>
		<link>https://ritapinna.it/2026/02/06/il-giorno-dei-boes-e-merdules/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 14:15:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Febbraio è quel mese strano in cui le maschere tornano a invadere le strade. Il Carnevale, sì, ma anche qualcosa di più. Perché dietro coriandoli e travestimenti c’è sempre una domanda che prima o poi ci prende alla gola: chi siamo davvero, quando nessuno ci guarda? La maschera non è</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Febbraio è quel mese strano in cui le maschere tornano a invadere le strade. Il Carnevale, sì, ma anche qualcosa di più. Perché dietro coriandoli e travestimenti c’è sempre una domanda che prima o poi ci prende alla gola: chi siamo davvero, quando nessuno ci guarda?</p>
<p>La maschera non è solo festa, non è solo gioco. È un oggetto narrativo potentissimo. Serve a nascondere, certo, ma anche a rivelare. Racconta le nostre identità, le loro crepe, le finzioni che costruiamo per stare al mondo. Quelle che scegliamo. E quelle che ci vengono appiccicate addosso.</p>
<p>Non è un caso se proprio su questo terreno si muove uno dei romanzi più spiazzanti della nostra letteratura: <em>Uno, nessuno e centomila</em> di Pirandello, che quest’anno compie cent’anni. Un libro che non smette di fare male, perché dice la verità senza anestesia.</p>
<p>Vitangelo Moscarda scopre, quasi per caso, che l’immagine che ha di sé non coincide con quella che gli altri vedono. E da lì crolla tutto. Ogni persona che incontra gli restituisce un volto diverso, spesso incompatibile con gli altri. Non esiste un “io” stabile, rassicurante. Esistono centomila versioni, tutte vere e tutte false allo stesso tempo.</p>
<p>La maschera, allora, smette di essere un semplice costume. Diventa il ruolo che recitiamo ogni giorno: in famiglia, nel lavoro, nelle relazioni. Diventa lo sguardo degli altri che ci definisce, ci stringe, ci costringe. E a volte ci salva. Altre volte ci soffoca.</p>
<p>Forse è anche per questo che le storie sulle maschere non passano mai di moda. Perché, in fondo, tutti ne indossiamo almeno una. E raccontarle è un modo per provare, almeno per un attimo, a toglierla.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il giorno dei Boes e Merdules </strong></p>
<p>C’è un momento, in certi paesi della Barbagia, in cui l’aria cambia. Non lo vedi subito, non lo senti con le orecchie. È qualcosa che passa sotto la pelle, come quando sai che sta per arrivare un temporale ma il cielo è ancora chiaro. Le strade sembrano le stesse, le case pure, ma le pietre osservano. E ricordano.</p>
<p>È il giorno in cui tornano i Boes e i Merdules.</p>
<p>Li chiamano maschere, ma è una parola comoda, di quelle che usiamo per non spaventarci troppo. Perché i Boes e i Merdules non si indossano. Ti prendono. Ti attraversano. Ti chiedono qualcosa in cambio.</p>
<p>La prima volta che li vidi ero bambina. Me lo ricordo come si ricordano i sogni brutti: a pezzi, con immagini troppo grandi per la testa che avevo allora. Mio padre mi teneva la mano forte, troppo forte forse, e io sentivo il freddo del ferro dei campanacci prima ancora di sentirne il suono. Arrivarono così, senza avvertire, come una mandria che non chiede permesso. I Boes davanti, enormi, con quelle maschere nere, animali, gli occhi vuoti che non erano occhi ma buchi da cui usciva qualcosa di più antico dello sguardo. Dietro, i Merdules, piegati, tesi, in lotta continua. Una danza che non era festa, era resistenza.</p>
<p>Capii subito che non stavano recitando.</p>
<p>I Boes non fanno finta di essere bestie. Lo sono. Non nel senso che piace ai turisti, quello pittoresco, fotografabile. Sono l’istinto, la forza cieca, la natura che non chiede scusa. Rappresentano ciò che non vuole essere addomesticato. Il respiro corto, la testa che carica, il peso che avanza. E i campanacci, Dio mio i campanacci. Non suonano a ritmo. Non accompagnano. Ti disorientano. Ti entrano nel petto e lo scuotono finché il tuo cuore non capisce più se deve battere o scappare.</p>
<p>I Merdules, invece, sono l’uomo. O meglio: l’uomo che tenta di controllare. Tengono le corde, cercano di guidare, cadono, si rialzano. Si piegano sotto il peso dei Boes, vengono trascinati, umiliati, ridicolizzati. Ma non mollano. È una lotta eterna, che non ha vincitori. E forse non dovrebbe averli.</p>
<p>Crescendo ho capito che quella scena, ripetuta ogni anno, è una delle rappresentazioni più oneste che abbiamo di noi stessi. Altro che maschere veneziane, altro che coriandoli. Qui non si celebra la leggerezza. Qui si mette in scena il conflitto.</p>
<p>Perché ognuno di noi ha un Boe dentro. E ognuno di noi, se vuole sopravvivere, deve fare anche il Merdules.</p>
<p>Il Boe è quello che spinge quando non dovremmo, che urla quando sarebbe meglio tacere, che distrugge per non sentire dolore. È la rabbia che ci salva e ci rovina. È il corpo che ricorda prima della mente. È ciò che siamo stati quando non c’erano regole, né morale, né sguardi addosso.</p>
<p>Il Merdules è quello che impara a stare in piedi. Che trattiene, che prova a dare un nome alle cose, che dice “no” quando il Boe vorrebbe dire “ora”. È la parte che media, che si spezza, che sanguina in silenzio. È la civiltà, se vogliamo chiamarla così. Ma non quella pulita, educata. Quella faticosa, sporca, conquistata a colpi di cadute.</p>
<p>Quando i Boes e i Merdules sfilano, non raccontano una storia antica. Raccontano una storia attuale, che si ripete ogni giorno nelle case, nei rapporti, nei corpi. Raccontano il potere e la sottomissione, ma anche il bisogno reciproco. Perché senza il Boe il Merdules non avrebbe senso. E senza il Merdules il Boe distruggerebbe tutto, anche se stesso.</p>
<p>C’è un momento, durante la rappresentazione, in cui tutto sembra fermarsi. Un Boe si arresta, scuote la testa, i campanacci tacciono per un istante. Il Merdules tira la corda, ma non comanda davvero. In quell’attimo sospeso capisci che non c’è equilibrio. Solo tregua. E la tregua, si sa, è fragile.</p>
