{"id":334,"date":"2020-05-07T14:08:03","date_gmt":"2020-05-07T12:08:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.artistiribelli.it\/?p=334"},"modified":"2020-05-07T14:08:03","modified_gmt":"2020-05-07T12:08:03","slug":"borsalino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/2020\/05\/07\/borsalino\/","title":{"rendered":"Borsalino"},"content":{"rendered":"\n<p>Lo sferragliare delle rotaie sui binari era ipnotico, Sara era sul punto di assopirsi quando Uno sconosciuto si sedette di fronte a lei. Era poco pi\u00f9 grande della sua et\u00e0, avevo un Borsalino messo di sbieco sul capo. A vederlo le scapp\u00f2 un sorriso divertito, Distolse subito gli occhi, ma lo sconosciuto la vide. Con uno sguardo di rimprovero, si alz\u00f2 dal sedile e si present\u00f2 con un inchino, da bravo gentiluomo.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Sara era sorpresa da quel modo di porsi dello sconosciuto, che ora aveva un nome. Andrea, si chiamava. Andrea Migliardi. Sara allung\u00f2 la mano per ricambiare e si risedette in fretta arrossendo.<br>\u201cVedo che la mia presenza ti rende allegra.\u201d<br>\u201cScusa non volevo, ma era un sorriso di ammirazione.\u201d<br>\u201cCerto, e io sono Giovanna d\u2019Arco\u201d Risero insieme. Incominciarono a parlare senza fermarsi fino alla stazione di Milano. A malincuore dovettero lasciarsi ma si scambiarono i numeri di telefono.<\/p>\n\n\n\n<p> Sara era euforica, quella amicizia stava diventando pi\u00f9 approfondita con il tempo. Alla fine si fidanzarono e andarono a vivere insieme. Andrea era una persona squisita e dolce. La circondava di attenzioni e lei si sentiva amata. Purtroppo Andrea faceva il pendolare e non stavano molto insieme, e dopo due anni, nonostante Sara lavorasse cominci\u00f2 a sentirne la mancanza e divento triste e depressa anche quando Andrea era in casa. Lui dal canto suo si allontan\u00f2 ancora di pi\u00f9 riducendo la relazione a sporadici incontri notturni. <\/p>\n\n\n\n<p>Una notte, Sara affront\u00f2 Andrea. Esplose tutto il suo dolore e le sue lacrime, convinta che lui capisse e la abbracciasse per consolarla. Lui impassibile and\u00f2 verso la cucina lasciandola in lacrime sul letto. Torn\u00f2 con una tazza da the su un vassoio. Sar\u00e0 lo guard\u00f2 perplessa e gli chiese che stava facendo.<br>\u201cIo ti amo, amore mio, non voglio che tu soffra.\u201d Pos\u00f2 il vassoio sullo scrittoio dove c\u2019erano le loro lettere d\u2019amore scritte quando erano lontani. Le sposto con noncuranza guardandole con dolcezza. Le porse la tazza e mentre Sara la prendeva, sempre pi\u00f9 confusa, Andrea sollev\u00f2 la mano destra, aveva il coltello che serviva a Sar\u00e0 per sfilettare la carne, una lama lunga 15 centimetri affilata come un rasoio.<\/p>\n\n\n\n<p> Non fece in tempo neppure a gridare che la lama affondo nel collo tagliandole la giugulare. Con metodo e con calma Andrea recise la testa di Sara e la inguain\u00f2 in una busta di plastica contenete formalina. Apr\u00ec la valigia che portava con se ogni volta che partiva per lavoro e la pose accanto alle altre due teste di donna. Guard\u00f2 con dolcezza quegli occhi spalancati ormai freddi e senza vita, pensando all&#8217;appuntamento che aveva per quella sera con Sonia. Un brivido di piacere lo percorse, si era innamorato anche di lei. E di li a poco si sarebbero fidanzati. Usc\u00ec dall&#8217;appartamento con un sorriso e il Borsalino messo di traverso. (foto pinterest)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sferragliare delle rotaie sui binari era ipnotico, Sara era sul punto di assopirsi quando Uno sconosciuto si sedette di fronte a lei. 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