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	<title>cogas villacidro Archivi - Rita Pinna</title>
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		<title>Leggende sarde</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jul 2012 16:14:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; {jcomments on}Le Streghe di Villacidro &#160; &#160; Che sia albero, che sia di roccia, che sia di mare, il folklore di questa terra &#232; nel dna di tutti quelli che sono nati in quest&#8217;isola. &#160; Zia Dora Buana faceva bollire il sugo per la pasta al forno in un</p>
<p>L'articolo <a href="https://ritapinna.it/2012/07/26/leggende-sarde/">Leggende sarde</a> proviene da <a href="https://ritapinna.it">Rita Pinna</a>.</p>
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<div><strong><span style="font-size: 130%; color: #ff0000;"><em>{jcomments on}Le Streghe di Villacidro</em></span></strong></div>
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<div><em><span style="color: #33cc00;">Che sia albero, che sia di roccia, </span></em></div>
<div><em><span style="color: #33cc00;">che sia di mare, </span></em></div>
<div><em><span style="color: #33cc00;">il folklore di questa terra </span></em></div>
<div><span style="color: #33cc00;"><em>&egrave; nel dna di tutti quelli che sono nati in quest&rsquo;isola</em>. </span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Zia Dora Buana faceva bollire il sugo per la pasta al forno in un grosso pentolone e girava tutto il composto con un lungo mestolo di legno.<br />Il sugo ribolliva e sembrava lava incandescente che emanava un saporito odore di rag&ugrave;; il vapore si alzava in alto nella cucina producendo forme evanescenti che attraversavano il soffitto sparendo lontano.<br />Dall&rsquo; entrata n&deg;5 di Villa Buana si potevano scorgere i monti di Villacidro un grosso centro che sta a una 30 di km da Sanluri dove vivo io.<br />Quegli stessi monti da poco innevati mostravano ora una rigogliosa e imponente vegetazione; se non fosse stato per Zia Dora che correva da una parte all&rsquo;altra il mio sguardo si sarebbe perso tra quelle montagne e probabilmente si sarebbe uniformato al cielo e dall&rsquo;alto avrebbe potuto osservare ogni cosa.<br />Uno spiraglio di luce passava attraverso la tenda e come se fosse la porta di un ricordo lontano cominci&ograve; a dischiudersi mostrando a chi poteva ricordarlo il suo contenuto.<br />In una noiosa lezione di botanica sui monti di Villacidro la nostra classe cominci&ograve; a perdere l&rsquo;attenzione e ognuno prese l&rsquo;esplorazione di quel posto un po&rsquo; per conto suo.<br />Durante il pranzo al sacco la professoressa con tra i capelli un foglia di Pungitopo ci invit&ograve; a non allontanarci poich&eacute; quelli erano i monti dove vivevano le streghe.<br />In meno di un secondo attir&ograve; la mia attenzione, tirai fuori il blocchetto per appunti e cominciai a scrivere quello che la prof diceva.<br />La mia penna scrisse <em><strong>Is Cogas</strong></em>.<br />Era un termine che non avevo mai sentito, poich&eacute; da sempre la parola in sardo usata per strega era <em>bruxia</em>.<br />Is Cogas, le streghe, avevano la coda, ma la tenevano ben nascosta sotto i lungi vestiti in modo che nessuno potesse riconoscerle.<br />Si cospargevano di grasso animale lungo le giunture delle ossa e attraverso sortilegi di oscura provenienza potevano invocare il demonio e trasformarsi in animali.<br />Potevano assumere le sembianze di un gatto e passeggiare tranquillamente per i tetti di Villacidro, potevano trasformarsi in mosche ed iniettare veleni mortali sulle persone.<br />Per questo i Villacidresi avevano rispetto per i ragni poich&eacute; questi catturavono le mosche killer nelle loro tele dissanguandole.<br />Le loro vittime predilette erano i bambini, Is Cogas erano incredibilmente invidiose delle madri che partorivano dei figli.<br />Tutta via qualcuno aveva trovato dei rimedi efficaci; come amuleti venivano usati il treppiedi per abbrustolire il pane, le scope e le seggiole rivolte verso l&rsquo;alto.</div>
<p>Pareva che questa operazione annullasse il potere della strega che restava imprigionata per sempre nella sua trasformazione animale.<br />Qualcun&#8217; altro era a conoscenza dei cosiddetti <em>Brebus</em>, ossia antichissime e segretissime preghiere utili per allontanare il male.<br />Si racconta che i <em>Brebus </em>fossero tramandati dalle streghe stesse sfuggite a <em>San Sisinio</em> che riusc&igrave; ad eliminare quelle che potevano trasformarsi in mosche o serpenti.<br />Erano soprattutto le nonne a raccontare queste storie ai loro nipotini irrequieti che diffondevano questi racconti con gli altri bambini.<br />Il sole cominciava a nascondersi e quello spiraglio di luce si faceva sempre pi&ugrave; sottile fino a svanire, la pasta al forno di Zia Dora era pronta da infornare e dei monti di Villacidro si poteva scorgere solo un oscura e gigantesca sagoma.<br />In quel momento mi resi conto che la prof di botanica stava facendo con noi la stessa identica cosa che facevano le nonnine con i loro nipotini; ma da qualche parte dietro a quegli alberi qualcosa poteva ancora esistere e se tutto questo fosse solo stata un&rsquo; antica invenzione per me non avrebbe fatto alcuna differenza</p>
<p>Tratto da Ervamate</p>
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