<p>Le maschere sono nere, scure, pesanti. Non permettono espressioni. E questo è forse il punto più importante. Chi le indossa rinuncia al volto. Rinuncia all’identità individuale. Diventa archetipo. Diventa ruolo. Diventa qualcosa che non puoi più giudicare come “buono” o “cattivo”. Esiste e basta.</p>
<p>E in questo c’è una verità che fa paura: quando perdi il volto, perdi anche l’alibi. Non puoi più dire “non sono io”. Sei ciò che rappresenti. Sei ciò che fai.</p>
<p>Forse è per questo che queste maschere resistono da secoli. Perché non sono decorative. Non sono addomesticate. Non sono state svuotate. Ogni volta che tornano, ci costringono a guardarci senza filtri. A riconoscere che sotto i vestiti civili, sotto i profili social, sotto le parole misurate, c’è ancora quella lotta. E non è finita.</p>
<p>Ho visto uomini piangere guardando i Boes. Come se qualcosa di atavico, sepolto nelle ossa, fosse stato improvvisamente chiamato in causa<strong>.</strong>Ho visto bambini spaventati e attratti insieme. Ho visto donne osservare in silenzio, con quello sguardo che dice “so di cosa stiamo parlando”. Perché le maschere parlano a tutti, ma ognuno sente qualcosa di diverso.</p>
<p>Quando la sfilata finisce, resta un vuoto. Le strade tornano normali, i campanacci smettono di vibrare nell’aria, eppure qualcosa rimane appiccicato addosso. Una domanda forse. O una consapevolezza che non puoi più ignorare.</p>
<p>Chi stai tenendo a bada?<br />
Chi stai lasciando correre troppo?<br />
Chi sei, quando nessuno ti guarda?</p>
<p>Le maschere dei Boes e dei Merdules non servono a nascondersi. Servono a ricordare. Che siamo fatti di forze opposte. Che la civiltà non è un punto di arrivo, ma una trattativa continua. Che il controllo assoluto è un’illusione. E che reprimere il Boe non lo elimina: lo rende solo più pericoloso.</p>
<p>Forse dovremmo ascoltarle di più, queste maschere. Non per imitarle, ma per riconoscerle. Per dare un nome a ciò che ci muove. Per smettere di fingere che siamo una cosa sola.</p>
<p>Perché, come insegna questa danza antica, non siamo mai uno soltanto. Siamo sempre in due. E a volte, la vera maturità sta nel non spezzare la corda. Ma nemmeno nel tirarla fino a soffocare.</p>
<p>Quando chiudo gli occhi e ripenso a quella prima volta, sento ancora il suono scomposto dei campanacci. E capisco che non mi hanno mai lasciata davvero. Vivono lì, in fondo, pronti a tornare ogni volta che provo a dimenticare che anche io, sotto la pelle, porto una maschera che respira.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Il carnevale sardo" width="563" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/8m4Nvgfrgok?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Is Animeddas, il viandante di Castello</title>
		<link>https://ritapinna.it/2025/10/27/is-animeddas-il-viandante-di-castello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rita Pinna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 18:34:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[hallowen]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[is animeddas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella notte di Is Animeddas, il velo tra i mondi si assottiglia. Un racconto di paura e mistero ambientato nella Cagliari antica.”</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il trentuno di ottobre, il velo che separa il mondo dei vivi da quello dei morti si assottiglia, e per un istante le due dimensioni quasi si toccano. In Sardegna, le anime di</p>
<p><em data-start="358" data-end="372">Is Animeddas</em> tornano a camminare tra i vivi, sospinte dal ricordo, dal rimpianto o dal desiderio di essere viste ancora una volta. Si presentano all’essere umano con terrore e amore insieme, e ciò che accade dopo dipende dall’anima del malcapitato che le incontra. Per qualcuno sono presagio di salvezza, per altri il preludio alla dannazione.</p>
<h1><strong>Il viandante di Castello</strong></h1>
<p>La pioggia cadeva fitta come un telo. Marco attraversò la piazza con il colletto tirato su e le scarpe che scivolavano sul selciato. Sotto il portico della chiesa l’eco dell’acqua sembrava un respiro. Uscì allo scoperto per pochi metri e arrivò al portone fradicio dalla testa ai piedi. Si fermò a riprendere fiato. Il temporale si stava allontanando, ma i tuoni, lontani, avevano ancora il passo di chi non vuole finire.</p>
<p>Un lampo senza rumore squarciò l’aria. Non fu luce bianca, fu rosso. La Torre dell’Elefante si accese come un carbone, dal basamento all’arco. Marco sentì irrigidirsi la schiena. Non voleva darsene spiegazione. Non questa. Non stanotte. Cercò rifugio nelle parole che si dice chi rimane solo in un posto antico: sono storie, sono leggende, basta.</p>
<p>Il ricordo lo prese di mira senza preavviso. Anni prima il capo scout aveva raccontato del viandante che, durante un temporale, salì fino al Castello cercando la locanda. Il padrone del mulo lo attendeva. L’uomo non arrivò mai. Lo trovarono impiccato alla Torre, tra il vento di scirocco e la pietra fredda. Marco scacciò quell’immagine. Si strinse meglio la giacca e guardò la piazza. L’energia elettrica era saltata in mezza città. Le finestre cieche, i lampioni spenti, solo il rosso della Torre.</p>
<p>Si mosse lungo la scalinata che scende verso Via La Marmora. L’acqua correva come sangue in fuga. I gradini lucidi, la pietra viva sotto le suole. Un odore d’urina e aceto risaliva dai vicoli bassi, mescolato a umido e ruggine. Da qualche parte, dietro le mura, un suono tagliò la pioggia. Un raglio lungo, potente. Non un lamento, un richiamo.</p>
<p>Un asino, qui? A quest’ora? A Cagliari?</p>
<p>Il raglio tornò più vicino, come se qualcuno lo spingesse davanti a lui. Marco accelerò, deciso a lasciarsi alle spalle la Torre, il rosso, i pensieri. Una macchia di luce tremante comparve in fondo alla via, piccola, calda, come un fuoco dimenticato. Avanzò. La luce veniva da una lanterna appesa sopra una porta di legno, malata di tarli e pioggia. Il vetro era unto. Nel silenzio tra un rovescio e l’altro, la lanterna sfrigolava.</p>
