{"id":264,"date":"2020-04-16T18:29:10","date_gmt":"2020-04-16T16:29:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.artistiribelli.it\/?p=264"},"modified":"2020-04-16T18:29:10","modified_gmt":"2020-04-16T16:29:10","slug":"orient-express","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ritapinna.it\/artistiribelli\/2020\/04\/16\/orient-express\/","title":{"rendered":"Orient Express"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img src=\"http:\/\/www.artistiribelli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/orient-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-265\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Colori sbiaditi e strisce interminabili. Ecco, il mio sguardo \u00e8 incollato a questa arte strana in movimento. Il rumore delle rotaie e il paesaggio monotono sfila incessante sotto i miei sensi. Attraverso i miei sensi.<\/p>\n\n\n\n<p> Lo sento, come se fosse una musica di sottofondo che diventa fastidiosa. I ricordi di poche ore prima affiorano alla coscienza. Non li voglio, ma loro tornano. Ogni volta che distolgo lo sguardo ipnotizzato dal finestrino del treno, tornano, imperterriti, dolenti, molesti. Il ragazzino che gioca con supermario saltella sul sedile come se il dinosauro di pixel colorati lo stesse azzannando. Quanto vorrei essere come lui.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Non avrei voluto succedesse, ma so da quando ne ho coscienza che non sono molto forte nei sentimenti. Il mio cinismo \u00e8 solo di facciata per tenere lontano gli indiscreti e le persone pericolose per la mia vita.<br>Il primo incontro \u00e8 stato senza scossoni, quasi tedioso, indifferente. Ho accettato il secondo appuntamento solo per dimostrare a me stessa che potevo farlo. Invece sono rimasta incastrata.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Il fischio del treno che entra in galleria mi sorprende e spalanco gli occhi spaventata. La carrozza \u00e8 buia, illuminata appena da qualche luce sul soffitto. Il nuovo Orient Express \u00e8 affascinante, mi ricorda corpetti goffrati di uomini con pipa e orologio da taschino, Dame con gonne lunghe eleganti e affascinanti. <\/p>\n\n\n\n<p>Il loro profumo, l\u2019odore del tabacco e del Bourbon. Il mio pensiero corre un\u2019altra volta dove il cuore fa male. Il respiro \u00e8 mozzato a met\u00e0 e un brivido mi percorre le viscere. Ho preso il treno proprio per evitare di tornare indietro, Da Venezia mi porter\u00e0 a Mosca, poi non so cosa far\u00f2, ma sar\u00f2 lontano per cedere alla tentazione di tornare indietro e rivederlo. <\/p>\n\n\n\n<p>Il mio corpo si ribella, il cuore si spezza, ma la mente \u00e8 sveglia, vigile, non vuole cadere preda dei sentimenti che mi porterebbero inevitabilmente in rovina.<br>Il ricordo dei suoi baci, la tenerezza delle sue carezze mi fa singhiozzare. Una lacrima esce prepotente dall\u2019angolo del mio occhio. L\u2019asciugo in fretta, siamo tornati alla luce del giorno la galleria \u00e8 finita e con lei il momento della nostalgia si \u00e8 infranto. Ma resta il dolore.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Vedo ancora che mi guarda con infinita tristezza mentre gli comunico che tra noi \u00e8 finita prima di cominciare. Mi ama, lo so. Ma non pu\u00f2 funzionare tra noi.<br>Il capotreno e una sua collega camminano piano nel corridoio sorridendo ai viaggiatori. L\u2019 Orient Express \u00e8 un treno \u00e8 usato per diporto, come una nave da crociera. Tutti sorridono, si godono il viaggio mentre io sono una macchia grigia di pianto in mezzo a tutto quello sfarzo e allegria.<\/p>\n\n\n\n<p> Mi ricompongo e sorrido. La ragazza in divisa prende le ordinazioni. Ordino un Bellini, in fondo ci sta, e poi \u00e8 il nostro cocktail. Quello che ci \u00e8 stato offerto il giorno del nostro primo incontro. Era un compleanno di una collega, non so perch\u00e9 gli ho lasciato il mio numero di telefono.