{"id":372,"date":"2020-10-18T14:51:05","date_gmt":"2020-10-18T12:51:05","guid":{"rendered":"http:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/?p=372"},"modified":"2020-10-18T18:40:34","modified_gmt":"2020-10-18T16:40:34","slug":"ashtag-vatuttobene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/2020\/10\/18\/ashtag-vatuttobene\/","title":{"rendered":"Ashtag #vatuttobene"},"content":{"rendered":"\n<p>Usc\u00ec dal negozio mettendosi la borsa a tracolla. Il mezzo sorriso a beneficio della commessa&nbsp; era gi\u00e0 sparito. I pensieri erano sparsi, rotolavano gi\u00f9 per la china di rabbia, o saltavano fossi di lacrime. Non riusciva a racimolarli.<\/p>\n\n\n\n<p>Era una giornata di quelle che era meglio rannicchiarsi sotto le coperte e dormire per non pensare. Non c\u2019era nulla di eclatante, non era successo nulla. Ma come altre volte dimostrare a tutti quelli che le stavano intorno, che stava bene, era pesante. Molto pesante.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiamavano la signora \u201cvatuttobene\u201d. Poteva essere un ashtag per instagram, se non fosse per la tristezza che le provocava e il malessere fisico che stilettava a ogni respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stanca, stanca di sostenere marito, figli, amiche. Nessuno si preoccupava di chiederle come stava. Forse era colpa sua, non si lamentava, non era piagnucolosa, non chiedeva. Andava avanti a testa bassa come un ariete e sfondava muri e barriere per gli altri, mai per se stessa. Era nata crocerossina, accudiva tutti gli altri fuorch\u00e9 se stessa. Aveva paura. Paura di non essere accettata. L\u2019insicurezza di una educazione antidiluviana le aveva condizionato met\u00e0 della vita. Si stava riprendendo, ora che era arrivata alla mezza et\u00e0. Ma gli altri non capivano. Ci\u00f2 che lei aveva dato fio a quel momento se non lo dava pi\u00f9 veniva accusata di essere egoista, di essere cambiata, di non mare pi\u00f9 come una volta. E invece amava, stava cominciando ad amare se stessa. Ma l\u2019egoismo accecava anche chi diceva di amarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Scese le scale che la portavano in piazza e sul marciapiede vide dei papaveri solitari, si sentiva proprio come loro. Sollev\u00f2 lo sguardo e vide che le veniva incontro una figura famigliare, era sua sorella.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao Carlotta, come va?\u201d Domande di rito che sentirle le facevano accapponare la pelle.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao, tutto bene grazie.\u201d Rispose automaticamente, e non c\u2019era nulla da fare. Sembrava un disco rotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Non capiva neppure sua sorella, che alla sua riposta cominci\u00f2 a intercalare tutto quello che la faceva andare in bestia. Ma ascolt\u00f2 placidamente con l\u2019inferno dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeata te che stai bene. Tu non sai che mi \u00e8 successo, sai l\u2019altro giorno\u2026\u201d E via con le solite storie di pettegolezzi. Ma oggi non era in vena. La conged\u00f2 bruscamente, la sorella rest\u00f2 di stucco,&nbsp; poi si gir\u00f2 stizzita andandosene.<\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019avesse ascoltata avrebbe saputo che stava attraversando un periodo nero. Che avrebbe voluto qualcuno che l\u2019abbracciasse davvero, non distrattamente o perch\u00e9 bisognava farlo. Il&nbsp; peso nel cuore si acuiva ogni giorno di pi\u00f9. Sapeva che doveva cercare aiuto, ma continuava a sorridere e di rimando chi le stava vicino cercava il suo sostegno. Tornando a casa con la busta della spesa vide la finestra della camera di suo figlio aperta. Non si chiese il perch\u00e9, era come anestetizzata dalla sua sofferenza. Era invisibile , per tutti. Altrimenti avrebbero visto che era pallida e dimagriva a vista d\u2019occhio.<\/p>\n\n\n\n<p>Sal\u00ec le scale, apr\u00ec la porta e chiam\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono a casa, Filippo Ci sei?\u201d Il figlio no rispose.&nbsp; La porta della camera da letto era socchiusa, senti dei rumori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMamma, che ci fai qua?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 casa mia, non credi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Filippo era imbarazzato, 17 anni di adolescenza goffa e irrispettosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi va bene, ho capito, vuoi stare da solo. Vado a fare il pranzo. Ma come mai oggi niente scuola?