{"id":545,"date":"2021-02-15T16:39:49","date_gmt":"2021-02-15T15:39:49","guid":{"rendered":"http:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/?p=545"},"modified":"2021-02-17T08:25:56","modified_gmt":"2021-02-17T07:25:56","slug":"la-difficile-vita-del-runner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/2021\/02\/15\/la-difficile-vita-del-runner\/","title":{"rendered":"La difficile vita del runner"},"content":{"rendered":"\n<p>Breve premessa:<\/p>\n\n\n\n<p>Volevo avvisarvi che io alla corsa, il footing e lo jogging ho sempre preferito la camminata veloce. Questo perch\u00e9, come dicono gli esperti, correre fa male alle articolazioni, soprattutto alle ginocchia. Insomma andare a correre, almeno per me, fa male. Mi premeva per\u00f2 narrarvi un racconto incentrato su questa particolare attitudine sportiva. Per tutti voi mi auspico che la lettura vi sia gradevole.<\/p>\n\n\n\n<p> Mario correva sempre. In ogni dove. Persino quando era in vacanza al mare o in montagna. Indossava il suo completo fluo e, cadesse pioggia, neve o grandine, con coraggio sgattaiolava fuori da Via Valsavaranche e andava a farsi i suoi dieci chilometri di corsa quotidiani. Un giorno sbuc\u00f2 da una viuzza laterale per percorrere la lunghissima Via Torino. Prese male le misure per salire sul marciapiede e prese una lieve storta. <\/p>\n\n\n\n<p>Cadde supino in una strada brulicante di macchine e un Audi si ferm\u00f2 inchiodando proprio a cinque centimetri dalla sua testa. Quel giorno Mario si prese un grosso spavento e cos\u00ec, anche se un po&#8217; a malincuore, rinunci\u00f2 a correre. Per precauzione per\u00f2 volle passare al pronto soccorso. Non fosse altro che per capire se il giorno dopo sarebbe potuto tornare a correre, o se gli sarebbe servito qualche giorno di riposo.<\/p>\n\n\n\n<p> Alcuni infortuni, come le distorsioni alla caviglia o le microfratture, non si vedono a occhio nudo. C&#8217;\u00e8 bisogno di una lastra, a volte anche di una risonanza magnetica, per constatare la reale entit\u00e0 di un infortunio. Mario fu visitato da una specialista. Camilla, laureata col massimo dei voti in ortopedia, quel giorno fu gentile, molto gentile con Mario. Forse&#8230; troppo gentile. Tanto che Mario, accortosi che lei gli faceva gli occhi dolci, le chiese il numero e lo ottenne. <\/p>\n\n\n\n<p>Si frequentarono per un po&#8217; e si piacquero fin dal primo appuntamento. Mario trascur\u00f2 un po&#8217; la corsa in favore di Camilla. Il loro amore cresceva di giorno in giorno, tanto che alla fine convolarono a nozze. Da Camilla, Mario ebbe due figli: Rebecca e Samuele. <\/p>\n\n\n\n<p>A sette anni esatti dall&#8217;inizio della loro unione, per Camilla e Mario ci fu la classica crisi del settimo anno. I bambini crescevano e richiedevano sempre una fetta pi\u00f9 grossa del loro tempo libero. Questo rendeva i coniugi molto stressati. Ormai Mario andava raramente a correre. Nel giro di un anno acquist\u00f2 12 chili. A Camilla Mario piaceva sempre meno. Lui subodor\u00f2 il suo disinteresse ed entr\u00f2 in uno stato di depressione. <\/p>\n\n\n\n<p>Furono mesi difficili. I due arrivarono addirittura a prendere in considerazione la strada di una terapia di coppia, cosa che avvenne inevitabilmente poco dopo, quando il loro rapporto si era incanalato quasi inesorabilmente verso un sentiero che li avrebbe condotti fino a un binario morto. <\/p>\n\n\n\n<p>Il consiglio che ricevettero dal dottor Bonomelli, lo psicoterapeuta che li seguiva, fu di mantenere la calma e di prendersi un po&#8217; di tempo solo per loro. Il dottor Bonomelli sugger\u00ec loro di lasciare i bambini dai nonni, non importava se da parte di madre o di padre, e di regalarsi una fuga romantica ai tropici. <\/p>\n\n\n\n<p>Mario e Camilla, dopo aver sperimentato tutto quello che era possibile per non arrivare a una soluzione drastica e drammatica come il divorzio, accettarono di buon grado il consiglio e acquistarono due biglietti per la Giamaica. Furono giorni fantastici per loro. Mario e Camilla tornarono ai primi tempi del loro fidanzamento.