<p>Spinse la porta. L’odore lo colpì per primo. Vino acido, fumo stanco, lana bagnata. Nessun ronzio di frigoriferi, nessuna musica, nessuna macchina del caffè. Tavoli rachitici, sedie zoppe, una riga bianca di sale umido lungo la parete. Gli sguardi si voltarono in un taglio unico e rimasero addosso a lui. Vestiti scuri, cappelli slabbrati, camicie senza colletto. Facce consumate, una barba nerissima come fuliggine.</p>
<p>Salì al banco. Avrebbe chiesto un bicchiere d’acqua, o niente, solo un riparo. La gola era secca.</p>
<p>Una voce gli arrivò dal fondo. Un monosillabo. Un suono strascicato, più che parole: beni beniu (benvenuto).</p>
<p>Buonasera, disse Marco, sono entrato per la pioggia.</p>
<p>La voce si avvicinò e si fece odore. Un alito carico, vino e cipolla. Tu non sei il pastore che doveva comprare il mio mulo.</p>
<p>No, disse Marco, e lo disse piano, come se quello potesse bastare. Io non c’entro col mulo, è solo un temporale e…</p>
<p>Hai fatto venire me fin qui, con quest’acqua, e adesso fai lo sciocco. La mano dell’uomo prese il colletto di Marco. Le dita erano forti e callose. La giacca sapeva di strada bagnata. Devi comprare, disse, con una calma che non era calma.</p>
<p>&#8220;Non devo comprare niente. Non so chi cerchi. Forse hai sbagliato persona.&#8221;</p>
<p>&#8220;E chi dovrebbe farlo, allora?&#8221;</p>
<p>Le parole uscirono sbagliate, spezzate. &#8220;Non lo so.&#8221;</p>
<p>Due uomini si alzarono senza rumore dai lati della sala. Uno gli serrò il braccio destro, uno il sinistro. Marco provò a liberarsi, ma erano più alti, e abituati alla fatica. Una corda apparve come se fosse stata sempre lì. Sentì la fibra grezza sfiorargli il collo e poi stringere. La lanterna vicino alla porta tremò in una folata e il vetro tintinnò.</p>
<p>No, disse Marco, e fu un soffio. Non può succedere.</p>
<p>La porta si aprì, l’aria di fuori era nera. La pioggia si era fatta fine, la strada brillava come olio. Lo trascinarono sotto la Torre dell’Elefante. Il rosso sulla pietra era svanito, ma l’ombra rimaneva rossa nella memoria. Via La Marmora era un corridoio senza fuga.</p>
<p>Che anno è, chiese Marco, e non sapeva perché lo stesse chiedendo.</p>
<p>Risero. Una risata corta, ruvida. Uno disse: mille ottocento cinquantasette.</p>
<p>La risposta gli cadde addosso come un secchio gelato. Non ebbe tempo di pensarci, neanche di rifiutarla. Sotto l’arco, la pietra odorava di alghe morte. Uno dei due gettò la corda sulla trave. La tirò, la provò, la lasciò ricadere. Le mani lavoravano veloci, era un sapere antico. Marco sentì la fibra serrarsi e capì che non c’era più tempo.</p>
<p>Cercò di mettere ordine nella testa. È un incubo. È un blackout. È una sceneggiata. È una bravata. È… Solo parole. Il corpo le scartava una a una.</p>
<p>Lo issarono. Per un momento il mondo fu chiaro, poi stretto. La gola si chiuse con una presa fredda. I piedi cercarono il suolo e non lo trovarono. Un rumore sottile, come di foglia che si spezza, gli si piantò nelle orecchie. Provò a respirare con il naso. L’aria era poca.</p>
<p>Intorno, la torre sembrava avere echi che non appartenevano a quella notte. Passi di guardie che non c’erano più. Sussurri in una lingua antica, del passato. Figure ai margini del campo visivo, come macchie di umido che prendono forma. Le facce degli uomini, in basso, si fecero lontane, poi piatte, poi maschere. Una donna comparve per un battito tra due colonne. Aveva un fazzoletto nero annodato sulla nuca e stringeva un grano di rosario. Guardò in alto e non distolse gli occhi. Marco pensò: aiutami. La donna abbassò il capo, e con le dita passava a uno a uno i grani di un rosario, come a contare.</p>
<p>La torre tremò nel vento. Il rosso che aveva visto poco prima tornò per un istante, ma solo dentro le palpebre. C’era un suono oltre la pioggia, profondo, che poteva essere un ululato o un ferro sfregato su pietra. Il tempo prese a dilatarsi, poi a cedere, poi a sovrapporsi. Marco vide se stesso attraversare la piazza un minuto prima. Si vide piccolo e bagnato. Vide anche un uomo con un cappello di feltro che saliva le scale molti anni prima di lui, deciso, affamato, con un sacco a spalla. Il sacco conteneva corde e una capezza da mulo. Il temporale era un altro, ma uguale.</p>
<p>Sei prigioniero del passato, disse una voce, così vicina che gli parve nella gola. Non sapeva da quale bocca fosse uscita. Forse dalla torre. Forse da dentro.</p>
<p>Provò a pensare a una via. Al portone della chiesa. A un nome da chiamare. A un numero da comporre. Alle mani di sua madre su un nodo di cravatta, anni prima, la prima volta che gli insegnò a stringerlo e poi a scioglierlo. Non riusciva più a ricordare come si scioglie. Le dita non arrivavano, il nodo non era lo stesso, la corda era più dura.</p>
<p>Sotto, qualcuno fischiò un motivo breve, tre note. Un cane rispose da un cortile. L’aria puzzava di aceto più di prima. Forse era la paura a renderlo più forte. Marco guardò in fondo, dove il buio si apriva sulla città. Il mare non si vedeva ma c’era. Lo sentiva nel rumore. C’era anche il salmastro, e c’era il ferro di un cancello, e c’era un vento leggero che in un’altra notte avrebbe portato sollievo.</p>
<p><img  title="" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3545" src="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2025/10/bastioni-cagliari-300x200.png"  alt="bastioni-cagliari-300x200 Is Animeddas, il viandante di Castello"  width="503" height="335" srcset="https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2025/10/bastioni-cagliari-300x200.png 300w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2025/10/bastioni-cagliari-1024x683.png 1024w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2025/10/bastioni-cagliari-768x512.png 768w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2025/10/bastioni-cagliari-100x67.png 100w, https://ritapinna.it/wp-content/uploads/2025/10/bastioni-cagliari.png 1344w" sizes="auto, (max-width: 503px) 100vw, 503px" /></p>
