{"id":550,"date":"2021-02-17T15:28:15","date_gmt":"2021-02-17T14:28:15","guid":{"rendered":"http:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/?p=550"},"modified":"2021-02-17T15:39:26","modified_gmt":"2021-02-17T14:39:26","slug":"tirandosi-su-il-colletto-della-giacca-attraverso-la-piazza-lasciando-il-porticato-della-chiesa-anche-se-il-tragitto-fu-breve-arrivo-sotto-il-portone-fradicio-completamente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/2021\/02\/17\/tirandosi-su-il-colletto-della-giacca-attraverso-la-piazza-lasciando-il-porticato-della-chiesa-anche-se-il-tragitto-fu-breve-arrivo-sotto-il-portone-fradicio-completamente\/","title":{"rendered":"La torre dell&#8217;elefante"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cChe serata lugubre.\u201d Pens\u00f2 Marco. Non sentiva neppure i pensieri, talmente lo scrosciare della pioggia era forte. I tuoni erano lontani, il temporale si stava allontanando, ma lasciava dietro di se gli scrosci violenti della coda temporalesca.<\/p>\n\n\n\n<p>Tirandosi su il colletto della giacca attravers\u00f2 la piazza, lasciando il porticato della chiesa. Anche se il tragitto fu breve, arriv\u00f2 sotto il portone fradicio completamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Si volt\u00f2 di scatto a una luce improvvisa senza suono. Pochi secondi dopo il boato. La Torre dell\u2019Elefante si illumin\u00f2 di rosso. La spina dorsale di Marco ebbe un brivido.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon essere sciocco Marco, sono tutte leggende.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il ricordo di quel racconto di quando era solo un\u2019adolescente lo trafisse, non se lo aspettava. Erano passati diversi anni da quel d\u00ec. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il capo scout aveva raccontato la vicenda di un viandante che si era perso in Castello durante un temporale. Stava cercando la locanda dove il padrone del mulo che stava per acquistare gli aveva dato appuntamento. Gli avrebbe portato il mulo proprio l\u00ec. Ma il viandante non c\u2019era mai arrivato. L\u2019avevano trovato impiccato nella torre di avvistamento di Castello. La torre cingeva le mura del centro storico di Cagliari e quella dell\u2019Elefante era a due passi da lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Il buio era fitto, mancava l\u2019elettricit\u00e0 anche in strada. E pensandoci non riusciva a ricordarsi dove doveva andare.<\/p>\n\n\n\n<p>Una stilla di panico gli ghiacci\u00f2 la nuca. Che ci faceva l\u00ec da dove era venuto, dove stava andando. Ormai i ricordi di quel campeggio avevano preso possesso della sua razionalit\u00e0. Era fermo, nella piazza pavimentata da ciottoli antichi, bagnato fino all\u2019osso. Si impose di camminare, voleva arrivare fin gi\u00f9 della scalinata. Ma ad un tratto un suono sovrast\u00f2 la pioggia. Un raglio potente che poteva sentirsi anche al di la delle mura di Castello.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn asino? Qua. A Cagliari?\u201d Quel suono lo dest\u00f2 dal torpore. Prese a correre allontanandosi dalla torre. C\u2019era una luce fiocca davanti a lui. Forse un posto dove ripararsi. Quattro falcate e fu li davanti. Una lanterna accesa sopra una porta di legno consunto. Pos\u00f2 la mano sulla maniglia e apr\u00ec la porta. Dentro gli avventori si girarono per vedere chi fosse lo sciagurato che era in giro con quel tempo da lupi. Marco salut\u00f2, ma non ebbe risposta. Si avvicin\u00f2 al banco. Ma l\u2019ambiente non conciliava con l\u2019idea che aveva lui. Avrebbe dovuto essere un locale pulito, moderno, almeno vintage. Ma quel locale era rozzo e sporco. Niente macchina del caff\u00e8, niente musica. S\u00ec, forse non c\u2019era perch\u00e8 mancava la corrente. Ma i tavoli della sala erano vecchi,k vecchissimi, qualche sedia aveva tre gambe e altre erano rovesciate. Gli avventori erano vestiti di stracci e si sentiva un odore infernale. Era tentato di riuscire e prendersi la pioggia, magari poteva scegliere tra il colera o un raffreddore.<\/p>\n\n\n\n<p>Un uomo lo chiam\u00f2 dal fondo del locale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHei..\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHei\u2026 Buonasera. Sono entrato per ripararmi dalla pioggia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa tu non sei il pastore che doveva comprami il mulo?\u201d Una bocca sgangherata e maleodorante gli&nbsp; si era avvicinata.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Marco indietreggi\u00f2 per l\u2019orrenda puzza ma anche epr timore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, io\u2026 Solo per la pioggia\u2026 Intendo.. Sono entrato per ripararmi.\u201d Era evidente che quell\u2019uomo era ubriaco e non voleva contraddirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa che discorsi mi vai a fare. Fuori le monete d\u2019oro. Il mulo \u00e8 dietro di te.\u201d Girandosi verso l\u2019indicazione Marco vide un mulo mangiare un po\u2019 di paglia buttata nel pavimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Fece in tempo a dire, ma io non ho monete, tanto meno d\u2019oro. Che l\u2019uomo lo prese per il bavero della giacca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi hai fatto venire qua con questo tempo, mi hai fatto portare qua il mulo che non voleva venire, per nulla?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa non sono io che devo comprare il mulo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE chi sarebbe allora?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non lo so.\u201d Marco ormai stava urlando per il panico. Due brutti ceffi lo presero per le braccia e gli buttarono addosso una corda. Marco spalanc\u00f2 gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOddio, no\u2026 Non pu\u00f2 essere.\u201d Lo trascinarono sotto la torre dell\u2019Elefante, ormai aveva smesso di piovere, ma via La Marmora era ancora al buio La puzza tremenda di urina e aceto pervadeva l\u2019aria.&nbsp; Strattonato e trascinato ebbe appena al forza di chiedere che anno era.<\/p>\n\n\n\n<p>La risata sguaiata degli uomini erano pugnalate al cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOltre che truffatore sei anche uno stupido? Siamo nel 1857.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano gi\u00e0 arrivati all\u2019arco della torre, lo trascinarono dentro e buttarono un capo della corda oltre la capriata. All\u2019altro capo un nodo scorsoio &nbsp;che gli fini intorno al collo. Dieci minuti dopo Marco stava penzolando dalla trave. Mor\u00ec chiedendosi se era tornato indietro nel tempo, oppure aveva sognato il futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cChe serata lugubre.\u201d Pens\u00f2 Marco. 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