<\/p>\n\n\n\n<p> Forse anche per fare un po&#8217; una follia, dopo aver preso un po&#8217; di confidenza con un uomo coi dred che girovagava per la spiaggia, provarono la marijuana per la prima volta nella loro vita. Si divertirono da matti a guardare i pesci sott&#8217;acqua. Sotto l&#8217;effetto della marijuana i pesci sembravano di un colore ancora pi\u00f9 acceso. <\/p>\n\n\n\n<p>Mario fu attirato in particolare da uno strano pesce dalla colorazione sgargiante, di un viola chiaro. Lo segu\u00ec distaccandosi da Camilla, che fino a poco prima lo aveva tenuto per mano. Mario raggiunse il pesce fino a una minuscola insenatura. In quel luogo un po&#8217; angusto, il pesce aveva molta meno acqua a disposizione per riuscire a nuotare e a sgusciare lontano da Mario. Una volta giunto l\u00ec, Mario cap\u00ec che il pesce era finito in una sorta di trappola, e che forse, con un po&#8217; di fortuna, sarebbe riuscito anche a toccarlo. <\/p>\n\n\n\n<p>Quando lo fece, Mario avvert\u00ec giusto una piccola scossa, ma null&#8217;altro.Pochi minuti dopo per\u00f2 la mano di Mario prese a gonfiarsi rapidamente. Mario cominci\u00f2 a sentire che il respiro gli veniva un po&#8217; meno, quasi come se gli mancasse l&#8217;aria. <\/p>\n\n\n\n<p>Mario chiese a Camilla di uscire. Lei lo segu\u00ec fuori mentre continuava a chiedergli cosa avesse, ma Mario non riusciva pi\u00f9 nemmeno a respirare, figuriamoci a parlare. Camilla si spavent\u00f2 molto. Mario era paonazzo e aveva le labbra viola. Cos\u00ec Camilla cominci\u00f2 a gridare aiuto a gran voce. Pescatori e villeggianti accorsero di gran fretta. Mario, avvolto da una folla di persone, prefer\u00ec sedersi, mentre qualcuno si sbracciava per chiedere agli altri di concedergli pi\u00f9 aria. <\/p>\n\n\n\n<p>Mario prefer\u00ec sdraiarsi, sperando che la situazione potesse migliorare, ma in pochi minuti perse dapprima conoscenza e infine esal\u00f2 il suo ultimo respiro. Mor\u00ec l\u00ec. Su una tranquilla e placida spiaggia Giamaicana, mentre Camilla piangeva disperata per la sua inattesa perdita. <\/p>\n\n\n\n<p>Mario aveva infatti toccato un temibilissimo e rarissimo pesce esotico il cui nome scientifico in latino \u00e8 Semitochis Morincincuminudia. Un pesce che, se minacciato, rilascia, tramite una sacca posta sul dorso, un potentissimo veleno che provoca una morte quasi istantanea. Ecco. Visto? Che vi avevo detto all&#8217;inizio? Lo sapevo io. Correre fa male. Ragionateci. Se Mario non fosse stato un <a href=\"https:\/\/dictionary.cambridge.org\/it\/dizionario\/inglese\/runner\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">runner<\/a>, col cazzo che la conosceva a Camilla. Sappiatelo. Correre fa male. Io glielo dicevo sempre a Mario&#8230; Meglio fare la camminata veloce. <\/p>\n\n\n\n<p>Dylan Moriarty<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Breve premessa: Volevo avvisarvi che io alla corsa, il footing e lo jogging ho sempre preferito la camminata veloce. 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