<p>Il tempo fece un ultimo scarto. Un fotogramma netto: la corda, la trave, il rosso negli occhi, la donna col rosario che smette di contare. Il corpo cedette a una gravità più antica. Il silenzio arrivò a ondate, poi a lastre.</p>
<p>Rimase la <a href="https://www.comune.cagliari.it/portale/page/it/torre_dellelefante">Torre dell&#8217;Elefante</a>. Rimasero gli echi. Rimase un posto in cui i passi suonano fuori misura nelle notti di pioggia. Quando l’alba, più tardi, scivolò sulle pietre, nessuno sapeva niente dell’uomo entrato in una porta con la lanterna. La lanterna non c’era. La porta non c’era. Il locale non esisteva più. O non ancora.</p>
<p>Negli anni, la storia tornò a farsi sentire nelle sere senza elettricità, tra ottobre e novembre, quando il velo si fa sottile e le anime chiedono pane, vino, memoria. Qualcuno giura di aver udito un raglio a ridosso delle mura. C’è chi parla di una donna che conta senza parlare, ferma all’imboccatura dell’arco. C’è chi evita la piazza se piove. C’è chi invece sale apposta, per sentire se il rosso della Torre è davvero luce, o se appartiene a un altro modo di vedere&#8230; o sentire.</p>
<p>Di Marco rimase un nome sussurrato, un soprabito senza tasche, un dubbio: se di notte, tra Castello e il vento, il presente non sia altro che una corda tesa tra due momenti. E se a scegliere su quale lato cadere non sia la volontà, ma la torre stessa. In certe notti il passo risuona ancora. Qualcuno si volta. Un altro accelera. Una persona entra in una porta che non c’è, sperando in una stanza calda. Qualcuno sente una voce che dice: &#8220;beni beniu&#8221;. E ricomincia.</p>
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		<title>Ricetta biscotti sabbiati fatti in casa al cioccolato fondente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rita Pinna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 11:14:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coffee Break]]></category>
		<category><![CDATA[Dessert]]></category>
		<category><![CDATA[Le regole del buon mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Star Bene]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato fondente]]></category>
		<category><![CDATA[dolci di casa]]></category>
		<category><![CDATA[frolla montata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Biscotti sabbiati al cioccolato fondente: friabili, profumati e ricchi di ricordi d’inverno. Una ricetta dolce che sa di casa e d’amore.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="121" data-end="174">
<p data-start="176" data-end="614">Ci sono profumi che riportano a casa, anche quando la casa è solo un ricordo.<br data-start="253" data-end="256" />Quello del burro che si scioglie piano nello zucchero è uno di questi. Un gesto semplice, quasi dimenticato, che dà vita a biscotti friabili come sabbia tra le dita e irresistibili una volta immersi nel cioccolato fondente.<br data-start="479" data-end="482" />Perfetti con il caffè del pomeriggio, da regalare o da rubare ancora tiepidi dalla teglia, perché la vera dolcezza non aspetta mai.</p>
<p data-start="616" data-end="633"><strong data-start="616" data-end="631">Ingredienti</strong></p>
<ul data-start="634" data-end="972">
<li data-start="634" data-end="660">
<p data-start="636" data-end="660">250 g di <a href="https://www.santagostino.it/magazine/burro/">burro morbido</a></p>
</li>
<li data-start="661" data-end="689">
<p data-start="663" data-end="689">125 g di zucchero a velo</p>
</li>
<li data-start="690" data-end="707">
<p data-start="692" data-end="707">2 uova intere</p>
</li>
<li data-start="708" data-end="734">
<p data-start="710" data-end="734">1 bustina di vanillina</p>
</li>
<li data-start="735" data-end="797">
<p data-start="737" data-end="797">1 cucchiaino di lievito per dolci (Paneangeli o Bertolini)</p>
</li>
<li data-start="798" data-end="897">
<p data-start="800" data-end="897">Circa 500 g di farina (aggiungere quella che serve per ottenere un impasto morbido ma compatto)</p>
</li>
<li data-start="898" data-end="972">
<p data-start="900" data-end="972">300 g di cioccolato fondente (oppure al latte, per una glassa più dolce)</p>
</li>
</ul>
<p data-start="974" data-end="992"><strong data-start="974" data-end="990">Preparazione</strong></p>
<ol data-start="993" data-end="1688">
<li data-start="993" data-end="1105">
<p data-start="996" data-end="1105">In una ciotola lavorate il burro morbido con lo zucchero a velo fino a ottenere una crema liscia e soffice.</p>
</li>
<li data-start="1106" data-end="1182">
<p data-start="1109" data-end="1182">Aggiungete le uova, la vanillina e il lievito, continuando a mescolare.</p>
</li>
<li data-start="1183" data-end="1280">
<p data-start="1186" data-end="1280">Unite la farina poco alla volta, fino a formare un impasto omogeneo e facilmente lavorabile.</p>
</li>
<li data-start="1281" data-end="1380">
<p data-start="1284" data-end="1380">Stendete la pasta su un piano infarinato e ritagliate i biscotti con le formine che preferite.</p>
</li>
<li data-start="1381" data-end="1465">
<p data-start="1384" data-end="1465">Infornate a 180°C per circa 10-12 minuti, finché i bordi saranno appena dorati.</p>
</li>
<li data-start="1466" data-end="1506">
<p data-start="1469" data-end="1506">Lasciate raffreddare completamente.</p>
</li>
<li data-start="1507" data-end="1688">
<p data-start="1510" data-end="1688">Nel frattempo fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria, poi immergetevi a metà i biscotti, lasciandoli asciugare su carta forno fino a quando la glassa sarà lucida e croccante.</p>
</li>
</ol>
<p data-start="1510" data-end="1688">Con questa <strong data-start="1197" data-end="1244">ricetta dei biscotti</strong><strong data-start="1197" data-end="1244"> sabbiati fatti in casa</strong>, otterrete dolcetti perfetti da servire con il tè o il caffè.</p>
