{"id":320,"date":"2020-05-07T11:17:05","date_gmt":"2020-05-07T09:17:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.artistiribelli.it\/?p=320"},"modified":"2020-05-07T11:17:05","modified_gmt":"2020-05-07T09:17:05","slug":"perche-proprio-a-me","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/2020\/05\/07\/perche-proprio-a-me\/","title":{"rendered":"Perch\u00e8 proprio a me"},"content":{"rendered":"\n<p><br>Ci sono state delle volte che ci siamo chiesti \u201cPerch\u00e9 proprio a me?\u201d In questo racconto pi\u00f9 persone si faranno questa domanda, ma la risposta? Forse potreste darla voi.<\/p>\n\n\n\n<p><br>La macchina andava a velocit\u00e0 regolamentare, gli alberi sfrecciavano calmi e colorati di un verde acceso, fuori dal finestrino. Mike cercava di contarli, ma i suoi 10 anni non gli permisero di continuare per&nbsp;molto. Si stava annoiando, non riusciva a stare fermo e ogni tanto una ginocchiata partiva verso il sedile dell\u2019autista. <\/p>\n\n\n\n<p>Suo padre era stanco di dirgli di stare fermo e girandosi di scatto gli diede un ceffone. Con quel gesto sort\u00ec due effetti: Mike si ferm\u00f2, rigido come un baccal\u00e0, e l\u2019automobile lunga e scura con i paraurti rossi che stava sorpassando, a momenti non fin\u00ec fuori strada. Colin, il pap\u00e0 di Mike fren\u00f2 all\u2019improvviso per lo spavento; l\u2019altra auto sfreccio vicino alla loro, Molly, la mamma di Mike, sbatt\u00e9 la testa nel cristallo davanti. <\/p>\n\n\n\n<p>Mentre Colin frenava cominci\u00f2 a urlare contro il figlio mentre Molly si massaggiava la fronte.<br>Mike divent\u00f2 tutto rosso, ma non per lo spavento, ma per la rabbia. Era furioso con il padre, perch\u00e9 urlava sempre, perch\u00e9 non gli lasciava i suoi spazi. Non poteva fare nulla. \u201cNon vedo l\u2019ora che tu muoia\u201d era l\u2019anatema silenzioso che lanci\u00f2 Mike nei confronti di suo padre. Chiudendo le braccia intorno al suo piccolo busto e mettendo il broncio, era il suo modo per vendicarsi senza avere punizioni di ritorno. Ma era la prima volta che pensava questo, nel profondo sentiva una piccola vocina che diceva di sentirsi in colpa.<\/p>\n\n\n\n<p> Ripreso la marcia per il cottage che avevano affittato per le vacanze. Un lungo weekend prima del rientro a scuola. Mike cercava di dormire ma in sottofondo sentiva le voci dei genitori che litigavano: il pap\u00e0 che aveva un tono aspro e la mamma che quasi piagnucolava cercando di esternare le sue motivazioni. Mike sbuff\u00f2 cercando di non sentire. Era sempre cos\u00ec, in casa, in auto e in vacanza.<br>\u201cEcco, siamo arrivati\u201d Disse Colin soddisfatto. Eccolo l\u00ec. Indicava un bellissimo cottage in cima a una collina. Ai piedi di quella montagna ancora innevata, si estendeva un bellissimo lago glaciale.<br>I colori che passavano dal celeste a un azzurro meraviglioso terminavano in un blu profondo e misterioso. La strada che lo costeggiava di lato scendeva in una serie di curve dalla piazzola dove si erano fermati ad ammirare il panorama. Le montagne erano stupende, il bianco della neve si fondeva con il rosa delle rocce e il verde della vegetazione. Quella regione era uno spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p><br>\u201cScendiamo a vedere il lago da vicino\u201d Propose Colin.<br>\u201c\u00c8 tardi\u2026 Mike deve mangiare e riposare. Ci andremo domani.\u201d protest\u00f2 Molly.