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Arriva il cameriere con il flute, gli sorrido solo per educazione, vorrei piangere e gridare. Perch\u00e9 l\u2019ho lasciato, mi chiedo. So la risposta, ma io sono cos\u00ec, alterno momenti di \u201cbene ce l\u2019ho fatta\u201d a \u201cperch\u00e9 l\u2019ho fatto\u201d. Intanto il paesaggio \u00e8 cambiato, siamo dentro una foresta, ormai sono ore che viaggio. Tra un poco arriver\u00f2 a destinazione. E non mi rester\u00e0 che riprendere il treno un\u2019altra volta oppure arrivare all\u2019aeroporto pi\u00f9 vicino e correre da lui. L\u2019ultima notte \u00e8 stata meravigliosa. <\/p>\n\n\n\n<p>Avrei voluto non finisse mai, eravamo solo due amanti innamorati che si sentivano e godevano della loro vicendevole presenza. Il risveglio \u00e8 stato un colpo di maglio nello stomaco. Avevo appena aperto gli occhi e mi stiracchiavo come un gatto, mentre lui era gi\u00e0 vestito. \u201cDevo partire\u201d mi disse senza ombra di rammarico. <\/p>\n\n\n\n<p>Il suo sguardo dolce e amorevole era scomparso, al suo posto c\u2019era determinazione e l\u2019ombra della giornata in arrivo. Il lavoro lo prendeva molto. Un velo di tristezza oscurava il mio sguardo, quasi non se ne accorse. Se non fosse stato per la lacrima solitaria che mi solcava il viso. \u201cNon essere triste, tra pochi giorni sar\u00f2 di nuovo da te\u201d. Non mi basta, non mi baster\u00e0 mai. Vestendomi lo sorpresi a guardarmi, non c\u2019era tristezza. C\u2019era solo la frenesia di ricominciare il lavoro, io non esistevo.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Un altro fischio, e la voce del capotreno. \u201c\u2026 Mosca sar\u00e0 pronta ad accogliervi\u201d Ho sentito solo le ultime parole. Poco importa, preparo il mio trolley e lascio la poltrona azzurra e mi dirigo verso la dinette. Chiedo un altro Bellini e aspetto gli ultimi chilometri che mi separano dalla stazione. In silenzio e con la mente rivolta a lui. \u201cLo amo\u201d. Rivelazione sconcertante. Non credevo all\u2019amore, ma la sofferenza che provo ne \u00e8 la prova. Amare vuol dire soffrire.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Il treno piano si ferma e io ho il cuore impazzito. Mille pensieri si accavallano nella mente. Aeroporto. Treno. Torno da lui. Ma lui \u00e8 partito. Non lo rivedr\u00f2 pi\u00f9. Le mie ultime parole sono state sprezzanti, quasi volessi fargli il male che lui stava facendo a me.<\/p>\n\n\n\n<p><br>\u201cNon voglio pi\u00f9 vederti, questo rapporto non mi fa bene. Avevo gi\u00e0 preventivato una vacanza, e domani parto da Venezia con l\u2019Orient Express. La nostra storia \u00e8 finita prima di cominciare. D&#8217;altronde ci conosciamo da appena un mese. Non sar\u00e0 una tragedia.\u201d<br>Idiota, sono stata un\u2019idiota. Ho visto il suo sguardo, non sapeva cosa dire sembrava sorpreso. Ma io sono andata via lo stesso. Mi volto indietro, le poltrone azzurre, la tappezzeria bordeaux d\u2019altri tempi e al centro Agatha Christie che mi sorride enigmatica.<\/p>\n\n\n\n<p> Mi punta un dito contro e me lo sventola davanti al naso. Chiudo gli occhi e li riapro, speriamo non ci sia Hercule Poirot in sua compagnia. Nessuno. Sono troppo sconvolta per pensare lucidamente. Scendo i tre gradini della carrozza e mi avvio a cercare un taxi. Mi porta all\u2019aeroporto. Non ho nessuna intenzione di andare da lui. Non mi ha chiamato, probabilmente lasciandolo gli ho tolto un peso. Quindi \u00e8 inutile tornare in fretta e furia a Venezia. Al gate mi dicono che c\u2019\u00e8 da aspettare due ore prima del volo, e mi siedo al bar.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Aspettare sta diventando il mio Leit Motive.<br>\u201cBianca\u201d. Quella voce. Mi giro di scatto. Lui! Che ci fa qua? \u00c8 un\u2019altra allucinazione, arriver\u00e0 anche Poirot ora.<br>La sua mano calda mi accarezza il collo e mi avvicina con forza alla sua bocca. Inerte mi lascio trascinare, e dopo un lungo bacio mi sorride, lo guardo\u2026 E l\u2019unica cosa che mi dice mi fa andare in paradiso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Colori sbiaditi e strisce interminabili. Ecco, il mio sguardo \u00e8 incollato a questa arte strana in movimento. 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