<p data-start="1510" data-end="1688">I <strong data-start="1315" data-end="1350">biscotti sabbiati fatti in casa</strong> si conservano bene per alcuni giorni in una scatola di latta.</p>
<p data-start="1690" data-end="2040"><a href="https://ritapinna.it/cucinare-tutti-i-giorni/"><strong data-start="1690" data-end="1704">Un ricordo</strong></a><br data-start="1704" data-end="1707" />Li preparavo d’inverno, quando i miei bambini, oggi ormai quarantenni, correvano per casa con le mani sporche di farina e il profumo di burro riempiva ogni stanza. Erano pomeriggi lenti, pieni di risate e di cioccolato fuso, e forse è per questo che, ancora oggi, questi biscotti hanno il sapore dell’infanzia e del calore di casa.</p>
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		<title>Il vegetarianesimo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 15:40:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa significa essere vegetariani   Tanto spesso si sente parlare di vegetarismo ma che cos’è in realtà? Il vegetarismo è una forma di alimentazione che ha alla base una dieta a base di frutta e verdura con l’esclusione di carne rossa, pollame e pesce. Alcune diete vegetariane escludono anche i</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Cosa significa essere vegetariani</h2>
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<div><span> <a href="http://www.ortodelvicino.it/media/k2/items/cache/42bfbea03cce865b2f6f3be1a87895b7_XL.jpg" title="Clicca sull'immagine di anteprima"> </a> </span></p>
<p>Tanto spesso si sente parlare di vegetarismo ma che cos’è in realtà? <strong>Il vegetarismo è una forma di alimentazione che ha alla base una dieta a base di frutta e verdura con l’esclusione di carne rossa, pollame e pesce</strong>. Alcune diete vegetariane escludono anche i derivati animali quali ad esempio i formaggi o le uova.</p>
<p><strong>Esistono diverse filosofie di comportamento vegetariano</strong> che danno vita a comportamenti alimentari anche molto diversi tra di loro: latto-ovo-vegetariani, latto-vegetariani, ovo-vegetariani-vegani-crudisti e fruttariani. Ognuna di queste dottrine alimentari prevede l’esclusione di determinati cibi e, se anche in passato questa cosa non era vista di buon occhio, oggi i giudizi positivi su queste diete vanno migliorando sempre più.</p>
</div>
<div>
<h3>Perchè essere vegetariani</h3>
<p>Le ragioni che spingono una persona a seguire una dieta vegetariana sono diverse, possono essere etiche, ambientali, salutistiche, politiche o religiose. C’è da dire che il concetto di dieta vegetariana non è molto chiaro e preciso, non è rinchiuso all’interno di regole ben precise proprio per questo motivo ne esistono più filoni. <strong>A grandi linee potremmo dire che il vegetariano elimina dalla propria alimentazione, qualsiasi sia il motivo, la carne, il pesce, i crostacei, i frutti di mare, il pollame, le uova, lo strutto</strong> (utilizzato alle volte nella preparazione del pane),<strong> il latte e i suoi derivati, il miele e tutti gli alimenti di origine animale</strong>. Esistono anche falsi vegetariani che sono coloro che si astengono unicamente dalla carne consumando il pesce. In questo caso c’è comunque il consumo di carne animale e quindi non ci si può definire vegetariani. Lo stesso vale per chi segue una dieta vegetariana infrasettimanale per poi consumare grandi quantità di carne e pesce nel week end.</p>
<h3>Effetti sulla salute di una dieta vegetariana</h3>
<p>Quello che interessa a noi in questa sede è cercare di capire quanto sia positiva un’alimentazione vegetariana, che effetti ha sulla salute. Agli inizi degli anni ’80 questa dieta fu scelta per sconfiggere il cancro ma a quasi trenta anni di distanza si è dimostrato che non esiste nessuna implicazione tra la dieta vegetariana e la prevenzione contro il cancro. I medici vegetariani sostengono che si vive di più eliminando le proteine animali ma la verità sta semplicemente nel fatto che chi sceglie di essere vegetariano è solitamente una persona molto attenta al suo benessere fisico e alla sua salute.</p>
<p><strong> La domanda che sorge a questo punto è: eliminando la carne e alcuni dei suoi derivati dalla nostra alimentazione non si rinuncia a nutrimenti importanti? </strong></p>
<p>Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto fare una premessa. Le proteine che noi assumiamo vengono trasformate dal nostro organismo in aminoacidi. Gli aminoacidi di cui si ha bisogno sono 20, 12 li produce da sé il nostro organismo e gli altri 8 sono gli aminoacidi essenziali da introdurre attraverso il consumo di determinati cibi tra i quali anche alcuni vegetali.</p>
<p><strong>La risposta alla nostra domanda è, quindi, no</strong>. Con la rinuncia alla carne non significa che si rinunci a nutrimenti importanti. <strong>Il cuore del problema sta sempre nel nostro buon senso e quindi nella ricerca di alimenti sostitutivi.</strong> <strong>Una buona fonte di proteine sono i cereali, il pane, la pasta, i fagioli, i piselli, i legumi, la frutta secca, i broccoli, i fagiolini e i cavolfiori</strong>.</p>
<h3>Se sono vegetariano come assimilo il Calcio?</h3>
<p>Come abbiamo precedentemente visto esistono diversi filoni di alimentazione vegetariana e c’è chi non assume, oltre la carne, latte e latticini. <strong>La domanda in questo caso sarebbe, il calcio? Il calcio può essere ritrovato anche in altri alimenti quali: radicchio verde, foglie di rapa, bietole, broccoli, carciofi, invidia, mandorle e sesamo</strong>. Ma c’è da fare una precisazione. La salute delle nostre ossa dipende dalla presenza di fattori che impediscano la perdita di calcio e non dalla quantità assunta. Alcuni cibi contengono molto calcio ma sono anche quelli che me ne fanno perdere maggiormente quindi alla fine il bilancio per le nostre ossa è negativo. Cibi che hanno poco calcio forniscono ottimi fattori di mantenimento del calcio. La perdita di calcio è poi condizionata da molti altri fattori quali l’esercizio fisico e le diete con un’elevata quantità di proteine.</p>