<br>\u201cAllora vado io, con questa luce non credo lo vedremo mai pi\u00f9\u201d<br>Molly scese insieme a Mike, e si diresse verso il cottage con una valigia. Mentre stavano per entrare si fermarono a guardare verso valle, il lago risplendeva sotto la luce del sole, la riva evidentemente con acqua pi\u00f9 bassa era quasi bianca, degradava verso il blu profondo. Era affascinante. L\u2019auto di Colin era quasi arrivata alla spiaggia. Dietro di lui c\u2019era una macchina nera, molto lunga. Mike la riconobbe, era quella che li aveva sorpassati in velocit\u00e0 ore prima. La distanza che separava la macchina di Colin e l\u2019auto scura era di pochi metri. D\u2019un tratto la mano di Molly strinse forte quella di Mike, aveva visto che el due auto avevano tamponato. Ma non si erano fermate. L\u2019auto nera spingeva l\u2019auto di Colin verso il lago, si sentivano le ruote stridere anche da lass\u00f9. Il fumo dei freni si vedeva appena, ma madre e figlio immaginavano quello che stava accadendo. Colin frenava, ma l\u2019auto nera continuava a spingere, la macchina di Colin entr\u00f2 in acqua e nonostante l\u2019attrito fosse di meno, si vedeva che stava ancora frenando.<br>\u201cEsci, ti prego, esci\u201d Una preghiera silenziosa usc\u00ec dai pensieri di Molly.<br>Mike era interdetto, fissava le due auto attaccate come fossero un millepiedi. Stavano andando verso l\u2019acqua profonda, lentamente ma inesorabilmente. Mike cominci\u00f2 a urlare<br>\u201cEsci esci, esci,\u201d Ma Colin aveva paura dell\u2019acqua, anche di quella bassa. Ma se non usciva in quel momento non lo avrebbe mai pi\u00f9 fatto.<br>Lentamente, inesorabilmente sotto gli occhi della famiglia, l\u2019auto con dentro Colin scivol\u00f2 verso l\u2019azzurro pi\u00f9 intenso e un momento dopo precipit\u00f2 nel baratro blu notte. Tutto era finito.<br>L\u2019auto nera con i paraurti rossi, riusc\u00ec a tornare indietro nella\u2019acqua alta una decina di cm e fugg\u00ec verso la strada dileguandosi.<br>Mike non pianse, le lacrime rimasero ghiacciate dietro quegli occhi terrorizzati. La sua vita non fu pi\u00f9 la stessa. Nella sua mente risuonava sempre lo stesso pensiero. \u201cNon vedo l\u2019ora che tu muoia\u201d Non lo aveva mai detto a nessuno, ma ora, nel grande salone della clinica per malattie mentali dove la madre lo aveva fato ricoverare, pensava di essere al sicuro. Il nuovo dottore stava arrivando e Mike sperava che lo guarisse, aveva 18 anni ormai. Voleva tornare a parlare, voleva pensare delle cose diverse, fare progetti.<br>\u201cHei, guarda, arriva il nuovo dottore.\u201d L\u2019infermiera lo fece avvicinare alla grande finestra che dava sul parcheggio. Un signore alto con i cappelli bianchi stava scendendo da una lunga auto scura con i paraurti rossi.<br>(Il lago Sorapis&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.dolom-eat.it\/?fbclid=IwAR2giej9KPL_uAJazpN19hh8TqlFkzZyzywsHexYA_xFYECVcMUxaE3Scmo\" target=\"_blank\">http:\/\/www.dolom-eat.it\/<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono state delle volte che ci siamo chiesti \u201cPerch\u00e9 proprio a me?\u201d In questo racconto pi\u00f9 persone si faranno questa domanda, ma la risposta?&hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":321,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"categories":[4],"tags":[35,55,57,62],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/320"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=320"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/320\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/wp-json\/wp\/v2\/media\/321"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=320"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=320"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=320"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}