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSciopero\u201d La risposta era laconica come sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tolse le scarpe e si sedette con un bicchiere d\u2019acqua in mano. Lo sguardo fisso e lacrime solitarie che scendevano sul suo viso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono sola.\u201d Una frase che scaten\u00f2 la pi\u00f9 cupa delle disperazioni. Cominci\u00f2 a piangere senza ritegno. La disperazione sgorgava dalle sue lacrime e dalle sue labbra. Ormai quella sensazione stava diventato preponderante. Si sentiva in mezzo a u deserto freddo. Sent\u00ec la chiave nella toppa. Il marito era gi\u00e0 rientrato. Guard\u00f2 l\u2019orologio, erano passate quasi due ore da quando si era seduta a piangere. Probabilmente Filippo aveva sentito ma non si era preoccupato di andare a vedere che stava succedendo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLeana? Sto morendo di fame, non \u00e8 ancora pronto?\u201d la voce di suo marito la scosse, si asciug\u00f2 in fretta le lacrime, ma gli occhi erano arrossati e il viso gonfio, se ne sarebbe accorto e cominciava gi\u00e0 a cercare delle scuse per la sua faccia rovinosamente sbagliata in quella bella mattina di sole.<\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2 in soggiorno lisciandosi la gonna. I piedi nudi quasi viola per il pavimento freddo e un sorriso imbarazzato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao Leana, buongiorno. Che si mangia?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOra metto in tavola.\u201d&nbsp; Per fortuna aveva degli avanzi del giorno prima e non si sarebbe accorto di nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio di nulla, non l\u2019aveva neppure guardata in viso, aveva acceso la TV per ascoltare le notizie e aveva cominciato a imprecare contro il governo. Era invisibile. Eppure le sarebbe bastato anche solo un abbraccio e un come stai.<\/p>\n\n\n\n<p>Si riprese in fretta, come sempre. Chiam\u00f2 Filippo per il pranzo, lei non si sedette a tavola e nessuno le chiese come mai. Padre e figlio mangiarono in silenzio guardando al TV. Leana sorrise amaramente guardandoli. Decise di fare una passeggiata, e cominci\u00f2 a camminare senza meta pensando alla sua vita. La tristezza nona accenna va a passare anche se si ripeteva continuamente che sarebbe passata come tute le altre volte. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/grass-3206938_640.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-376\" width=\"511\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/grass-3206938_640.jpg 640w, https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/grass-3206938_640-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 511px) 100vw, 511px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2 nel parco e incuriosita dal movimento insolito si avvicin\u00f2 a un capannello di persone. Sul prato una decina di cuccioli del colore del miele attir\u00f2 la sua attenzione. Si inginocchi\u00f2 e ne prese uno in braccio, accarezzandolo, la tristezza si allegger\u00ec anche s rimase in sordina. La ragazza che teneva i cuccioli le sorrise.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSignora, li sto regalando, vorrebbe prenderne uno?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon so, vivo in appartamento e credo che potrebbe soffrirne\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHa bisogno di poco, \u00e8 una taglia piccola. A lui basta solo amore e un po\u2019 di cibo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Leana strinse il cucciolo a se tornando a casa. Sapeva che suo marito non voleva animale, ma non gli importava nulla. Questa volta era lei che aveva bisogno di qualcosa e aveva deciso di prendersela. Era un piccolo passo, ma ne seguirono altri e con il tempo Leana non sarebbe pi\u00f9 stata invisibile, si sarebbe fatta sentire. Esattamente come quel cucciolo, che in quel momento guaendo, attir\u00f2 l\u2019attenzione dei presenti provocando stupore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Usc\u00ec dal negozio mettendosi la borsa a tracolla. Il mezzo sorriso a beneficio della commessa&nbsp; era gi\u00e0 sparito. 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