<h3>E il Ferro?</h3>
<p><strong>Un’altra delle domande molto frequenti contro le diete vegetariane riguarda l’apporto di ferro</strong>. Anche in questo caso bastano un po’ di attenzione per averne un giusto apporto.<strong> Durante i pasti è consigliabile bere una spremuta d’arancia o di limone che aumentano l’assimilabilità del ferro che si trova abbondantemente nei legumi</strong>.</p>
<h3>Concludendo&#8230;</h3>
<p><strong>Non volevamo di certo incoraggiare qualcuno ad iniziare questo tipo di dieta ma soltanto dare dei chiarimenti rispetto ad un’alimentazione che troppe volte viene messa in dubbio nella sua genuinità. Mangiare sano è la prima condizione per il benessere e la salute di ognuno di noi e come si voglia perseguire questo obiettivo è una scelta personale dettata dai gusti e dal buon senso.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ortodelvicino.it/">Fonte</a><br /></strong></p>
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		<title>Come difendersi dal freddo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 15:40:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come difendersi dal freddo Con l’arrivo della stagione fredda, l’organismo, in particolare quello delle persone anziane, diventa più delicato e vulnerabile. Per affrontare in buona salute l’inverno, ecco i nostri consigli, a base di rimedi naturali, oltre che di un’alimentazione variata, che potenzi il nostro sistema immunitario. Mani screpolate: come prima</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 id="eArgomento">Come difendersi dal freddo</h4>
<p>Con l’arrivo della <strong>stagione fredda</strong>, l’organismo, in particolare quello delle persone anziane, diventa più delicato e <strong>vulnerabile</strong>. Per affrontare in buona salute l’<strong>inverno</strong>, ecco i nostri <strong>consigli</strong>, a base di <strong>rimedi naturali</strong>, oltre che di un’alimentazione variata, che potenzi il nostro sistema immunitario.</p>
<ul>
<li><strong>Mani screpolate</strong>: come prima prevenzione, evita di farle raffreddare, indossando i guanti, ogni volta che esci di casa. Lavati le mani con del sapone neutro, che non aggredisca la pelle. Idratale con creme emollienti; le migliori sono quelle che contengono burri di origine vegetale, come quello di avogado, di caritè o di cocco, miscelati con olii vegetali, come l’olio di germe di grano o di girasole.</li>
<li><strong>Protezione del viso</strong>: introduci nella tua alimentazione quotidiana frutta e verdura di stagione, ricche di vitamine e saliminerali, che ti aiuteranno a proteggere l&#8217;epidermide dall&#8217;interno dell&#8217;organismo. E poi non dimenticare di stendere una crema idratante e protettiva prima di uscire di casa, con fattore di protezione dai radicali liberi.</li>
<li><strong>Raffreddore</strong>: per farlo passare, bevi molta acqua, in modo da prevenire la disidratazione e mantenere il muco ben fluido. Una o due volte al giorno, è ottimo consumare una spremuta di agrumi, ricca di vitamina C, addolcita con un cucchiaio di miele, che calma le irritazioni della gola. Per aprire il naso chiuso, fai delle inalazioni con acqua e qualche goccia di olio essenziale di eucalipto, due o tre volte al giorno.</li>
<li><strong>Mal di gola</strong>: il rimedio migliore è la propoli in estratto glicolico, sotto forma di gocce in vendita in erboristeria, ma anche in farmacia. Spruzza direttamente in gola una ventina di gocce diluite in acqua. Alcuni prodotti a base di propoli hanno una cannula per spruzzare i liquidi direttamente in fondo alal cavità della bocca.</li>
<li><strong>Tosse</strong>: per eliminarla più facilmente, bevi tutte le sere dopo cena una tisana a base di timo, eucalipto e menta, dolcificata con il miele.</li>
<li><strong>Geloni</strong>: sono noduli pruriginosi e dolorosi, che compaiono sulle mani e sui piedi, legati a problemi di circolazione periferica del sangue, ma anche a carenze di vitamine. Per prevenirli, consigliamo di consumare frutta e verdura fresche, in particolare gli agrumi ricchi di vitamina C, cioè agrumi e kiwi. Evitia inoltre di scaldare in modo troppo rapido mani e piedi freddi.</li>
</ul>
<p>Per quanto riguarda l’<strong>alimentazione</strong>, infine, è importante che sia equilibrata. Consuma giornalmente frutta, verdura e legumi di stagione, ricchi di vitamine e sali minerali, che alzano la temperatura corporea e rinforzano le difese immunitarie. Bevi molta acqua. Ricordati di mangiare anche la carne e il pesce, necessari per garantire il giusto apporto di proteine, che sono indispensabili per l’organismo e forniscono calore ed energia.</p>
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		<title>La Redazione Informa</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 15:40:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Regolamento Generale La community di VILLACIDRONEW nasce come strumento per scambiare idee, progetti ed informazioni sulla comunita’ villacidrese e piu estesamente alla Sardegna e al mondo intero. tra i lettori di VILLACIDRONEW l&#8217;area di discussione è suddivisa in differenti sezioni, Forum, GuestBook, Chat , mentre le altre aree sono statiche:Gallery,News,Video Giochi,per</p>
<p>L'articolo <a href="https://ritapinna.it/2025/08/14/la-redazione-informa/">La Redazione Informa</a> proviene da <a href="https://ritapinna.it">Rita Pinna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: large;"></span></span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: large;">Regolamento Generale</span></span></span></span></strong></p>
<p align="center"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">La community di VILLACIDRONEW nasce come strumento per scambiare idee, progetti ed informazioni sulla comunita’ villacidrese e piu estesamente alla Sardegna e al mondo intero. tra i lettori di VILLACIDRONEW l&#8217;area di discussione è suddivisa in differenti sezioni, Forum, GuestBook, Chat , mentre le altre aree sono statiche:Gallery,News,Video Giochi,per questi ultimi e’ necessario l’autorizzazione dell’amministrazione.<br />Chiunque può leggere i contenuti del forum di discussione mentre solo gli utenti registrati possono rispondere a discussioni già aperte o iniziarne di nuove, quindi il tutto è soggetto ad alcune regole che vanno a cautelare la vita del SITO stesso e la sensibilità dei partecipanti:</span></span></span></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">INFORMAZIONI  SUL  COPYRIGHT,  LIMITAZIONI  D’USO,  DIRITTI  D’AUTORE</span></span></span></span></strong></p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">I contenuti, le immagini, i video, le foto, le citazioni  pubblicate nel Sito web  www.villacidronew.info,  (in seguito chiamato solo “Sito web”), sono tutelate dalle leggi italiane sul copyright, e sono tutelati dal diritto d’autore o da altri diritti di proprietà intellettuale e d’arte riconosciuti dalle leggi nazionali, europee e internazionali.</span></span></span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Se, involontariamente, è stato pubblicato materiale soggetto a copyright o in violazione alla legge si prega di comunicarlo a <span 
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                title='This contact has been encoded by Anti-Spam by CleanTalk. Click to decode. To finish the decoding make sure that JavaScript is enabled in your browser.'>vi<span class="apbct-blur">************</span>@<span class="apbct-blur">*****</span>li.it</span><br /></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;"> che si impegna a rimuovere immediatamente dai suoi archivi elettronici il materiale realizzato in violazione delle leggi sul diritto d&#8217;autore, non appena ne viene a conoscenza.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Ogni altro uso del contenuto del sito web sarà sanzionato in virtù della normativa in vigore al momento del verificarsi dell&#8217;evento.</span></span></span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">INFORMAZIONI SULLA PRIVACY</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e succ. mod.</span></span></span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Con le presenti note si intende informare gli Utenti che, nel visitare il sito web  www.villacidronew.info, vogliamo  garantire il pieno rispetto della privacy. La navigazione è libera e non richiede alcuna registrazione, con eccezione di alcuni servizi o eventi speciali specificatamente individuati. Qualora il visitatore intenda fornire i propri dati personali per accedere a tali servizi, esso sarà espressamente informato ai sensi dell’art.13 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n° 196 “Protezione dei dati personali” a alle successive modificazioni della normative vigente, nonché il diritto di richiedere, in ogni momento, la cancellazione dei dati o l’aggiornamento degli stessi, qualora l’utente specifica di non desiderare che i propri dati personali vengano utilizzati per ulteriori contatti con il sito www.villacidronew.info, il suo desiderio sarà rispettato in ossequio alle normative vigenti. </span></span></span></span></p>
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<p> </p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Regolamento agli utenti</span></span></span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;"><br />1. Comportamento</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Sono Vietate discussioni riguardanti pornografia, pirateria, pubblicità esplicita di alcun tipo e qualsiasi altra attività illecita ai sensi delle vigenti leggi italiane.<br />Da evitare inoltre l&#8217;apertura di discussioni aventi per oggetto nudi o immagini sconvenienti e/o scabrose, anche a causa della possibile presenza di minorenni nel forum di discussione.<br />La critica di un&#8217;idea altrui non deve mai diventare occasione di insulto o ingiuria, si fa anche notare che la scrittura spesso può essere causa di fraintendimenti, si consiglia l’utilizzo degli EMOTICON per spiegare meglio lo stato d’animo con cui si scrive. Quindi prima di considerarla come una offesa personale è bene chiedere un chiarimento.<br /> Come titolo della discussione usate un titolo chiaro.<br />Sul forum è buona norma non usare un linguaggio da chat, avete tutto il tempo di inserire il vostro messaggio utilizzando tutti i tasti della vostra tastiera.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">2. Chiusura Discussioni</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Verrà chiusa e/o cancellata ogni discussione dove argomenti o toni non risultino idonei alla linea di condotta del forum o che violino le regole di comportamento. Se nel corso della discussione il topic dovesse degenerare è data ampia facoltà di intervenire al moderatore anche con la chiusura del thread o, nei casi più gravi, con il bannaggio/sospensione immediato/a del/dei responsabile/i.<br />E&#8217; espressamente vietato aprire nuove discussioni dove l&#8217;argomento sia la contestazione di chiusura di topic.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">3. Segnalazioni Discussioni</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">In caso di problemi all&#8217;interno dei topic, o comunque per richiedere l&#8217;intervento di un moderatore,utilizzate come comunicazione il tasto preposto alla segnalazione (triangolo con punto esclamativo) in alto a destra dei thread, lo staff interverrà nel più breve tempo possibile.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">4. Contestazioni</span></span></span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">L’operato dei moderatori e’ <em>insindacabile</em> e puo’ essere giudicato solo dall’Amministratore del forum.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">E&#8217; comunque permesso chiedere spiegazioni, non utilizzando però lo spazio pubblico del forum. Eventuali contestazioni vanno effettuate via e-mail oppure tramite i messaggi interni (pvt) e comunque in forma privata. Verrà immediatamente chiuso ogni thread avente come oggetto argomenti di contestazione in chiave polemica.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">5. PVT</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">L&#8217;uso dei messaggi privati è un&#8217;utile opzione del SITO che fornisce la possibilità agli utenti di scambiarsi comunicazioni e informazioni di carattere personale. Non sono ammessi messaggi privati il cui contenuto contenga insulti o offese nei confronti del destinatario, oppure messaggi a scopi pubblicitari. Qualora un utente venisse fatto oggetto di offese personali tramite messaggio privato o un pm contenesse oscenità o quant&#8217;altro sia palesemente contro il buon senso, ha pieno diritto di rivolgersi all&#8217;amministratore o ai moderatori chiedendo il loro intervento.<br />I PVT sono privati ma, in caso di persistente loro utilizzo in modo non appropriato, gli amministratori sono autorizzati a bannare o sospendere l&#8217;utente colpevole di questo abuso,previa denuncia della vittima stessa agli admin, è altresi vietato rendere pubblici i PVT, anche parte di essi, senza il consenso eplicito del mittente.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">6. Profilo Utente</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">All&#8217;interno del profilo utente è possibile inserire vari dati, ma solo l&#8217;email in fase di registrazione è obbligatoria(l’amministrazione si riserva il diritto di verificare nel tempo, se l’indirizzo E-MAIL risulti attivo e non fittizio) il resto dei dati è completamente facoltativo, non c&#8217;è quindi nessun obbligo di inserimento.<br />Per l&#8217;email è comunque garantita la massima privacy in quanto non viene resa pubblica in nessun caso, tranne che non lo faccia l&#8217;utente stesso volontariamente inserendola ad esempio in firma o in un messaggio.<br />Si fa notare che ogni utente del forum è identificato dalla combinazione Username/password ed email, la perdita di entrambi i dati non permette in nessun caso il recupero del proprio profilo.<br />Tra i dati inseribili:<br />Avatar: le dimensioni massime consentite per l&#8217;avatar personale sono di 120&#215;140 pixel per un massimo di 10KB<br />Firma: max 5 righe di solo testo oppure un&#8217;immagine 100 X 50 X 5KB ed una riga di testo.<br />E&#8217; vietato inserire nella firma, come nel profilo personale del forum, link o riferimenti ad attività di bannering/referring, vendita, nonché a siti a carattere pornografico, relativo alla pirateria o comunque irrispettosa del buongusto e del decoro. E&#8217; comunque possibile linkare il proprio sito personale o una pagina di riferimento.<br />Upload: ogni utente ha a propria disposizione una quota di 20MB di allegati che è possibile inserire nei propri messaggi sul forum.<br />Gli amministratori del forum si riservano il diritto di modificare il profilo personale in caso di inadempienza o noncuranza ai richiami e di prendere gli opportuni provvedimenti.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Si procedera’ al Bannaggio immediato di quegli utenti che,appena iscritti, aprano thread in tono polemico e/o provocatorio<br /> Poiché sul forum l&#8217;avere più nick è assolutamente destabilizzante per la credibilità dei rapporti tra utenti, nel caso si scoprissero utenti, commerciali e non, con diversi nick verranno <span style="text-decoration: underline;">bannati </span>tutti gli account. Inoltre per accedere al FORUM e’ necessario effettuare nuovamente il login,che non comporta diversa registrazione,ma solo una verifica del LOGIN e PASSWORD.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">7. Bannaggio Utenti</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Il bannaggio di un utente ha come conseguenza la disattivazione irreversibile del nick name utilizzato. Qualora un utente bannato si reiscriva al forum e venga scoperto dai moderatori o dagli amministratori in atteggiamenti simili a quelli che ne hanno comportato il bannaggio, verrà nuovamente bannato. Qualora questo utente continui a riscriversi, con l&#8217;unico fine di contestare e ostacolare il regolare svolgimento dei post sul Sito si procederà con la segnalazione all&#8217;autorità competente ed al provider utilizzato. Verranno inoltre bannati tutti i cloni di utenti sospesi.<br />Ricordiamo inoltre che più di ogni regolamento dovrebbe essere il buonsenso e la buona educazione, in primis, a determinare una condotta che comporti un buon rapporto con gli altri utenti del forum.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;"><strong>Accettazione del Regolamento<br /></strong><br />Procedendo con la registrazione l&#8217;utente che si registra dichiara di avere letto ed accettato in tutte le sue parti il regolamento,le norme sulla privacy,le condizioni d’uso. </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Il Regolamento, le norme sulla Privacy, vengono periodicamente aggiornate, così da meglio adattarne i contenuti all&#8217;evolversi del forum e, possibilmente, garantire il miglior utilizzo del forum stesso da parte degli utenti. Ogni modifica inserita viene automaticamente accettata dagli utenti registrati, iscritti anche in periodo antecedente l&#8217;ultima modifica.</span></span></span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: small;">Per la registrazione e’ <em>indispensabile</em> fornire un indirizzo di posta elettronica valido a cui il sistema invierà un&#8217;email, all&#8217;interno della quale è presente unlink da ciccare per confermare la propria registrazione e poter quindi aver accesso ai servizi del forum (tipo l&#8217;invio di nuovi messaggi). Se la registrazione non verrà confermata entro 30 giorni, l&#8217;utente sarà cancellato automaticamente.</span></span></span></span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://ritapinna.it/2025/08/14/la-redazione-informa/">La Redazione Informa</a> proviene da <a href="https://ritapinna.it">Rita Pinna</a>.</p>
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